Lo sapevate? In Sardegna cresce un arbusto che si chiama “ginepro coccolone”
Un arbusto di modeste dimensioni che porta però un nome davvero curioso: ecco dove si trova e come si presenta
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Nella Sardegna, la flora è mediterranea e il clima influisce molto sulla vegetazione boschiva. La macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza di diverse specie tra cui leccio, sughera, castagno, corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, erica e molte altre, è di grande interesse ecologico e rappresenta una delle composizioni vegetali più rappresentative dell’area del Mediterraneo.
La gariga è invece presente nelle aree degradate ed è composta principalmente da timo, elicriso, cisti ed euforbia. Nella fauna è presente una vasta gamma di endemismi vegetali e animali di grande valore naturalistico.
Oggi portiamo la vostra attenzione sul fatto che in Sardegna esista anche il ginepro coccolone.
Come spiega molto bene il sito di Sardegna Foreste, questo arbusto dal nome curioso è di modeste dimensioni (3-6 m.) con portamento cespuglioso eretto, con chioma piuttosto irregolare e lassa, rami eretti, talvolta penduli.
Il “ginepro coccolone” è una sottospecie di Juniperus oxycedrus, rilevante ma scarsamente diffusa. In Sardegna, tuttavia, la sua comparsa è piuttosto frequente. Anche nell’aspetto, la pianta si distingue per dei galbuli più grandi e per la sua relativa rarità. Anche questa variante presenta due sottili righe bianche sugli aghi, ma questi ultimi sono meno pronunciati, e la forma della pianta risulta meno verticale rispetto ad altre sottospecie.
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Rappresentazione autentica di usi e costumi: il film di Fabio Manuel Mulas premiato in Australia

“Onorato di dare lustro a questa isola nel mondo, che merita tanto e che, attraverso il cinema, potrebbe attirare tantissime persone a visitarla”
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Un importante riconoscimento internazionale illumina il cinema sardo e il suo legame con identità, tradizioni e territorio: il regista Fabio Manuel Mulas ha ricevuto una menzione d’onore all’Australia Film Festival 2026 per il suo film ambientato in Sardegna, premiato con la motivazione “per gli usi, costumi e per la rappresentazione in maniera fedele e originale di un popolo”.
Un tributo che valorizza la capacità dell’opera di raccontare con autenticità l’anima dell’isola, evitando stereotipi e restituendo uno sguardo genuino sulla cultura sarda. Grande l’emozione del regista, che ha dichiarato: “Onorato di dare lustro a questa isola nel mondo, che merita tanto e che, attraverso il cinema, potrebbe attirare tantissime persone a visitarla”, sottolineando il valore del cinema come strumento di promozione culturale e turistica, pur senza nascondere una critica netta alle istituzioni: “Ma purtroppo siamo limitati dall’incompetenza della nostra stessa Regione”.
Quello ottenuto in Australia si inserisce in un percorso già segnato da successi internazionali, come quello raggiunto nel 2017 al Festival Mondiale del Cinema di Milano, dove il film “Bandidos e Balentes – Il codice non scritto” è stato premiato come miglior film in lingua straniera, il più alto riconoscimento per i lungometraggi, ottenendo anche cinque nomination e imponendosi su oltre 400 opere provenienti da tutto il mondo. L’opera è risultata l’unica in gara a rappresentare l’Italia: un progetto interamente 100% made in Sardegna, dal cast all’autoproduzione, reso ancora più unico dall’utilizzo di 45 varianti della lingua sarda.
Oggi Mulas guarda avanti con “Bandidos e Balentes 2. La resa dei conti”, nuovo thriller che sarà girato interamente nell’isola, con i primi ciak previsti per la prossima primavera, quando la Sardegna esprime al massimo il suo fascino. Le riprese si svolgeranno tra il Parco nazionale dell’Asinara, l’Area marina protetta dell’isola dell’Asinara, la Barbagia di Ollolai, l’Ogliastra, il suo paese d’origine Bono e la foresta di Burgos nel Goceano. Il film, prodotto dalla Nuragica Film, attraversa diverse epoche — dagli anni ’50 agli anni ’70 fino ai primi anni 2000 — per raccontare il mondo delle faide e lo scontro tra i Bandidos, giovani sardi, e le Balentes, donne forti e coraggiose. Un racconto ispirato a storie realmente accadute che conferma come il cinema possa diventare uno strumento potente per valorizzare e raccontare al mondo una Sardegna autentica e ancora tutta da scoprire.
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