Monumenti napoletani: Castel Sant’Elmo, roccaforte inespugnabile della città

Monumenti napoletani: Castel Sant’Elmo, roccaforte inespugnabile della città. Castel Sant’Elmo è un castello medievale con pianta a forma di stella a sei punte che domina la collina del Vomero. Per secoli è stato una roccaforte inespugnabile. Si tratta di
Monumenti napoletani: Castel Sant’Elmo, roccaforte inespugnabile della città.
Castel Sant’Elmo è un castello medievale con pianta a forma di stella a sei punte che domina la collina del Vomero. Per secoli è stato una roccaforte inespugnabile. Si tratta di uno dei luoghi più amati dai napoletani. Oggi è stato trasformato in un museo. Appartiene al Demanio e dalla sua posizione (250 m s.l.m.) si può osservare tutta la città, il golfo, e le strade che dalle alture circostanti conducono alla città.
La struttura anticamente era chiamata Paturcium e sorge dove si trovava una chiesa dedicata a Sant’Eframo (da cui Eramo, Ermo e poi Elmo), edificata nel X secolo. Durante la Rivoluzione Napoletana del 1799 fu conquistato dal popolo e poi occupato dai repubblicani. Caduta la Repubblica diventò la prigione dei più importanti protagonisti della rivoluzione: Giustino Fortunato, Domenico Cirillo, Francesco Pignatelli di Strongoli, Giovanni Bausan e Luisa Sanfelice.
La maestosa fortezza di Castel Sant’Elmo domina dall’alto tutta la città di Napoli. Collocata sulla sommità della collina del Vomero, regala una visione straordinaria, dall’entroterra alle isole e dalla Penisola sorrentina fino ai Campi Flegrei.
La posizione arroccata, l’impianto a forma di stella a sei punte, l’ampio fossato e lo schema a doppia tenaglia ne facevano un luogo inespugnabile, oggi cuore pulsante della cultura napoletana.
Come riporta il sito ufficiale del monumento, le prime notizie su Castel Sant’Elmo risalgono alla seconda metà del XIII secolo. Dal 1329 vennero avviati i lavori di ampliamento promossi da Roberto d’Angiò e affidati all’architetto e scultore Tino di Camaino, in quel momento attivo nel cantiere della Certosa di San Martino.
Tra il 1537 e il 1547, durante il dominio di Carlo V, il vicerè Don Pedro de Toledo inaugurò la fase di ricostruzione alla quale si deve l’attuale corpo a pianta stellare a sei punte. Nel 1587, quando un’esplosione distrusse gran parte degli edifici sulla Piazza d’Armi, la ricostruzione fu affidata all’architetto Domenico Fontana.
Il Castello fu anche protagonista della Rivoluzione del 1799, quando un gruppo di intellettuali, sulla scia degli ideali della Rivoluzione Francese, conquistò la fortezza proclamando la Repubblica Napoletana. Nel XIX secolo è stato utilizzato come carcere prima dai borbonici e poi dalla Guardia Nazionale. In seguito all’importante intervento di restauro del 1976, Castel Sant’Elmo è diventato sede del Polo Museale della Campania.
A Castel Sant’Elmo si arriva attraverso una camminata nell’elegante quartiere residenziale del Vomero. Arrivati sugli spalti della fortezza, si cammina tra garitte, merlature e feritoie per ammirare tutti i diversi scorci possibili sulla città e sul golfo. In questa cornice di straordinario fascino da vedere assolutamente le attività culturali e gli eventi che spesso animano gli spazi del castello, dall’arte antica fino ai linguaggi della contemporaneità.
Napoli dal Medioevo sino alla fine del Settecento era provvista di un sistema difensivo incredibile, costruito e studiato per difendere e proteggere al meglio la città e il Golfo di Napoli in generale. Castel Capuano, Castel dell’Ovo, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Castel Sant’Elmo, Castello del Carmine, Castello di Nisida e il Forte di Vigliena, sono i sette castelli della città. Non tutti si sono conservati al meglio ma un tempo facevano parte di una roccaforte ben studiata, utile alla difesa della città. Un sistema strategico architettato non solo per proteggere Napoli ma per difendere le coste di tutto il Regno.

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