Udienza di quattro minuti per Patrick Zaki: presto scarcerato ma non assolto
"Bene, bene, grazie", ha detto alzando il pollice Patrick, rispondendo a un diplomatico italiano che gli chiedeva come stesse.
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Si sta tenendo stamattina in Egitto la terza udienza del processo contro Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna accusato di aver diffuso false informazioni con articoli giornalistici e per questo in un carcere egiziano da 22 mesi.
La legale di Zaki ha chiesto l’acquisizione di altri atti per dimostrare sia una presunta illegalità durante l’arresto del 7 febbraio 2020 e sia la correttezza dell’articolo sui copti alla base del processo. L’udienza, dopo questo intervento, è stata sospesa dopo appena 4 minuti.
Al Tribunale non circolano ipotesi accreditabili circa la possibile durata dell’interruzione. Nel mentre “Bene, bene, grazie”, ha detto alzando il pollice Patrick, rispondendo a un diplomatico italiano che gli chiedeva come stesse.
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Social e giovani, Google e Meta ritenute responsabili della dipendenza

Negli Stati Uniti, Meta e Google sono state ritenute responsabili della dipendenza dai social tra i giovani. Ma il punto resta: è colpa delle piattaforme o di come vengono usate? Cosa ne pensate? I social creano dipendenza o serve più responsabilità da parte di utenti e famiglie? Scrivetelo nei commenti.
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Negli Stati Uniti, Meta e Google sono state ritenute responsabili di aver contribuito alla dipendenza dai social tra i giovani.
Secondo la decisione di un tribunale, alcune piattaforme come Instagram e YouTube sarebbero progettate per trattenere gli utenti il più a lungo possibile, favorendo un uso eccessivo e dannoso.
Il caso riguarda una giovane utente che avrebbe sviluppato problemi legati all’uso dei social. Le aziende sono state considerate responsabili per non aver tutelato adeguatamente gli utenti più vulnerabili.
Si tratta di una decisione importante che potrebbe avere conseguenze su tutto il settore tecnologico e aprire la strada a nuove regole per proteggere i più giovani.
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