Lo sapevate? In Sardegna un bellissimo castello è diventato una biblioteca
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finchè - dopo dei restauri - è diventato un cuore pulsante cultura
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La “Casa Forte degli Alagon” è situata nel cuore del paese e rappresenta una combinazione di architettura militare e civile in Sardegna, conosciuta come “Castello Siviller”. Nel 1415, il castello fu eretto su autorizzazione dell’arcivescovo di Cagliari, in sostituzione di una chiesa parrocchiale, che fu distrutta dalle incursioni dei ribelli arborensi. Il castello fu costruito proprio per proteggere il paese dalle incursioni.
La struttura a forma di “U” con merlature guelfe era tipica della costruzione medievale, ma è stata modificata nel corso dei secoli per conferirgli l’aspetto di una residenza emergente nel contesto del centro abitato. Il castello Siviller simboleggia la rinascita della comunità di Villasor.
Sopra il portale di accesso principale della fortezza si erge uno stemma circolare con la corona marchionale. Nella parte sinistra si notano sei palle, simbolo della famiglia Da Silva sovrapposte all’immagine dell’albero sradicato, emblema del Giudicato Arborense. Nella parte destra, invece, campeggia lo stemma del Regno di Aragona e una torre alata che rappresenta la famiglia Alagon.
Nell’arco del tempo, il castello ha svolto diversi ruoli, tra cui quello di caserma, prigione e sede scolastica, finendo poi per essere abbandonato e usato come rimessa agricola.
Solo nel 1991 il castello è stato accorpato al patrimonio comunale e oggetto di molteplici restauri. Adesso, la biblioteca comunale è collocata al piano terra dello stabile, accogliendo spesso mostre ed eventi culturali. Una saletta attigua ospita il Consiglio Comunale.
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Lo sapevate? Il granito rosa sardo è nella classifica delle pietre più importanti al mondo

Il riconoscimento è arrivato nell’ottobre 2019 dall’Unione Internazionale delle Scienze Geologiche, che ha selezionato appena 22 pietre in tutto il mondo, di cui solo due in Italia. Tra queste spicca il Rosa Beta sardo, una vera eccellenza geologica
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La Sardegna non smette mai di sorprendere. Dopo spiagge da sogno e panorami mozzafiato, l’isola si fa notare anche… sotto i piedi: il suo granito rosa è stato inserito tra le pietre più influenti al mondo, accanto al celebre Marmo di Carrara.
Il riconoscimento è arrivato nell’ottobre 2019 dall’Unione Internazionale delle Scienze Geologiche, che ha selezionato appena 22 pietre in tutto il mondo, di cui solo due in Italia. Tra queste spicca il Rosa Beta sardo, una vera eccellenza geologica e culturale.
Dietro a questo traguardo c’è anche la passione scientifica: gli studi del docente Nicola Careddu, insieme alla collega Silvana Grillo, hanno promosso l’importanza e la storia del granito rosa, portando la Sardegna sul palcoscenico mondiale.
Un piccolo grande tesoro naturale che racconta l’identità dell’isola e dimostra che, a volte, la bellezza e la storia si trovano anche nelle rocce.
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