Detti cagliaritani, “su segrètu de su stampaxìnu”: quando il popolo del rione amava il pettegolezzo
In passato, Stampace era visto come quartiere di "fuxiléris", un po' troppo chiacchieroni sui fatti altrui.
canale WhatsApp
La Sardegna che scrive: Porru racconta la letteratura dell’isola su France 3

Riflettendo sulla scrittura in Sardegna oggi, Porru ha spiegato che significa confrontarsi con due dimensioni fondamentali: lo spazio e il tempo. L’isola rappresenta un altrove senza confini netti, dove il mare diventa simbolo di un orizzonte infinito.
canale WhatsApp
Nella puntata di Libraria, trasmessa il 31 ottobre su France 3 Via Stella, il giovane autore Matteo Porru ha parlato della narrativa sarda contemporanea e della tradizione letteraria dell’isola.
Riflettendo sulla scrittura in Sardegna oggi, Porru ha spiegato che significa confrontarsi con due dimensioni fondamentali: lo spazio e il tempo. L’isola rappresenta un altrove senza confini netti, dove il mare diventa simbolo di un orizzonte infinito. La letteratura sarda moderna affonda le sue radici in figure come Enrico Costa e Grazia Deledda, per poi evolversi con la “nouvelle vague” di Sergio Atzeni, Giorgio Todde, Salvatore Niffoi e molti altri. Oggi la produzione è ampia e attraversa tutti i generi, dal giallo al romanzo politico, configurandosi come una vera fucina di idee e linguaggi. Pur riconoscendo questa appartenenza culturale, Porru precisa di non definirsi uno scrittore sardo, ma semplicemente uno scrittore.
A proposito della varietà espressiva dell’isola, l’autore ha ricordato anche la tradizione della poesia estemporanea in dialetto, nota come A bolu: competizioni nate decenni fa, in cui i poeti improvvisano in metrica su un tema assegnato. Un’arte straordinaria che testimonia quanto immediatezza ed efficacia espressiva restino valori centrali.
“Ogni forma d’arte, dalla narrativa all’opera di Maria Lai — ha concluso Porru — pur nella sua diversità, condivide la stessa missione: raccontare il presente e immaginare il futuro, senza perdere la consapevolezza degli strumenti e dell’eredità del passato.”
Il documentario è poi proseguito con un approfondimento dedicato alla produzione e al percorso artistico di Milena Agus.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

