Stop per lavori a Linate. Per tre mesi Milano raggiungibile solo da Malpensa
La prefettura sta coordinando le operazioni per ridurre al minimo i disagi e far sì che tutto si concluda nei tempi.
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Un trasloco in piena regola è quello che riguarderà nei prossimi giorni i due aeroporti di Milano, Linate e Malpensa. Sono appena terminati infatti i lavori a Malpensa che consentiranno di ospitare per tre mesi le compagnie aeree e i voli dell’aeroporto di Linate.
Lo stop dello scalo di Linate, riporta il Corriere della sera, è previsto a partire dal prossimo 27 luglio, sebbene in questo periodo dell’anno cade la settimana in cui ci si aspetta il maggior numero di passeggeri. Il trasloco di mezzi aerei e strumentazione, coordinato dalla Prefettura, inizierà il 25 luglio e terminerà all’alba del 27 luglio.
Tutto dovrebbe andare secondo i piani ma resta l’incognita dello sciopero del trasporto aereo dei dipendenti Alitalia previsto il 26 luglio, ancora in fase di trattativa per cancellarlo o differirlo. Nel frattempo sono stati ultimati i lavori a Malpensa nel piazzale degli aerombili, che ora è più capiente, e all’interno dell’aerostazione dove sono state costruite nuove isole per il check in; potenziato anche l’impianto di gestione dei bagagli.
Anche la ferrovia con Trenord si è adeguata a questa temporanea rivoluzione con l’aumento dei treni da Milano e una nuova biglietteria.
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Governo, Daniela Santanchè rassegna le dimissioni dal Ministero del Turismo

L’esponente di Fratelli d’Italia lascia l’incarico su richiesta della premier Meloni: rivendicato il lavoro svolto e la correttezza della propria posizione giudiziaria.
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Svolta nel Governo: Daniela Santanchè lascia il Ministero del Turismo. La decisione è stata ufficializzata attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale l’esponente di Fratelli d’Italia rassegna le proprie dimissioni seguendo l’auspicio espresso dalla stessa premier.
Nella missiva, Santanchè rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato, dichiarando di aver operato al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione tecnica. L’ormai ex ministra pone l’accento sulla propria posizione giudiziaria, sottolineando come il suo certificato penale risulti attualmente immacolato e precisando che, per quanto riguarda l’inchiesta sulla cassa integrazione, non sia stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio.
Il testo della lettera rivela anche i retroscena dei giorni precedenti e le iniziali resistenze al passo indietro. Santanchè ammette di aver manifestato in un primo momento una certa indisponibilità alle dimissioni immediate, mossa dalla volontà di non essere trasformata in un capro espiatorio per l’esito del recente referendum. Secondo la sua analisi, la sconfitta elettorale non sarebbe a lei imputabile, citando a supporto i risultati ottenuti in Lombardia e nel proprio municipio di riferimento.
Un altro punto toccato riguarda la necessità di distinguere la propria situazione da quella del sottosegretario Delmastro. Nonostante le perplessità iniziali e un senso di amarezza per la conclusione dell’esperienza di governo, Santanchè scrive di voler assecondare la richiesta della premier, ponendo l’amicizia personale e il futuro del movimento politico davanti alla propria carica. Nella conclusione, l’ex ministra afferma di essere abituata a farsi carico delle proprie responsabilità e talvolta anche di quelle altrui.
Dopo l’ufficializzazione dell’atto, Daniela Santanchè ha lasciato la sede del ministero nel primo pomeriggio e non vi farà ritorno nella serata odierna.
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