Il piccolo schermo ha il potere di cristallizzare il tempo, restituendo immagini di pura vitalità anche quando il destino ha già scritto un finale diverso. È accaduto durante l’ultima puntata di Masterchef, trasmessa giovedì 29 gennaio, dove la celebrazione della cucina e della tradizione sarda si è intrecciata inaspettatamente con il ricordo di una vita spezzata troppo presto. Tra le comparse che hanno animato la prova in esterna al Bastione di Saint Remy a Cagliari, i telespettatori più attenti e la comunità gallurese hanno riconosciuto il volto radioso di Gaia Costa, la ventiquattrenne di Tempio Pausania scomparsa tragicamente la scorsa estate.

La scena, girata lo scorso giugno sotto il sole della Sardegna insieme al celebre chef Luigi Pomata e ai giudici Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli, rievocava il suggestivo rito di Sa ramadura. Gaia scendeva le scalinate del monumento simbolo di Cagliari indossando i colori vibranti dell’abito tradizionale del quartiere di Villanova, portando tra le mani i cesti di petali destinati a festeggiare la squadra vincitrice. In quel momento, catturato dagli obiettivi di Sky, nulla lasciava presagire il dramma che si sarebbe consumato soltanto quattordici giorni dopo quella registrazione.

Era l’8 luglio quando il destino ha incrociato la strada di Gaia in modo fatale a Porto Cervo. Mentre attraversava sulle strisce pedonali, la giovane è stata travolta da un SUV guidato da una manager tedesca, in un impatto che non le ha lasciato scampo e che ha gettato l’intera Gallura in uno stato di profondo shock. Rivederla oggi, fiera nel suo costume sardo e immersa in un’atmosfera di festa, trasforma quella sfilata televisiva in una sorta di testamento iconografico, un fermo immagine che restituisce ai suoi cari e al pubblico l’essenza di una ragazza nel pieno della sua giovinezza.
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