Atalanta corsara a Cagliari: Zaniolo decide un match sofferto, rossoblù fermati da Carnesecchi
Nonostante un primo tempo di grande intensità e numerose occasioni, i rossoblù non sono riusciti a superare un Marco Carnesecchi in versione superman
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All’Unipol Domus il Cagliari esce sconfitto con l’onore delle armi contro l’Atalanta capolista.
Nonostante un primo tempo di grande intensità e numerose occasioni, i rossoblù non sono riusciti a superare un Marco Carnesecchi in versione superman. Il portiere della “Dea” è stato protagonista assoluto, con ben cinque interventi decisivi che hanno mantenuto inviolata la porta bergamasca. Il Cagliari di Nicola ha approcciato la partita con aggressività e determinazione, schiacciando a tratti l’Atalanta nella propria metà campo. Le occasioni per i sardi si sono sprecate, ma la precisione e la fortuna non sono state dalla loro parte.
L’unica vera chance per i nerazzurri nella prima frazione è arrivata con Brescianini, ma nulla più. Nella ripresa, Gasperini ha pescato la carta vincente dalla panchina: Nicolò Zaniolo, entrato dopo l’intervallo, ha sbloccato il match con un tiro preciso che ha battuto Sherri.
L’esultanza sotto la curva Nord ha acceso gli animi, scatenando la disapprovazione del pubblico cagliaritano. La partita è proseguita con il Cagliari all’assalto e l’Atalanta in difficoltà: Carnesecchi ha dovuto ancora superarsi per evitare il pareggio e salvare il risultato. La “Dea” ha rischiato fino all’ultimo, con Gasperini visibilmente contrariato per l’atteggiamento dei suoi. I rossoblù, invece, nonostante la sconfitta, hanno mostrato carattere e qualità, mancando solo nella finalizzazione. Alla fine, la capolista esce vincitrice grazie alla bravura del suo portiere e a una giocata di Zaniolo, mentre il Cagliari deve accontentarsi degli applausi e dei rimpianti per un risultato che avrebbe potuto essere diverso.
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Soleminis, riportato in vita il “Festival dei Bambini”: dopo 20 anni il salone parrocchiale riaccoglie i piccoli cantanti

Dopo anni di silenzio, l’associazione S’Armonia de su entu recupera una tradizione lunga mezzo secolo. Viviana Orrù: «Ripartiamo dal saloncino parrocchiale».
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Ci sono tradizioni che non si spengono mai del tutto, restano semplicemente in attesa di qualcuno che abbia il coraggio di soffiare sulla brace. A Soleminis, quel soffio si chiama S’Armonia de su entu, l’associazione culturale che sta riportando in vita il celebre “Festival dei Bambini”. Una manifestazione che affonda le radici in oltre vent’anni di storia locale e che, dopo una lunga interruzione, si prepara a far risuonare le note dello Zecchino d’Oro tra le vie del paese.
La sfida lanciata dalla presidente Viviana Orrù e dal suo compagno è ambiziosa: non si tratta solo di uno spettacolo canoro, ma di un vero e proprio atto di rigenerazione comunitaria. «L’intento è riproporre il festival nella sua sede storica, il saloncino parrocchiale», spiega Viviana, sottolineando come quel luogo, rimasto abbandonato per anni, necessiti ora di importanti lavori di manutenzione. Un progetto reso possibile grazie alla visione del nuovo parroco, Don Danilo Piras, che ha riaperto le porte della parrocchia all’entusiasmo dei cittadini.
L’iniziativa ha generato un’ondata di solidarietà che ha travolto positivamente l’associazione. «Abbiamo chiesto la collaborazione dei compaesani e la risposta è stata più che positiva», racconta la presidente con orgoglio. Questo clima di cooperazione ha trovato una sponda fondamentale anche nelle istituzioni. In un recente incontro con il Sindaco, il Vicesindaco e la Giunta comunale, l’associazione ha ricevuto una promessa di sostegno concreto. «Abbiamo percepito una vicinanza sincera, una disponibilità che alimenta con ancora più entusiasmo il nostro impegno per il bene comune», aggiunge Orrù.
A rendere l’edizione 2026 ancora più calda e familiare sarà la scelta dei conduttori. Sul palco saliranno infatti Gigi Fiori e Dorella Vargiu, descritti come “due giovani nonni” carichi di energia. Saranno loro, con il sorriso e lo spirito che li contraddistingue, a guidare i piccoli cantanti e a fare da ponte tra le generazioni che cinquant’anni fa applaudivano le prime edizioni e quelle che oggi scoprono per la prima volta la magia della musica. Soleminis si prepara così a una festa che profuma di nostalgia e futuro, dimostrando che, quando una comunità si unisce, anche un vecchio salone abbandonato può tornare a cantare.
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