Tragedia a Santa Teresa: centauro muore schiantandosi contro a un muro
Un motocilista 60enne ha perso il controllo della sua Harley andando a sbattere contro un muro di cinta lungo la carreggiata.
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È stato un momento di intensa partecipazione e profonda emozione quello vissuto dalla comunità cristiana di Gonnosfanadiga nel giorno del Lunedì Santo, quando è stato restituito al culto uno dei simulacri più significativi della tradizione locale: il Cristo ligneo deposto, recentemente restaurato.
L’opera, databile tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, rappresenta un esempio di scultura devozionale di ambito sardo, caratterizzata da un forte realismo espressivo. Il corpo segnato dalle ferite, il volto reclinato e la resa intensa del dolore testimoniano una sensibilità artistica profondamente legata alla spiritualità popolare e alle pratiche penitenziali della Settimana Santa.
Il restauro è stato affidato alla ditta specializzata di Anna Rita Pisu e Simonetta Birardi di Quartucciu, che ha operato con attenzione filologica e rispetto dei materiali originari. L’intervento ha permesso di recuperare la leggibilità dell’opera, restituendo equilibrio cromatico e stabilità strutturale, oltre a valorizzare dettagli pittorici e anatomici rimasti a lungo offuscati dal tempo e dall’usura.
La restituzione del simulacro è avvenuta in un clima di grande raccoglimento, alla presenza di numerosi fedeli. La celebrazione, guidata dal parroco Don Luca Pittau, ha segnato un momento significativo non solo dal punto di vista religioso, ma anche identitario per l’intera comunità.
«Non si tratta soltanto di un’opera d’arte – è stato sottolineato durante la cerimonia – ma di un simbolo vivo della fede e della memoria collettiva del paese».
Il Cristo restaurato torna ora al centro delle celebrazioni pasquali, pronto a essere nuovamente portato in processione e venerato dai fedeli, in un rinnovato legame tra tradizione, arte e spiritualità.