A Capoterra la “truffa delle piscine”: 24 persone truffate in due settimane per 13mila euro
Sarà ben improbabile che qualcuno di loro riesca a recuperare qualcosa in termini economici ma si spera di arrivare alla condanna del truffatore.
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Ieri mattina a Capoterra, i carabinieri, al termine di un’attività investigativa scaturita dalla querela formalizzata il 4 agosto scorso da una 45enne del luogo, operaia, incensurata, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per truffa aggravata e riciclaggio, un catanese residente in provincia di Caserta, disoccupato, con precedenti denunce a carico.
Nel corso dell’attività investigativa è emerso che nello scorso mese di agosto, nell’arco di 13 giorni con un articolato e metodico modus operandi, dopo aver creato una pagina web attualmente non raggiungibile sulla quale erano postate in vendita varie tipologie di piscine “fuori terra” di rinomate marche, proposte a prezzi molto concorrenziali, l’uomo aveva conseguito un indebito guadagno di ben 13.887 euro, raggranellati tramite pagamenti su conto corrente bancario a lui intestato.
Egli si era limitato a raccogliere una serie di caparre senza poi arrivare in fondo alla trattativa con la consegna del manufatto e il pagamento per saldo. Dall’esame dei movimenti sul citato conto corrente, i carabinieri hanno potuto ricostruire i versamenti di ben 24 vittime di analogo raggiro.
Le vittime raggiunte tramite i competenti comandi Arma, hanno avuto conferma di essere stati truffati e hanno proposto denuncia/querela, finalizzata alla punizione dell’uomo per i reati in oggetto. Sarà ben improbabile che qualcuno di loro riesca a recuperare qualcosa in termini economici ma è verosimile si possa quantomeno arrivare alla condanna del truffatore.
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È morta Mariuccia Sannia: la storica imprenditrice che sfidò la Regione per salvare la tessitura sarda

Si è spenta a 92 anni la pioniera dell’imprenditoria femminile: portò il design nel Mandrolisai e difese l'arte del telaio davanti ai vertici della Regione.
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Samugheo perde una delle sue figlie più illustri, una donna che non è stata solo una custode della tradizione, ma una vera e propria rivoluzionaria della tessitura isolana. Si è spenta a 92 anni Mariuccia Sannia, storica tessitrice e imprenditrice, la cui vita sembra uscita da un romanzo di emancipazione e coraggio.
La storia di Mariuccia inizia nel 1955, quando apre il suo primo laboratorio. Erano anni complessi, segnati dagli interventi dell’OECE (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica), che miravano a sviluppare l’artigianato sardo ma che, inizialmente, avevano escluso Samugheo dai propri piani.
Sannia non accettò quel “no”. Con una tenacia fuori dal comune, si recò personalmente dal Presidente della Regione dell’epoca, Titino Melis, per perorare la causa della tessitura locale. Grazie alla sua insistenza, riuscì a ottenere una collaborazione cruciale per le indagini di mercato, fondendo i risparmi personali con una visione imprenditoriale moderna. La sua azienda arrivò a dare lavoro a 30 giovani donne, ottenendo commesse di prestigio nazionale.
Nel 1966, la vita la mise davanti a una scelta dolorosa: seguire il marito “continentale” lontano dall’Isola. Mariuccia lasciò il laboratorio a un’altra giovane realtà locale, ma il filo che la legava a Samugheo non si spezzò mai. «Era una donna forte, vivace e aperta. Confrontarsi con lei era un’esperienza formante», ricorda con commozione l’assessora alla Cultura di Samugheo, Elisabetta Sanna. «Le dobbiamo tantissimo per il suo apporto all’imprenditoria femminile».
Il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (MURATS) l’ha salutata con gratitudine, definendola una figura “preziosa per la storia della tessitura”. Mariuccia aveva scelto di tornare nella sua terra per trascorrere gli ultimi anni e per esservi sepolta, chiudendo un cerchio iniziato davanti a un telaio quasi settant’anni fa. Oggi Samugheo la ricorda così: una donna bellissima e fiera, orgogliosa del suo abito tradizionale, che con la sua intelligenza ha saputo trasformare un’arte antica in una speranza per il futuro di un intero territorio.
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