Le lega una pietra al collo e la butta in mare: “Non voleva farsi il bagno”
Una storia di terribile crudeltà che arriva dalla Sicilia. Mia pare non volesse farsi il bagno: il "padrone" allora decide di legarle al collo una grossa pietra e di buttarla in acqua lo stesso
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Il suo cane non voleva far il bagno, così lui gli ha legato una pietra al collo e lo ha gettato in acqua. È accaduto a Valderice, nel Trapanese. Mia, così si chiama la cagna (munita di microchip grazie a cui si è risaliti al proprietario), è però riuscita a liberarsi dal collare al quale era legata la pietra, e a tornare in riva. I bagnanti, che nel mentre si erano accorti della situazione e avevano chiamato la polizia, hanno prontamente soccorso l’animale. Il cane ora sta bene, il suo proprietario è stato individuato e denunciato. È ora accusato di maltrattamento di animali.
Il gesto ha infiammato le polemiche e suscitato l’ira degli animalisti. L’associazione Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali ha raccontato la vicenda su Facebook: “Il Presidente del NOITA Enrico Rizzi ha appena incontrato il sindaco di Valderice, Francesco Stabile ove si è verificato il gesto criminale di un balordo senza scrupoli. Il sindaco ha accolto il suo invito di seguire, congiuntamente alla mia associazione, tutto l’iter giudiziario, annunciando la costituzione di parte civile contro il balordo. Rizzi ha garantito al sindaco che seguirà personalmente la povera Mia, affinché appena uscita dall’ambulatorio ove è attualmente ricoverata, possa trovare una famiglia pronta ad accoglierla, in attesa della “confisca” definitiva disposta dalla Magistratura”.
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Carnevale a Cagliari: oggi, dopo 20 anni, tornano a sfilare i carri allegorici

Oggi l'invito è uno solo: scendere in strada per salutare il ritorno della cartapesta e dei suoni del Carnevale che Cagliari aveva dimenticato. Il tragitto completo.
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C’è un’attesa elettrica che attraversa le strade della città in questa domenica 15 febbraio. Non è una domenica qualunque per il Carnevale cagliaritano: oggi scocca l’ora del “gran ritorno”. Dopo un digiuno durato ben due decenni, i carri allegorici tornano finalmente a solcare l’asfalto del capoluogo, segnando il momento clou di un’edizione che profuma di rinascita.
Il cuore pulsante della festa si sposta dai quartieri storici verso la periferia storica. Il raduno è fissato per le 17:30 in via San Paolo, punto di partenza di un lungo serpentone colorato che attraverserà le vie di Is Mirrionis, San Michele e Sant’Avendrace.
Saranno cinque i carri allegorici a sfilare, scortati da centinaia di figuranti in maschera. Un dispiegamento di forze reso possibile dalla sinergia di cinque gruppi organizzatori che hanno lavorato mesi dietro le quinte: Viking Group, Villaggio Pescatori, Il Crogiuolo, Vespa Club Cagliari, Tra Parola e Musica. Ad arricchire il corteo ci saranno anche i soci della Fiab, che daranno un tocco ecologico alla sfilata pedalando in maschera in sella alle loro biciclette.
Se oggi è la giornata della nostalgia e dello spettacolo visivo dei carri, il programma del Carnevale 2026 non esaurisce qui la sua carica:
Martedì Grasso (17 febbraio): La tradizione torna in centro. Alle 17:00 si parte da Piazza del Carmine per un tour che toccherà Piazza Yenne, via Manno, viale Regina Margherita e via Roma, prima di rientrare alla base.
Domenica 22 febbraio: Il gran finale a Giorgino. La mattina (10:30) spazio alla spettacolare 18ª Vespiglia in via Azuni – la corsa alla stella su due ruote ormai consacrata dalla Fondazione Sa Sartiglia. La sera, dalle 18:00, l’addio definitivo con la Pentolaccia e il suggestivo rogo di Cancioffali al Villaggio Pescatori.
“Vedere i carri di nuovo in strada dopo vent’anni è l’emozione più grande per chi ama questa città,” commentano gli organizzatori. Oggi l’invito è uno solo: scendere in strada a Is Mirrionis per salutare il ritorno della cartapesta e dei suoni della festa che Cagliari aveva dimenticato.
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