Lo sapevate? In Sardegna un bellissimo castello è diventato una biblioteca
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finchè - dopo dei restauri - è diventato un cuore pulsante cultura
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La “Casa Forte degli Alagon” è situata nel cuore del paese e rappresenta una combinazione di architettura militare e civile in Sardegna, conosciuta come “Castello Siviller”. Nel 1415, il castello fu eretto su autorizzazione dell’arcivescovo di Cagliari, in sostituzione di una chiesa parrocchiale, che fu distrutta dalle incursioni dei ribelli arborensi. Il castello fu costruito proprio per proteggere il paese dalle incursioni.
La struttura a forma di “U” con merlature guelfe era tipica della costruzione medievale, ma è stata modificata nel corso dei secoli per conferirgli l’aspetto di una residenza emergente nel contesto del centro abitato. Il castello Siviller simboleggia la rinascita della comunità di Villasor.
Sopra il portale di accesso principale della fortezza si erge uno stemma circolare con la corona marchionale. Nella parte sinistra si notano sei palle, simbolo della famiglia Da Silva sovrapposte all’immagine dell’albero sradicato, emblema del Giudicato Arborense. Nella parte destra, invece, campeggia lo stemma del Regno di Aragona e una torre alata che rappresenta la famiglia Alagon.
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finendo poi per essere abbandonato e usato come rimessa agricola.
Solo nel 1991 il castello è stato accorpato al patrimonio comunale e oggetto di molteplici restauri. Adesso, la biblioteca comunale è collocata al piano terra dello stabile, accogliendo spesso mostre ed eventi culturali. Una saletta attigua ospita il Consiglio Comunale.
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Dramma a Lodè: petardo esplode in mano a un diciottenne, amputate tre dita

Le conseguenze del terribile impatto sono state purtroppo devastanti, poiché l’esplosione gli ha provocato l’amputazione immediata di tre dita della mano sinistra. Il giovane è stato trasportato con l'elisoccorso a Nuoro.
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Dramma a Lodè: petardo esplode in mano a un diciottenne, amputate tre dita.
Un pomeriggio che doveva scorrere nella più totale tranquillità si è trasformato in un vero e proprio dramma a Lodè, dove un grave incidente ha scosso profondamente la comunità locale intorno alle 16. Lungo il corso Villanova, la quiete è stata squarciata dalla violenta deflagrazione di un petardo di grosse dimensioni che ha visto coinvolto un giovane del posto. Secondo una prima ricostruzione effettuata dalle autorità, l’episodio è avvenuto quando il ragazzo, un 18enne, avrebbe acceso il manufatto pirico senza però trovare il tempo necessario per allontanarlo da sé; il giovane, infatti, non sarebbe riuscito a lanciare l’ordigno prima dello scoppio fatale, rimanendo investito in pieno dalla forza d’urto della detonazione.
Le conseguenze del terribile impatto sono state purtroppo devastanti, poiché l’esplosione gli ha provocato l’amputazione immediata di tre dita della mano sinistra. Il giovane è stato trasportato con l’elisoccorso a Nuoro.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori del 118, che hanno prestato le prime cure necessarie per stabilizzare il ferito, insieme ai carabinieri della Compagnia di Bitti, giunti in corso Villanova per avviare le indagini e i rilievi di rito. Considerata la gravità delle lesioni e la necessità di un intervento chirurgico specialistico, il ragazzo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Nuoro grazie all’intervento rapido dell’elisoccorso dell’Areus. Questo incidente nel pomeriggio a Lodè riaccende l’allerta sulla pericolosità di determinati ordigni, specialmente quando il malcapitato non riesce a lanciare l’oggetto prima che questo esploda tra le mani, come accaduto al giovane 18enne elitrasportato a Nuoro che ora dovrà affrontare un delicato percorso di cure presso il nosocomio barbaricino dopo aver perso tre dita in un istante che ha cambiato drammaticamente la sua giornata.
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