A Capoterra la “truffa delle piscine”: 24 persone truffate in due settimane per 13mila euro
Sarà ben improbabile che qualcuno di loro riesca a recuperare qualcosa in termini economici ma si spera di arrivare alla condanna del truffatore.
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Ieri mattina a Capoterra, i carabinieri, al termine di un’attività investigativa scaturita dalla querela formalizzata il 4 agosto scorso da una 45enne del luogo, operaia, incensurata, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per truffa aggravata e riciclaggio, un catanese residente in provincia di Caserta, disoccupato, con precedenti denunce a carico.
Nel corso dell’attività investigativa è emerso che nello scorso mese di agosto, nell’arco di 13 giorni con un articolato e metodico modus operandi, dopo aver creato una pagina web attualmente non raggiungibile sulla quale erano postate in vendita varie tipologie di piscine “fuori terra” di rinomate marche, proposte a prezzi molto concorrenziali, l’uomo aveva conseguito un indebito guadagno di ben 13.887 euro, raggranellati tramite pagamenti su conto corrente bancario a lui intestato.
Egli si era limitato a raccogliere una serie di caparre senza poi arrivare in fondo alla trattativa con la consegna del manufatto e il pagamento per saldo. Dall’esame dei movimenti sul citato conto corrente, i carabinieri hanno potuto ricostruire i versamenti di ben 24 vittime di analogo raggiro.
Le vittime raggiunte tramite i competenti comandi Arma, hanno avuto conferma di essere stati truffati e hanno proposto denuncia/querela, finalizzata alla punizione dell’uomo per i reati in oggetto. Sarà ben improbabile che qualcuno di loro riesca a recuperare qualcosa in termini economici ma è verosimile si possa quantomeno arrivare alla condanna del truffatore.
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Da Cagliari a “C’è Posta per Te”: la difficile riconciliazione tra Alberto e la figlia Emanuela

Un padre assente e le ferite di un'infanzia trascorsa nell'attesa: la storia che ha commosso il pubblico di Canale 5.
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Cagliari è lo sfondo di una delle storie più toccanti dell’ultima puntata di C’è Posta per Te, andata in onda ieri, sabato 7 febbraio. Protagonisti sono Alberto ed Emanuela, padre e figlia separati da anni di silenzi, promesse infrante e un vuoto emotivo che ha segnato profondamente la vita della giovane donna.
Alberto è arrivato in studio con un obiettivo chiaro: chiedere perdono per essere stato un “padre fantasma”. Diventato genitore a soli 20 anni, l’uomo ha ammesso di non essere stato pronto e di aver, per decenni, messo le proprie relazioni sentimentali davanti al rapporto con la figlia. Un’assenza che per Emanuela è diventata un trauma indelebile, legato indissolubilmente al periodo natalizio: “Ancora oggi le luci di Natale mi fanno male”, ha confessato tra le lacrime, “perché lo aspettavo e non veniva. Vorrei vivere in una città dove il Natale non si festeggia”.
Il racconto ha ripercorso tappe dolorose: dai sette mesi di convivenza interrotti bruscamente dalla decisione del padre di rimandarla dalla madre, fino al rifiuto di Alberto di starle vicino durante la gravidanza e la nascita del nipote. Emanuela ha raccontato con dignità il dolore di sentirsi “il nulla” per un genitore che, nel frattempo, riusciva invece a essere presente per l’altra figlia.
In studio il clima è stato teso, sospeso tra il desiderio di riscatto di Alberto e la legittima cautela di Emanuela. “Oggi ho imparato ad amarmi”, ha dichiarato la giovane cagliaritana, spiegando di temere l’incostanza del padre e l’impatto che un nuovo fallimento potrebbe avere su suo figlio.
Nonostante le ferite ancora aperte, la storia ha trovato uno spiraglio di luce. Dopo una lunga riflessione davanti a Maria De Filippi, Emanuela ha deciso di aprire la busta, pur mettendo paletti molto rigidi: nessun abbraccio immediato, ma un percorso da ricostruire con estrema pazienza. “Ricominceremo da una stretta di mano”, ha concluso, siglando l’inizio di un faticoso cammino verso un possibile futuro più sereno.
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