Lo sapevate? In Sardegna un bellissimo castello è diventato una biblioteca
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finchè - dopo dei restauri - è diventato un cuore pulsante cultura
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La “Casa Forte degli Alagon” è situata nel cuore del paese e rappresenta una combinazione di architettura militare e civile in Sardegna, conosciuta come “Castello Siviller”. Nel 1415, il castello fu eretto su autorizzazione dell’arcivescovo di Cagliari, in sostituzione di una chiesa parrocchiale, che fu distrutta dalle incursioni dei ribelli arborensi. Il castello fu costruito proprio per proteggere il paese dalle incursioni.
La struttura a forma di “U” con merlature guelfe era tipica della costruzione medievale, ma è stata modificata nel corso dei secoli per conferirgli l’aspetto di una residenza emergente nel contesto del centro abitato. Il castello Siviller simboleggia la rinascita della comunità di Villasor.
Sopra il portale di accesso principale della fortezza si erge uno stemma circolare con la corona marchionale. Nella parte sinistra si notano sei palle, simbolo della famiglia Da Silva sovrapposte all’immagine dell’albero sradicato, emblema del Giudicato Arborense. Nella parte destra, invece, campeggia lo stemma del Regno di Aragona e una torre alata che rappresenta la famiglia Alagon.
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finendo poi per essere abbandonato e usato come rimessa agricola.
Solo nel 1991 il castello è stato accorpato al patrimonio comunale e oggetto di molteplici restauri. Adesso, la biblioteca comunale è collocata al piano terra dello stabile, accogliendo spesso mostre ed eventi culturali. Una saletta attigua ospita il Consiglio Comunale.
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“Senza Memoria”: a Tortolì uno spettacolo per non dimenticare la Shoah e gli olocausti di ieri e di oggi

Ideato e interpretato da Gisella Vacca, con la partecipazione di Andrea Cocco al pianoforte, lo spettacolo fa parte della rassegna “Pace in terra”, organizzata da Il Crogiuolo.
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Il 28 gennaio, alle 12.15 al Teatro San Francesco di Tortolì, andrà in scena lo spettacolo “Senza Memoria”, prodotto da Il Crogiuolo grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune.
Ideato e interpretato da Gisella Vacca, con la partecipazione di Andrea Cocco al pianoforte, lo spettacolo fa parte della rassegna “Pace in terra”, organizzata da Il Crogiuolo.
“Senza Memoria” è un percorso teatrale che invita a riflettere sugli orrori della Shoah e sugli olocausti di ieri e di oggi, sottolineando quanto sia facile dimenticare e perdere elementi fondamentali di umanità.
Secondo le parole della stessa Gisella Vacca, “la memoria celebrata della Shoah dovrebbe esigere il lungo termine; la commemorazione dello sterminio per antonomasia dovrebbe costringerci a riflettere quotidianamente su come sia facile dimenticare e smarrire elementi essenziali di umanità… La Shoah non è servita, come non è servita la testimonianza degli innumerevoli genocidi che costellano la storia dell’umanità, segnandola con marchi di disonore”.
Un appuntamento importante per ricordare, riflettere e mantenere viva la memoria delle tragedie che hanno segnato la storia e continuano a essere monito per il presente.
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