Sassari. 22enne della Guinea pestato a sangue: “Perchè lo fai?” ha chiesto agli assalitori
Sassari. 22enne della Guinea pestato a sangue: “Perchè lo fai?” ha chiesto agli assalitori
Sassari. 22enne della Guinea pestato a sangue: “Perchè lo fai?” ha chiesto agli assalitori
"Perchè qui sono a casa mia e faccio quello che voglio. Tornatene nel tuo paese". Questo quello che uno degli assalitori ha risposto al giovane prima di massacrarlo di botte
Un giovane migrante è stato pestato a sangue da un branco di almeno cinque ragazzi a Sassari. L’aggressione è avvenuta ieri a tarda serata all’incrocio fra corso Cossiga e viale Berlinguer. Il giovane 22enne della Guinea, arrivato in città come rifugiato e ora studente, ha incrociato un gruppo di ragazzi, e uno di loro gli ha sferrato una gomitata.
“Perché fai questo?”, gli ha chiesto sorpreso il 22enne. “A casa mia faccio quello che voglio, se non ti sta bene tornatene a casa tua“, gli ha risposto l’aggressore, assestandogli un pugno al volto. Poi il branco si è scagliato contro di lui massacrandolo di botte. Le urla di alcune ragazze hanno attirato i numerosi passanti.
Un uomo alla guida di un furgone ha fermato il mezzo per la strada ed è intervenuto per evitare che il pestaggio continuasse. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia locale e una pattuglia della squadra Volanti della Questura.
C’è il profumo del legno, il verde delle vetrate che si affacciano su uno dei parchi più belli della città e la tecnologia del futuro. Ma soprattutto, da questa mattina, ci sono di nuovo le voci dei bambini. Ha riaperto ufficialmente oggi, lunedì 12 gennaio 2026, la scuola dell’infanzia di via Pietro Leo, restituita alla comunità dopo un profondo intervento di demolizione e ricostruzione integrale.
Finanziata con 3 milioni di euro (fondi del Patto della Città Metropolitana del 2016), la nuova struttura rappresenta un modello di edilizia scolastica moderna. Non si è trattato di un semplice restauro, ma di una rinascita: l’edificio è stato progettato per fondersi con il paesaggio di Monte Urpinu, utilizzando materiali naturali e ampie superfici vetrate che annullano il confine tra aule e natura.
La scuola è un esempio di efficienza: Autonomia energetica, grazie a impianti fotovoltaici di ultima generazione; qualità alimentare, mense attrezzate per la preparazione dei pasti in loco, eliminando il ricorso ai cibi precotti; sicurezza e comfort, pavimentazioni innovative, nuovi servizi igienici e spazi esterni dedicati per ogni singola aula.
Per i piccoli alunni, che negli ultimi anni erano stati ospitati presso l’istituto “Colombo”, il rientro dalle vacanze di Natale ha riservato la sorpresa più bella. “Restituiamo finalmente una scuola bella e funzionale,” ha dichiarato il sindaco Massimo Zedda durante l’inaugurazione. “Oltre alla sicurezza, offriamo spazi esterni in ogni aula e un giardino comune in un contesto straordinario. È anche così che si risponde concretamente al problema della denatalità: offrendo servizi d’eccellenza.”
Sulla stessa linea l’assessora alla Pubblica Istruzione, Giulia Andreozzi, che ha sottolineato il rispetto dei tempi: “Siamo riusciti a riportare i bambini nei loro spazi subito dopo le festività, come promesso. A breve ultimeremo anche gli ultimissimi dettagli nelle aree esterne, ma la ‘scuola nel parco’ è già realtà.”
Il progetto non ha dimenticato nessuno. La dirigente scolastica Alessandra Cocco ha posto l’accento sull’accessibilità: “È una struttura sicura che accoglie i bambini in qualunque condizione, permettendoci di sviluppare il nostro progetto pedagogico in simbiosi con l’ambiente circostante.” Nonostante l’iter burocratico complesso, dovuto ai rigidi vincoli paesaggistici dell’area, Cagliari ritrova oggi un presidio educativo all’avanguardia, dove l’apprendimento passa anche attraverso la bellezza del territorio.
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