Questo delicato e gradevolissimo fiorellino della famiglia delle Caryophyllaceae è prodotto da una pianta endemica della Sardegna o sardo-corsa, costituita da foglie lineari tutte basali, formanti fitti pulvini annidati su rocce o anfratti.
Foto di Ale Boi sul monte S.Vittoria (Esterzili)
Si tratta di camefite suffruticose: piante con fusti legnosi solo alla base, generalmente di piccole dimensioni. I colori dominanti del fiore sono: rosa, rosso, purpureo.
Foto di Franco Fenaroli sul Tuttavista di Galtellì
Nome latino: Dianthus sardous Bacch.
Nome sardo: gravellu, gravellu ‘e Sant’Antoni.
Foto di Franco Fenaroli
Etimologia: Dianthus, dal greco Ζιός Ziós genitivo di Ζεύς Zeús (Giove) e ἄνϑοϛ ánthos fiore; pianta citata da Teofrasto.
(GUARDA IL VIDEO) “No Potho Reposare”, l’inno d’amore sardo ora nella versione di EroCaddeo con il Coro Carrales
Le voci del Coro Carrales, unite al talento cristallino di Damiano Caddeo, hanno dato vita a una rielaborazione totale di No Potho Reposare, l’inno d’amore che più di ogni altro rappresenta l’identità e il sentimento profondo del popolo sardo. GUARDA IL VIDEO
Il silenzio solenne della Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari si è trasformato in un palcoscenico naturale per un incontro artistico di rara intensità. Le voci del Coro Carrales, unite al talento cristallino di Damiano Caddeo, hanno dato vita a una rielaborazione totale di No Potho Reposare, l’inno d’amore che più di ogni altro rappresenta l’identità e il sentimento profondo del popolo sardo.
L’esecuzione è stata concepita interamente a cappella, affidando la potenza del brano esclusivamente alla purezza del canto corale e solista, senza il supporto di alcuno strumento musicale, lasciando che le armonie vocali riempissero i volumi della storica sala cagliaritana.
I membri del Coro Carrales hanno descritto l’esperienza con parole cariche di gratitudine, sottolineando il legame umano nato durante la registrazione. Per i coristi è stato un onore poter sostenere e avvolgere con le proprie trame vocali il timbro di Caddeo, definito una voce capace di arrivare dritta al cuore e di toccare le corde più intime dell’ascoltatore. Cantare questo brano in una simile veste ha rappresentato un momento di forte commozione, un dono offerto alla propria terra con umiltà e autenticità.
La regia e la fotografia sono curate da Michele Garau, che con immagini eleganti e suggestive accompagna la performance, trasformando la melodia classica in un’esperienza spirituale che celebra la bellezza artistica della Sardegna.
Il video di No Potho Reposare è ora disponibile su YouTube, offrendo agli appassionati della musica sarda un’opportunità unica di riscoprire un classico intramontabile attraverso una nuova e toccante interpretazione.
Era il 1997 quando in televisione andò in onda uno degli spot più iconici degli anni ’90. In una scena un po’ stereotipata, due messicani in costume da mariachi si…
Quella di oggi è un’immagine che non ha bisogno di filtri. Lo scatto è di Pierino Vargiu, ambasciatore dei centenari sardi con la moglie Angela, e ritrae una vera perla…
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