Il sito archeologico di Nora diventa un videogioco: nasce “Play Nora”
I giocatori saranno letteralmente catapultati, attraverso la realtà virtuale, nella Nora del passato
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È nato Play Nora, il videogioco ambientato nel sito archeologico di Pula. A renderlo noto è la sindaca del comune costiero Carla Medau sulla sua pagina Facebook. Il videogioco sarà online da dicembre.
«Dopo i visori 3D e l’App multimediale, Nora si fa sempre più tecnologica diventando set di un videogioco sviluppato da Sjm Tech e Inventiva, grazie al finanziamento Regionale “Culture Lab” vinto dalla Cooperativa Memoria Storica – spiega Carla Medau -. Sarà un’occasione per far conoscere ulteriormente il sito a livello mondiale incuriosendo sempre più persone. I giocatori saranno infatti catapultati, attraverso la realtà virtuale, nella Nora del passato».
«Ringrazio l’Assessore Zucca che si dimostra sempre attento alla valorizzazione del nostro immenso patrimonio archeologico e la Presidente Susanna Naitza di Memoria Storica per il costante impegno per l’innovazione multimediale di Nora» conclude la prima cittadina.
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Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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