Atalanta corsara a Cagliari: Zaniolo decide un match sofferto, rossoblù fermati da Carnesecchi
Nonostante un primo tempo di grande intensità e numerose occasioni, i rossoblù non sono riusciti a superare un Marco Carnesecchi in versione superman
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All’Unipol Domus il Cagliari esce sconfitto con l’onore delle armi contro l’Atalanta capolista.
Nonostante un primo tempo di grande intensità e numerose occasioni, i rossoblù non sono riusciti a superare un Marco Carnesecchi in versione superman. Il portiere della “Dea” è stato protagonista assoluto, con ben cinque interventi decisivi che hanno mantenuto inviolata la porta bergamasca. Il Cagliari di Nicola ha approcciato la partita con aggressività e determinazione, schiacciando a tratti l’Atalanta nella propria metà campo. Le occasioni per i sardi si sono sprecate, ma la precisione e la fortuna non sono state dalla loro parte.
L’unica vera chance per i nerazzurri nella prima frazione è arrivata con Brescianini, ma nulla più. Nella ripresa, Gasperini ha pescato la carta vincente dalla panchina: Nicolò Zaniolo, entrato dopo l’intervallo, ha sbloccato il match con un tiro preciso che ha battuto Sherri.
L’esultanza sotto la curva Nord ha acceso gli animi, scatenando la disapprovazione del pubblico cagliaritano. La partita è proseguita con il Cagliari all’assalto e l’Atalanta in difficoltà: Carnesecchi ha dovuto ancora superarsi per evitare il pareggio e salvare il risultato. La “Dea” ha rischiato fino all’ultimo, con Gasperini visibilmente contrariato per l’atteggiamento dei suoi. I rossoblù, invece, nonostante la sconfitta, hanno mostrato carattere e qualità, mancando solo nella finalizzazione. Alla fine, la capolista esce vincitrice grazie alla bravura del suo portiere e a una giocata di Zaniolo, mentre il Cagliari deve accontentarsi degli applausi e dei rimpianti per un risultato che avrebbe potuto essere diverso.
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Sanità, la Regione frena l’allarme medici: «Carenze in calo, il sistema torna ad attrarre»

Dopo il report Gimbe, la Regione replica: «Dati riferiti al passato. Con incentivi e nuovi accordi il numero dei medici sta tornando a crescere».
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La fotografia scattata dal report della Fondazione Gimbe sulla carenza dei Medici di Medicina Generale (MMG) in Sardegna descrive un’emergenza reale, ma secondo l’Assessorato regionale della Sanità si tratta di un’immagine ormai “vecchia”. La Giunta Todde, intervenendo sui dati diffusi oggi 17 marzo 2026, precisa infatti che il sistema sanitario isolano sta finalmente mostrando i primi concreti segnali di ripresa dopo anni di immobilismo.
Il divario tra sedi vacanti e medici in servizio si sta assottigliando. Secondo le ultime rilevazioni dell’Assessorato, se alla fine del 2024 il buco nell’organico era di 543 unità, oggi il numero dei medici mancanti è sceso a 496. Un calo che interrompe il trend negativo dell’ultimo quinquennio e che viene letto dagli uffici regionali come il primo passo verso la stabilità.
A supporto di questa tesi arrivano i dati sulle nuove graduatorie: nel 2025 sono stati 519 i partecipanti alle graduatorie regionali per la medicina generale, mentre ben 1.873 professionisti si sono candidati per incarichi temporanei e sostituzioni, segnale di una ritrovata attrattività del sistema sardo.
La strategia della Regione per contrastare la fuga dei camici bianchi punta su azioni concrete e attese da tempo. Dopo un’attesa durata oltre 15 anni, è stato rinnovato l’Accordo Integrativo Regionale. Tra le misure principali spicca un incentivo economico pesante: indennità fino a 2.000 euro mensili per i medici che sceglieranno di operare nelle zone interne e nei territori più svantaggiati. Oltre al sostegno economico, l’Assessorato ha avviato un piano di “taglia-burocrazia” per ridurre gli oneri amministrativi che spesso soffocano l’attività clinica dei professionisti.
Il futuro della medicina territoriale sarda passa anche per una riorganizzazione strutturale. Per superare l’isolamento del medico singolo, la Regione sta implementando le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), modelli di lavoro integrato che permettono ai professionisti di collaborare stabilmente.
Parallelamente, prosegue lo sviluppo della rete di prossimità con:
Case della Comunità: per cure integrate e assistenza h12 o h24.
Ospedali di Comunità: per ricoveri brevi che non richiedono l’alta intensità ospedaliera.
Centrali Operative Territoriali (COT): per coordinare i servizi tra ospedale e territorio.
Dall’Assessorato della Sanità filtra una prudente soddisfazione. La strada per risolvere una crisi strutturale nazionale, alimentata da pensionamenti massicci e scarso ricambio generazionale, è ancora lunga, ma la reattività mostrata dal sistema negli ultimi mesi fa ben sperare. L’obiettivo della Giunta resta quello di consolidare questo trend nel medio periodo, garantendo a tutti i cittadini sardi, da Cagliari ai centri più isolati, il diritto fondamentale all’assistenza primaria.
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