Atalanta corsara a Cagliari: Zaniolo decide un match sofferto, rossoblù fermati da Carnesecchi
Nonostante un primo tempo di grande intensità e numerose occasioni, i rossoblù non sono riusciti a superare un Marco Carnesecchi in versione superman
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All’Unipol Domus il Cagliari esce sconfitto con l’onore delle armi contro l’Atalanta capolista.
Nonostante un primo tempo di grande intensità e numerose occasioni, i rossoblù non sono riusciti a superare un Marco Carnesecchi in versione superman. Il portiere della “Dea” è stato protagonista assoluto, con ben cinque interventi decisivi che hanno mantenuto inviolata la porta bergamasca. Il Cagliari di Nicola ha approcciato la partita con aggressività e determinazione, schiacciando a tratti l’Atalanta nella propria metà campo. Le occasioni per i sardi si sono sprecate, ma la precisione e la fortuna non sono state dalla loro parte.
L’unica vera chance per i nerazzurri nella prima frazione è arrivata con Brescianini, ma nulla più. Nella ripresa, Gasperini ha pescato la carta vincente dalla panchina: Nicolò Zaniolo, entrato dopo l’intervallo, ha sbloccato il match con un tiro preciso che ha battuto Sherri.
L’esultanza sotto la curva Nord ha acceso gli animi, scatenando la disapprovazione del pubblico cagliaritano. La partita è proseguita con il Cagliari all’assalto e l’Atalanta in difficoltà: Carnesecchi ha dovuto ancora superarsi per evitare il pareggio e salvare il risultato. La “Dea” ha rischiato fino all’ultimo, con Gasperini visibilmente contrariato per l’atteggiamento dei suoi. I rossoblù, invece, nonostante la sconfitta, hanno mostrato carattere e qualità, mancando solo nella finalizzazione. Alla fine, la capolista esce vincitrice grazie alla bravura del suo portiere e a una giocata di Zaniolo, mentre il Cagliari deve accontentarsi degli applausi e dei rimpianti per un risultato che avrebbe potuto essere diverso.
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Inferno di Capodanno a Crans-Montana. Il racconto di Battista Medde, olianese: «Era un bunker senza via di fuga»

Un boato, il fumo e la trappola mortale in un locale sotterraneo. Battista Medde, lavoratore di Oliena, descrive i momenti della strage: «La gente accatastata sulle scale».
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Doveva essere una notte di festa, si è trasformata in un’ecatombe. Il bilancio della strage avvenuta la scorsa notte in un bar di Crans-Montana è drammatico, e le proporzioni della tragedia assumono contorni sempre più definiti grazie alle testimonianze di chi ha vissuto quell’inferno in prima persona.
Tra i primi a prestare soccorso e a testimoniare l’orrore c’è Battista Medde, un lavoratore originario di Oliena, da tempo residente nella nota località sciistica svizzera. Il suo racconto, riportato da La Repubblica, descrive una scena apocalittica: il locale, situato nel sottosuolo e probabilmente ricavato da un ex bunker antiatomico, si è rivelato una trappola senza uscita.
«Abbiamo sentito un grande boato e siamo corsi a vedere cosa fosse successo», spiega Medde con la voce ancora rotta dal trauma. «La gente cercava disperatamente di uscire, ma essendo un locale sotto terra non c’erano finestre, non c’erano vie di fuga. L’unica uscita era una scala: si sono ammassati tutti lì, nel tentativo di salvarsi».
Secondo il testimone sardo, la macchina dei soccorsi avrebbe impiegato troppo tempo per raggiungere il luogo dell’esplosione, un ritardo che potrebbe essere stato fatale per molti: «Quando sono arrivati i soccorsi era già passato un po’ di tempo, purtroppo molte persone sono rimaste intrappolate dentro».
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fornito i primi aggiornamenti ufficiali sulla presenza di connazionali coinvolti: «Ci sono tra i 12 e i 15 italiani ricoverati in ospedale e altrettanti risultano attualmente dispersi. È una tragedia di dimensioni enormi, una situazione orribile».
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