Lo Sapevate? A Cagliari via Napoli era “s’arruga de is Moras”: quando anche i sardi facevano i pirati nel Mediterraneo
Pochi sanno, forse, che questa strada, attraversata da file di turisti nelle mattine estive, era un "ghetto" di mori tenuti in schiavitù. Così come, in generale, tutto il rione Marina, a stretto contatto con il mare, i suoi tesori e purtroppo anche i suoi bottini, frutto di saccheggi ai danni di altri popoli.
canale WhatsApp
Oggi è una delle più importanti “terre” di movida del centro cagliaritano. Alla Marina, infatti, i profumi di cucina e tradizione aleggiano per tutto il quartiere. E via Napoli non è certamente da meno, con la sua ricchezza di ristoranti e trattorie, insieme a negozi tipici.
Pochi sanno, forse, che questa strada, attraversata da file di turisti nelle mattine estive, era un “ghetto” di mori tenuti in schiavitù. Così come, in generale, tutto il rione Marina, a stretto contatto con il mare, i suoi tesori e purtroppo anche i suoi bottini, frutto di saccheggi ai danni di altri popoli.
Come riportato dunque dal capolavoro di Francesco Alziator, “L’Elefante sulla Torre”, nella via Napoli esisteva in tempi lontani la cosiddetta Moreria , luogo in cui venivano concentrate le schiave more. Ecco dunque che anticamente questa via era nota come “s’arruga de is Moras”.
Sembra infatti, sempre come riportato dall’Alziator, che ai tempi in cui i corsari barbareschi imperversavano nell’Isola, portando sciagure e saccheggi, rapendo donne e bambini, i sardi in qualche modo restituissero la pariglia. Alla stregua di quella saracena, dunque, esisteva anche una pirateria sarda, mirata alla cattura di africani e alla loro vendita sul mercato cagliaritano.
Addio a Patrizia Zedda: il Poetto piange la regina dei “caddozzoni”

Cagliari in lutto per la scomparsa a soli 52 anni della storica titolare di uno dei più conosciuti foodtruck di "caddozzoni".
canale WhatsApp
Il lungomare del Poetto perde uno dei suoi sorrisi più luminosi. Cagliari si è svegliata con la triste notizia della scomparsa di Patrizia Zedda, strappata alla vita a soli 52 anni da una malattia che non le ha lasciato scampo. Per decenni, Patrizia è stata l’anima e il volto di una vera istituzione cittadina: il camion bar di famiglia posizionato nella zona del Cavalluccio Marino, proprio all’altezza dei giochi all’aperto.
I suoi “caddozzoni”, i tipici panini cagliaritani con wurstel e patatine serviti con generosità, hanno sfamato generazioni di residenti e turisti. Nelle calde serate estive cagliaritane, il suo chiosco era la tappa obbligata per chi cercava non solo ristoro, ma anche quella cortesia autentica che solo la famiglia Zedda sapeva offrire. Insieme ai genitori, Patrizia ha gestito per anni quello che era il primo punto di riferimento per chi arrivava sul litorale, diventando una figura familiare e benvoluta da tutta la città.
Originaria di Sant’Avendrace, Patrizia era molto più di una commerciante. Chi la conosceva bene ne ricorda la straordinaria umanità. Dopo il pensionamento dei genitori, si era dedicata ad altro, ma il suo legame con il Poetto e con il cuore dei cagliaritani era rimasto indissolubile.
La notizia della sua prematura scomparsa ha scatenato un’ondata di commozione sui social network, dove centinaia di messaggi di cordoglio si sono stretti attorno alla famiglia. In molti ricordano le serate passate davanti al suo camion bar, tra una birra fresca e una battuta, rimpiangendo una donna volata via troppo presto che ha saputo lasciare un’eredità fatta di affetto e sorrisi. Cagliari saluta così un pezzo della sua storia balneare, un simbolo di quella semplicità che ha reso grande il Poetto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

