A Capoterra la “truffa delle piscine”: 24 persone truffate in due settimane per 13mila euro
Sarà ben improbabile che qualcuno di loro riesca a recuperare qualcosa in termini economici ma si spera di arrivare alla condanna del truffatore.
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Ieri mattina a Capoterra, i carabinieri, al termine di un’attività investigativa scaturita dalla querela formalizzata il 4 agosto scorso da una 45enne del luogo, operaia, incensurata, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per truffa aggravata e riciclaggio, un catanese residente in provincia di Caserta, disoccupato, con precedenti denunce a carico.
Nel corso dell’attività investigativa è emerso che nello scorso mese di agosto, nell’arco di 13 giorni con un articolato e metodico modus operandi, dopo aver creato una pagina web attualmente non raggiungibile sulla quale erano postate in vendita varie tipologie di piscine “fuori terra” di rinomate marche, proposte a prezzi molto concorrenziali, l’uomo aveva conseguito un indebito guadagno di ben 13.887 euro, raggranellati tramite pagamenti su conto corrente bancario a lui intestato.
Egli si era limitato a raccogliere una serie di caparre senza poi arrivare in fondo alla trattativa con la consegna del manufatto e il pagamento per saldo. Dall’esame dei movimenti sul citato conto corrente, i carabinieri hanno potuto ricostruire i versamenti di ben 24 vittime di analogo raggiro.
Le vittime raggiunte tramite i competenti comandi Arma, hanno avuto conferma di essere stati truffati e hanno proposto denuncia/querela, finalizzata alla punizione dell’uomo per i reati in oggetto. Sarà ben improbabile che qualcuno di loro riesca a recuperare qualcosa in termini economici ma è verosimile si possa quantomeno arrivare alla condanna del truffatore.
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In Sardegna un tesoro nascosto sotto un altare per 800 anni: la sorprendente scoperta di Padru che pochi conoscono

Proprio durante i controlli nella chiesa gli archeologi hanno deciso di esplorare anche la zona sotto l’altare. Ed è lì che è successo qualcosa di inaspettato...
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Pochi lo sanno ma nel 2002 in Sardegna è venuto alla luce un tesoro straordinario rimasto nascosto per secoli sotto terra. Tutto è successo a Padru vicino a San Teodoro dove un gruppo di archeologi guidati da Vanna Canalis stava lavorando con un obiettivo ben preciso riportare alla luce una necropoli antica. Gli scavi hanno infatti rivelato qualcosa di unico nell’isola, una grande area funeraria con ben 20 dolmen: un ritrovamento rarissimo in Sardegna.
Ma la scoperta più sorprendente doveva ancora arrivare. Nel tempo sopra quella necropoli era nato un piccolo villaggio medievale costruito attorno alla chiesetta di Santu Miali dedicata a San Michele Arcangelo. Proprio durante i controlli nella chiesa gli archeologi hanno deciso di esplorare anche la zona sotto l’altare. Ed è lì che è successo qualcosa di inaspettato.
Sotto la terra è emerso un vero tesoro composto da migliaia di monete d’argento perfettamente conservate nonostante fossero rimaste nascoste per circa 800 anni. Si tratta dei cosiddetti Genovini monete sottili e leggere che su un lato mostrano il simbolo di Genova con le quattro torri e sull’altro una croce. In totale ne sono state trovate 3671 alcune delle quali molto rare.
Le monete risalgono al periodo dei giudicati tra il 1100 e il 1300 quando la Sardegna era influenzata dalle potenze marinare come Pisa e Genova. Durante gli scavi sono stati trovati anche altri oggetti come ceramiche monete romane e piccoli gioielli ma nessuno di questi reperti ha suscitato lo stesso stupore del tesoro nascosto.
Resta però il mistero su come quelle monete siano finite proprio sotto l’altare della chiesa. Gli studiosi hanno avanzato diverse ipotesi. È difficile pensare a una semplice offerta religiosa perché il valore era enorme tanto da poter acquistare un intero villaggio. Più probabile che si trattasse di un bottino magari frutto di una rapina oppure di una somma destinata a pagamenti importanti come tributi o compensi militari.
Una delle ipotesi più suggestive racconta di qualcuno che per paura di essere scoperto avrebbe nascosto il tesoro sotto l’altare con l’idea di tornare a riprenderlo. Ma quel momento non è mai arrivato e il denaro è rimasto sepolto per secoli fino alla scoperta casuale degli archeologi.
Oggi questo ritrovamento rappresenta uno dei più affascinanti misteri della Sardegna. Un tesoro che racconta storie di viaggi commerci e forse anche di fuga e pericolo rimaste senza risposta ma che continuano ad alimentare la curiosità e il fascino di un passato ancora tutto da scoprire.
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