Lo sapevate? In Sardegna un bellissimo castello è diventato una biblioteca
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finchè - dopo dei restauri - è diventato un cuore pulsante cultura
canale WhatsApp
La “Casa Forte degli Alagon” è situata nel cuore del paese e rappresenta una combinazione di architettura militare e civile in Sardegna, conosciuta come “Castello Siviller”. Nel 1415, il castello fu eretto su autorizzazione dell’arcivescovo di Cagliari, in sostituzione di una chiesa parrocchiale, che fu distrutta dalle incursioni dei ribelli arborensi. Il castello fu costruito proprio per proteggere il paese dalle incursioni.
La struttura a forma di “U” con merlature guelfe era tipica della costruzione medievale, ma è stata modificata nel corso dei secoli per conferirgli l’aspetto di una residenza emergente nel contesto del centro abitato. Il castello Siviller simboleggia la rinascita della comunità di Villasor.
Sopra il portale di accesso principale della fortezza si erge uno stemma circolare con la corona marchionale. Nella parte sinistra si notano sei palle, simbolo della famiglia Da Silva sovrapposte all’immagine dell’albero sradicato, emblema del Giudicato Arborense. Nella parte destra, invece, campeggia lo stemma del Regno di Aragona e una torre alata che rappresenta la famiglia Alagon.
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finendo poi per essere abbandonato e usato come rimessa agricola.
Solo nel 1991 il castello è stato accorpato al patrimonio comunale e oggetto di molteplici restauri. Adesso, la biblioteca comunale è collocata al piano terra dello stabile, accogliendo spesso mostre ed eventi culturali. Una saletta attigua ospita il Consiglio Comunale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Asl Ogliastra, da febbraio al via il corso Avo per volontari ospedalieri a Lanusei

Dal 9 febbraio inizia la formazione per preparare figure di supporto ai pazienti del Nostra Signora della Mercede.
canale WhatsApp
Dal 9 febbraio inizia la formazione per preparare figure di supporto ai pazienti del Nostra Signora della Mercede.
L’ospedale non è soltanto un luogo di diagnosi e terapie, ma uno spazio di accoglienza dove la fragilità dei pazienti richiede risposte che vanno oltre la medicina clinica. Per questo motivo, l’umanizzazione delle cure è una priorità strategica per la Asl Ogliastra e il suo ospedale. Ispirandosi a questa visione, a febbraio partirà presso il presidio ospedaliero di Lanusei il corso dell’Associazione volontari ospedalieri (Avo), destinato a preparare nuove figure di supporto per chi è ricoverato al “Nostra Signora della Mercede” di Lanusei.
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra la Asl Ogliastra e l’Avo di Nuoro, mira a ricostruire una presenza strutturata dell’associazione nel territorio, dopo che la pandemia ne aveva drasticamente ridotto l’attività. Grazie a questo iter, a partire da marzo, un gruppo di volontari formati potrà tornare a offrire sollievo ai degenti.
«L’umanizzazione delle cure non è un aspetto accessorio, ma una vera e propria leva di governo clinico-organizzativo che migliora la qualità percepita dei servizi e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie – spiega Luigi Ferrai, direttore del Presidio ospedaliero di Lanusei – avere nei nostri reparti queste persone è un valore aggiunto. Con la loro presenza contribuiscono ad alleviare la sofferenza e il senso di solitudine dei malati: una semplice chiacchierata, un sorriso o la lettura di un libro sono gesti che possono fare la differenza».
La presenza in un contesto così delicato deve però essere consapevole: per questo la formazione è imprescindibile. «Questo percorso è obbligatorio ed è propedeutico all’inizio dell’attività nei reparti – sottolinea Piermario Soddu, presidente dell’Avo di Nuoro – non si possono inserire in un ambiente così complesso persone prive di una preparazione specifica. Il corso fornisce nozioni di base sull’igiene, sulla privacy e sulla comunicazione: come presentarsi e quale linguaggio utilizzare con chi soffre».
Il corso si svolgerà da lunedì 9 a mercoledì 18 febbraio presso l’ospedale di Lanusei e i diversi argomenti saranno trattati interamente da professionisti della Asl Ogliastra. Attualmente sono iscritte 20 persone che, al termine delle lezioni teoriche, affronteranno un tirocinio guidato di 52 ore. Alla fine di questo iter, ogni partecipante potrà decidere se proseguire la propria attività come volontario o diventare socio dell’Avo.
Chi volesse partecipare può contattare l’associazione Avo di Nuoro alla mail [email protected] o telefonando al numero telefonico 379 3310282.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
