Cagliari, l’attrice Giuliana De Sio si gode il bellissimo mare primaverile del Poetto
La popolare attrice Giuliana De Sio si gode una passeggiata nel lungomare di Cagliari dopo lo spettacolo al Teatro Massimo.
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Ci sono tradizioni che non si spengono mai del tutto, restano semplicemente in attesa di qualcuno che abbia il coraggio di soffiare sulla brace. A Soleminis, quel soffio si chiama S’Armonia de su entu, l’associazione culturale che sta riportando in vita il celebre “Festival dei Bambini”. Una manifestazione che affonda le radici in oltre vent’anni di storia locale e che, dopo una lunga interruzione, si prepara a far risuonare le note dello Zecchino d’Oro tra le vie del paese.
La sfida lanciata dalla presidente Viviana Orrù e dal suo compagno è ambiziosa: non si tratta solo di uno spettacolo canoro, ma di un vero e proprio atto di rigenerazione comunitaria. «L’intento è riproporre il festival nella sua sede storica, il saloncino parrocchiale», spiega Viviana, sottolineando come quel luogo, rimasto abbandonato per anni, necessiti ora di importanti lavori di manutenzione. Un progetto reso possibile grazie alla visione del nuovo parroco, Don Danilo Piras, che ha riaperto le porte della parrocchia all’entusiasmo dei cittadini.
L’iniziativa ha generato un’ondata di solidarietà che ha travolto positivamente l’associazione. «Abbiamo chiesto la collaborazione dei compaesani e la risposta è stata più che positiva», racconta la presidente con orgoglio. Questo clima di cooperazione ha trovato una sponda fondamentale anche nelle istituzioni. In un recente incontro con il Sindaco, il Vicesindaco e la Giunta comunale, l’associazione ha ricevuto una promessa di sostegno concreto. «Abbiamo percepito una vicinanza sincera, una disponibilità che alimenta con ancora più entusiasmo il nostro impegno per il bene comune», aggiunge Orrù.
A rendere l’edizione 2026 ancora più calda e familiare sarà la scelta dei conduttori. Sul palco saliranno infatti Gigi Fiori e Dorella Vargiu, descritti come “due giovani nonni” carichi di energia. Saranno loro, con il sorriso e lo spirito che li contraddistingue, a guidare i piccoli cantanti e a fare da ponte tra le generazioni che cinquant’anni fa applaudivano le prime edizioni e quelle che oggi scoprono per la prima volta la magia della musica. Soleminis si prepara così a una festa che profuma di nostalgia e futuro, dimostrando che, quando una comunità si unisce, anche un vecchio salone abbandonato può tornare a cantare.