Il cardiochirurgo cagliaritano Stefano Congiu impianta il pacemaker più piccolo del mondo e salva una bimba di 2 kg
Un altro miracolo firmato dal cardiochirurgo cagliaritano: Stefano Congiu alla guida dell’equipe che ha impiantato il dispositivo più piccolo al mondo in una bimba di soli 2 chili.
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C’è la firma prestigiosa di un chirurgo sardo dietro quello che la comunità scientifica internazionale ha già ribattezzato come un “miracolo di precisione”. Il dottor Stefano Congiu, cardiochirurgo cagliaritano e figura di punta dell’ospedale Sant Joan de Déu di Barcellona, ha guidato l’intervento che ha salvato la vita a una neonata di appena 2,1 chilogrammi, affetta da una gravissima patologia cardiaca congenita.
L’eccezionalità dell’evento risiede nel dispositivo utilizzato: il pacemaker più piccolo del mondo, un gioiello di micro-ingegneria di soli due centimetri, adattato specificamente per le dimensioni microscopiche del cuore di un neonato.
La storia ha inizio durante il secondo trimestre di gravidanza, quando i medici rilevano un blocco atrioventricolare completo nel feto. Il cuore della piccola batteva troppo lentamente per garantire la vita, dilatandosi a dismisura nel tentativo disperato di compensare la mancanza di ossigeno.
Il 2 febbraio, a causa di un improvviso peggioramento, l’equipe decide per il parto anticipato. La bimba nasce con una bradicardia severa e un rischio altissimo di insufficienza cardiaca. La sfida per Stefano Congiu e il suo team era immensa: i pacemaker convenzionali misurano circa sei centimetri, una dimensione enorme per un corpicino di due chili, capace di schiacciare gli organi interni o causare infezioni letali.
Per superare l’ostacolo, il team guidato dal cardiochirurgo cagliaritano ha lavorato a stretto contatto con gli ingegneri di Abbott. Insieme hanno adattato la piattaforma AVEIR, riducendo il dispositivo a un terzo della sua dimensione standard. «In cardiologia pediatrica spesso non esistono soluzioni preconfezionate», spiega il dottor Congiu, sottolineando il ruolo del team chirurgico. «Quando parliamo di un bambino di due chili, dobbiamo adattare la tecnologia alla sua fisiologia. Questa collaborazione ha fatto la differenza tra non avere opzioni e salvare una vita».
L’intervento è stato un saggio di coordinamento clinico: 16 professionisti in sala operatoria tra cardiologi, anestesisti, neonatologi e ingegneri, tutti sotto la direzione chirurgica di Congiu. L’autorizzazione urgente dell’Agenzia del Farmaco spagnola (AEMPS), arrivata in sole cinque ore, ha permesso al chirurgo sardo di operare poche ore dopo la nascita, stabilizzando definitivamente il battito della piccola.
Dopo 20 giorni di ricovero e un decorso post-operatorio perfetto, la bambina è stata dimessa. Grazie alla precisione millimetrica dell’impianto eseguito da Congiu e dalla sua equipe, la piccola potrà condurre una vita normale, crescendo insieme a quel minuscolo custode di metallo che le batte nel petto.
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