(VIDEO) Masanori, il 18enne arrivato a Cagliari dal Giappone per imparare il sardo
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È arrivato dal Giappone a Cagliari con un solo scopo: imparare il sardo. La storia incredibile di Masanori, 18enne giapponese di stanza in città, è stata raccontata in una bella intervista video bilingue sardo-inglese dalla pagina Facebook Multilingua Luigi, gestita da un giovane sardo, Pierluigi Petrini, poliglotta di cui vi avevamo parlato in questo articolo.
Pierluigi Petrini è un grande appassionato di lingue e linguistica. Rientrato nell’isola dopo un’esperienza di lavoro di quattro anni a Berlino, dove lavorava come impiegato multilingua in una multinazionale ora si occupa di dare una mano all’associazione “Lingua Bia”.
Masanori, a Japanese 18 year-old-guy coming to Sardinia just to learn Sardinian while most Sardinian youngsters can't speak a word of their island's Language.Masanori, unu piciocu de 18 annus, bèniu in Sardìnnia po imparai su Sardu e in s'interis sa parti prus manna de is giovunus Sardus no sciint nai unu fueddu de Sardu.
Posted by Multilingualuigi on Friday, 23 March 2018
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Chirurgia d’avanguardia al Brotzu: il successo della metodica TARM robotica nella ricostruzione della parete addominale

Eseguiti con successo interventi complessi grazie alla tecnologia retromuscolare robotizzata. Il primario Fantola: «Meno dolore, incisioni minime e dimissioni in sole 24 ore».
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L’eccellenza sanitaria sarda segna un nuovo punto a suo favore. All’ARNAS G. Brotzu di Cagliari, la Struttura di Chirurgia dell’Obesità ha introdotto con successo la metodica TARM (Trans-Abdominal Retromuscular) robotica, una tecnica d’avanguardia dedicata alla ricostruzione della parete addominale. Sotto la guida del dottor Giovanni Fantola, l’equipe medica sta affrontando casi complessi di ernie e laparoceli — cedimenti dei tessuti che spesso compaiono dopo precedenti interventi — con una precisione chirurgica che fino a pochi anni fa era inimmaginabile.
Il cuore dell’innovazione risiede nell’approccio “dall’interno”. Grazie all’ausilio di bracci robotici gestiti dal chirurgo, viene creato uno spazio millimetrico tra i muscoli della parete addominale (lo spazio retromuscolare). È qui che viene alloggiata la rete protesica. «Questa metodica è considerata tra le migliori a livello scientifico», spiega il Dr. Fantola. «Lavorando tra i muscoli, la protesi si integra meglio nei tessuti, il rischio che il problema si ripresenti (recidiva) si abbatte drasticamente e gli organi interni rimangono protetti».
Il salto di qualità per chi finisce sotto i ferri è netto. Se un tempo questi interventi richiedevano ampie incisioni e lunghe degenze, oggi la realtà è radicalmente diversa: bastano solo tre piccoli fori d’accesso, il chirurgo opera con una profondità di campo ad altissima definizione, garantendo un controllo totale anche su pazienti già operati più volte, il trauma tissutale ridotto limita sensibilmente le sofferenze post-operatorie, la maggior parte dei pazienti viene dimessa dopo appena 24 ore, tornando rapidamente alla propria vita quotidiana.
L’adozione della TARM robotica non è solo un successo tecnico, ma una scelta strategica per ridurre i viaggi della speranza verso la Penisola. «È un segnale concreto del lavoro quotidiano per offrire ai sardi cure aggiornate e sicure», commenta il Direttore Generale dell’ARNAS, Maurizio Marcias. «Puntare sulla qualità del percorso di recupero significa onorare la fiducia che i cittadini ripongono nel nostro sistema sanitario».
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