Covid-19: dati allarmanti a Seui. Il sindaco ordina la chiusura quasi totale del paese e tampone per tutti i cittadini
Tutto chiuso tranne i servizi fondamentali e tampone a tutta la popolazione che fino a oggi non ha effettuato questa diagnostica
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Fino al 4 ottobre compreso, quindi, saranno chiuse le scuole, le attività commerciali ad esclusione di quelle alimentari, tabacchini-edicole e il mercato settimanale per gli articoli non alimentari. L’ordinanza prevede anche la chiusura totale del Cimitero comunale.
«Vista l’eccezionalità della situazione, su nostra sollecitazione più volte reiterata, con tutta probabilità nella giornata di mercoledì o al massimo giovedì, verrà effettuata da parte dell’ATS una esecuzione del tampone a tutta la popolazione che fino a oggi non ha effettuato questa diagnostica – spiega il sindaco di Seui Marcello Cannas – Seguiranno dettagliate indicazioni sul tampone che verrà effettuato dall’ATS e USCA come detto probabilmente da mercoledì prossimo. Oggi abbiamo ripetuto il tampone a tutto il personale, pazienti, operatori 118 , alla classe scolastica dove un alunno è risultato positivo e all’altro personale scolastico».
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È morta Mariuccia Sannia: la storica imprenditrice che sfidò la Regione per salvare la tessitura sarda

Si è spenta a 92 anni la pioniera dell’imprenditoria femminile: portò il design nel Mandrolisai e difese l'arte del telaio davanti ai vertici della Regione.
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Samugheo perde una delle sue figlie più illustri, una donna che non è stata solo una custode della tradizione, ma una vera e propria rivoluzionaria della tessitura isolana. Si è spenta a 92 anni Mariuccia Sannia, storica tessitrice e imprenditrice, la cui vita sembra uscita da un romanzo di emancipazione e coraggio.
La storia di Mariuccia inizia nel 1955, quando apre il suo primo laboratorio. Erano anni complessi, segnati dagli interventi dell’OECE (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica), che miravano a sviluppare l’artigianato sardo ma che, inizialmente, avevano escluso Samugheo dai propri piani.
Sannia non accettò quel “no”. Con una tenacia fuori dal comune, si recò personalmente dal Presidente della Regione dell’epoca, Titino Melis, per perorare la causa della tessitura locale. Grazie alla sua insistenza, riuscì a ottenere una collaborazione cruciale per le indagini di mercato, fondendo i risparmi personali con una visione imprenditoriale moderna. La sua azienda arrivò a dare lavoro a 30 giovani donne, ottenendo commesse di prestigio nazionale.
Nel 1966, la vita la mise davanti a una scelta dolorosa: seguire il marito “continentale” lontano dall’Isola. Mariuccia lasciò il laboratorio a un’altra giovane realtà locale, ma il filo che la legava a Samugheo non si spezzò mai. «Era una donna forte, vivace e aperta. Confrontarsi con lei era un’esperienza formante», ricorda con commozione l’assessora alla Cultura di Samugheo, Elisabetta Sanna. «Le dobbiamo tantissimo per il suo apporto all’imprenditoria femminile».
Il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda (MURATS) l’ha salutata con gratitudine, definendola una figura “preziosa per la storia della tessitura”. Mariuccia aveva scelto di tornare nella sua terra per trascorrere gli ultimi anni e per esservi sepolta, chiudendo un cerchio iniziato davanti a un telaio quasi settant’anni fa. Oggi Samugheo la ricorda così: una donna bellissima e fiera, orgogliosa del suo abito tradizionale, che con la sua intelligenza ha saputo trasformare un’arte antica in una speranza per il futuro di un intero territorio.
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