In Sardegna ci sono due necropoli vicinissime che sfoggiano bellissime decorazioni
La decorazione più bella è quella che rappresenta un elemento verticale stilizzato a forma di volto con occhi e naso, che potrebbe rappresentare una divinità, forse la Dea Madre
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A Pimentel, nella Trexenta, troviamo due necropoli risalenti al Neolitico finale (IV e III millennio a.C.), molto vicine tra loro ma con differenze significative in termini di sviluppo architettonico e decorazioni. Si tratta delle necropoli di Corongiu e S’Acqua Salida (nota anche come Pranu Efis), scavate in una grande massa di arenaria.
La necropoli di Corongiu accoglie due domus de Janas, disposte a poche decine di metri l’una dall’altra, ma solo quella ad est è caratterizzata da eleganti decorazioni incise e dipinte in rosso sulla parete dell’ingresso. Al centro del fregio superiore è presente un elemento verticale stilizzato a forma di volto con occhi e naso, che potrebbe rappresentare una divinità, forse la Dea Madre. Accanto ai lati del portello, puoi apprezzare spirali, doppi cerchi e figure a barca.
La necropoli di S’Acqua Salida, invece, è divisa in due nuclei distinti l’uno dall’altro di circa 150 metri. Il primo nucleo ospita quattro tombe di varie tipologie, tra cui pozzetti e sviluppo orizzontale. Vicino a queste tombe trovi un’area sacra con un focolare e delle coppelle, che probabilmente erano usate per i riti funebri. Nelle tombe del secondo nucleo, invece, troverai elementi decorativi come nicchie, banconi e pilastri, in particolare nella tomba VI. Infine, ricordiamo che le necropoli sono state scolpite con maestria in un grande banco di arenaria.
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Sospetto carico d’armi nel porto di Cagliari: scatta l’ispezione sulla MSC Vega

Il sindaco Zedda mobilita le autorità: «Cagliari città di pace, verifichiamo il rispetto della legge 185». Accertamenti in corso sui container diretti verso il conflitto in Medio Oriente.
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Riflettori accesi sul porto canale di Cagliari, dove la presenza della porta-container MSC Vega ha innescato un rapido intervento delle autorità. Il sospetto, sollevato da numerose segnalazioni della cittadinanza e di diverse associazioni, è che il cargo possa trasportare materiale bellico destinato a Israele e alla Striscia di Gaza, in potenziale violazione della legge 185 del 1990, che disciplina e limita l’esportazione di armamenti verso Paesi in conflitto.
L’allerta è scattata nella serata di ieri, non appena la nave ha attraccato in banchina. Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, è intervenuto con decisione contattando immediatamente i vertici istituzionali per fare chiarezza sulla natura del carico.
«I rappresentanti istituzionali erano già a conoscenza dell’arrivo della nave e avevano già predisposto i controlli», ha dichiarato il primo cittadino. «Dalla mattinata odierna sono in corso le procedure di ispezione del carico e di verifica minuziosa dei container, seguendo lo stesso protocollo già attuato precedentemente nel porto di Gioia Tauro».
L’operazione non è solo una questione di burocrazia doganale, ma assume un forte valore politico e sociale. Il sindaco ha voluto sottolineare come l’azione sia stata una risposta diretta alle preoccupazioni dei residenti. Il Comune si pone come garante della legalità internazionale. «Cagliari è città di pace», ha ribadito Zedda, «ed è nostro preciso compito vigilare e richiedere l’intervento delle autorità competenti».
Mentre le operazioni di verifica proseguono a bordo della MSC Vega, la città resta in attesa di conferme sull’esito dei controlli, che stabiliranno se la nave potrà riprendere la rotta o se il carico dovrà essere bloccato.
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