Nella notte di Capodanno in Sardegna, come racconta il blog “Contusu”, soprattutto in Barbagia, esisteva un’usanza molto diffusa, su giogu ‘e sos olzoso, che serviva a capire se due persone si volevano bene davvero e se la loro relazione sarebbe
La notte più importante dell’anno è finalmente arrivata: capodanno è qui. L’odore dei cenoni in preparazione pervade l’aria, c’è chi, in ritardo, si sbriga a fare gli ultimi acquisiti e chi, invece, pensa a come apparecchiare la tavola. Ogni regione
Il pane carasau è un classico delle nostre tavole e lo si può proporre rivisitato come alternativa alla solita lasagna al ragù o al porchetto e cotechino dell’ultimo dell’anno. Ecco per voi una ricetta vegana ma saporitissima per chi non
Fino al Medioevo il vero Capodanno sardo si festeggiava a settembre. La forte vocazione agropastorale dell’isola, unita al lungo periodo di dominazione bizantina, infatti portò la Sardegna a seguire il calendario bizantino e non quello gregoriano, dove l’anno iniziava il 1
Sardi famosi: Emilio Lussu, fondatore del Partito Sardo d’Azione, antifascista, partigiano e grande scrittore. Lussu nacque ad Armungia (Cagliari) il 4 dicembre 1890 e morì a Roma il 5 marzo 1975, laureato in Legge e grande scrittore, fu tra i
Si chiamano “ Pintaderas” e risalgono all’epoca nuragica, sono piccole matrici di terracotta circolari in basso rilievo che servivano per decorare il pane votivo ancora crudo. Potevano avere un diametro che variava dai 5 ai 10 centimetri e venivano utilizzate
La ricetta: lenticchie in umido, un piatto simbolico ricchissimo di proprietà nutritive. Perché si mangiano a Capodanno? Come da tradizione a Capodanno si mangiano le lenticchie. Perché? Si dice che mangiare le lenticchie a Capodanno porti fortuna e quindi la notte
La ricetta Vistanet di oggi: minestra di patate e cipolle a sa sarda. Un piatto sano e semplice. Niente di meglio di una bella minestra fumante nelle serate autunnali: la semplicità di patate e cipolle a cui si aggiunge la
Sa Zirogna, il nerbo del bue essiccato, un tempo si poteva trovare in quasi tutte le case, era uno dei metodi educativi preferito dalle mamme cagliaritane. Probabilmente sulle nuove generazioni questa parola non sortirà alcun effetto, ma a chi ha
I Pisani quando arrivarono a Cagliari occuparono quello che oggi è il Castello, lo chiamarono Castellum Castri de Kallari, e nel 1217 ne cominciarono la fortificazione. La cinta muraria,intercalata da più di 20 torri congiunte da un cammino di ronda protetto