Lo Sapevate? A Cagliari via Napoli era “s’arruga de is Moras”: quando anche i sardi facevano i pirati nel Mediterraneo
Pochi sanno, forse, che questa strada, attraversata da file di turisti nelle mattine estive, era un "ghetto" di mori tenuti in schiavitù. Così come, in generale, tutto il rione Marina, a stretto contatto con il mare, i suoi tesori e purtroppo anche i suoi bottini, frutto di saccheggi ai danni di altri popoli.
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Oggi è una delle più importanti “terre” di movida del centro cagliaritano. Alla Marina, infatti, i profumi di cucina e tradizione aleggiano per tutto il quartiere. E via Napoli non è certamente da meno, con la sua ricchezza di ristoranti e trattorie, insieme a negozi tipici.
Pochi sanno, forse, che questa strada, attraversata da file di turisti nelle mattine estive, era un “ghetto” di mori tenuti in schiavitù. Così come, in generale, tutto il rione Marina, a stretto contatto con il mare, i suoi tesori e purtroppo anche i suoi bottini, frutto di saccheggi ai danni di altri popoli.
Come riportato dunque dal capolavoro di Francesco Alziator, “L’Elefante sulla Torre”, nella via Napoli esisteva in tempi lontani la cosiddetta Moreria , luogo in cui venivano concentrate le schiave more. Ecco dunque che anticamente questa via era nota come “s’arruga de is Moras”.
Sembra infatti, sempre come riportato dall’Alziator, che ai tempi in cui i corsari barbareschi imperversavano nell’Isola, portando sciagure e saccheggi, rapendo donne e bambini, i sardi in qualche modo restituissero la pariglia. Alla stregua di quella saracena, dunque, esisteva anche una pirateria sarda, mirata alla cattura di africani e alla loro vendita sul mercato cagliaritano.
Tempesta Harry, massima allerta sulla statale 195: possibili chiusure e deviazioni

Protezione Civile schierata per monitorare la dorsale costiera. Allerta Rossa da domani: scuole chiuse e trasporti a rischio.
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La macchina dell’emergenza regionale ha alzato il livello di guardia in vista del picco della tempesta previsto per le prossime ore. Al termine del vertice tra il Direttore della Protezione Civile Mauro Merella e l’Assessora Rosanna Laconi, è emerso un punto di criticità assoluta: la viabilità lungo la Strada Statale 195.
A causa della pericolosa combinazione tra piogge torrenziali (fino a 150 mm nel Sulcis) e mareggiate imponenti, la SS 195 è l’osservata speciale del sistema di soccorso. Le Organizzazioni di Volontariato sono già operative lungo l’arteria per segnalare in tempo reale allagamenti o detriti. Il consiglio agli automobilisti: “Se dovete percorrere la SS 195, informatevi costantemente sui canali ufficiali della Protezione Civile. La chiusura del tratto potrebbe scattare improvvisamente per garantire l’incolumità pubblica.”
In stretto raccordo con l’ANAS, la Protezione Civile ha già predisposto un piano che prevede la chiusura preventiva del tratto costiero e la deviazione del traffico su percorsi alternativi qualora le condizioni meteomarine diventassero insostenibili. Massima attenzione viene prestata ai punti critici dove la strada incrocia canali e foci dei fiumi, potenziali punti di esondazione.
Dalle ore 9:00 di domani, lunedì 19 gennaio, scatterà il Codice Rosso per gran parte del sud, sud-est e nord-est della Sardegna. I sindaci hanno confermato l’attivazione dei Centri Operativi Comunali (COC) e la chiusura di: Scuole e Università; Uffici pubblici, parchi e cimiteri. Il monitoraggio sarà costante, con aggiornamenti ufficiali diramati ogni tre ore a partire da domani mattina.
L’Assessora Laconi ha sottolineato che la sicurezza delle persone è la priorità, invitando a lavorare in modalità agile (smart working) ed evitare ogni spostamento non necessario. Le Direzioni Marittime prevedono forti disagi, con possibili ritardi o cancellazioni, specialmente sulle rotte verso il Nord-Est.
Treni: RFI e ARST potrebbero rimodulare o limitare le corse lungo le tratte più esposte agli allagamenti.
Aerei: Gli scali restano operativi, ma la situazione è in evoluzione in base al vento.
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