Covid-19: dati allarmanti a Seui. Il sindaco ordina la chiusura quasi totale del paese e tampone per tutti i cittadini
Tutto chiuso tranne i servizi fondamentali e tampone a tutta la popolazione che fino a oggi non ha effettuato questa diagnostica
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Fino al 4 ottobre compreso, quindi, saranno chiuse le scuole, le attività commerciali ad esclusione di quelle alimentari, tabacchini-edicole e il mercato settimanale per gli articoli non alimentari. L’ordinanza prevede anche la chiusura totale del Cimitero comunale.
«Vista l’eccezionalità della situazione, su nostra sollecitazione più volte reiterata, con tutta probabilità nella giornata di mercoledì o al massimo giovedì, verrà effettuata da parte dell’ATS una esecuzione del tampone a tutta la popolazione che fino a oggi non ha effettuato questa diagnostica – spiega il sindaco di Seui Marcello Cannas – Seguiranno dettagliate indicazioni sul tampone che verrà effettuato dall’ATS e USCA come detto probabilmente da mercoledì prossimo. Oggi abbiamo ripetuto il tampone a tutto il personale, pazienti, operatori 118 , alla classe scolastica dove un alunno è risultato positivo e all’altro personale scolastico».
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Referendum giustizia, vince il No: affluenza al 58,9% nazionale e 52,8% nell’Isola

La partecipazione più alta si registra nella provincia di Sassari con il 54,21%, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari al 54,17%, con il capoluogo che raggiunge il 60,36%.
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Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si avvia verso una netta bocciatura. Con quattro quinti delle sezioni scrutinate, a livello nazionale il No si attesta al 54%, mentre il Sì si ferma al 46%, segnando un margine ormai difficilmente colmabile.
In Sardegna il divario è ancora più ampio: con 1.285 sezioni su 1.847 esaminate, i contrari raggiungono il 59,52% contro il 40,48% dei favorevoli. Sul risultato nell’Isola è intervenuta la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che sui social ha commentato: «La vittoria del No difende la nostra Costituzione. La Costituzione è e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna». Rilevante anche il dato dell’affluenza: a livello nazionale si registra una partecipazione del 58,9%, elevata per un referendum confermativo senza quorum. In Sardegna si è recato alle urne il 52,84% degli aventi diritto, circa sei punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale.
La partecipazione più alta si registra nella provincia di Sassari con il 54,21%, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari al 54,17%, con il capoluogo che raggiunge il 60,36%. Più bassa l’affluenza in Gallura Nord Est, ferma al 49,21%, mentre nelle altre aree si oscilla attorno o sopra il 50%: Sulcis Iglesiente 51,53%, Medio Campidano 51,27%, Nuorese 53,01%, Ogliastra 52,39% e Oristanese 50,97%. Il quesito riguardava la legge costituzionale sulle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, con punti centrali come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la creazione di una nuova Alta Corte disciplinare. A commentare l’esito è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Rispettiamo la decisione dei cittadini, pur con rammarico». Il voto restituisce quindi un’indicazione politica chiara, sia a livello nazionale sia in Sardegna, dove il No si afferma con particolare forza.
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