Messico. Le guardie si fermano a mangiare un tacos: rubata la coppa dell’Europa League
Gli addetti al trasporto si fermano a mangiare un tacos e, dal furgone, trafugano la coppa dell'Europa League. E' successo a Guanajuato, dove il trofeo si trovava in occasione del consueto tour promozionale organizzato dall'Uefa
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Messico, rubata l’Europa League da un furgone: la polizia la ritrova poco dopo. Gli addetti al trasporto, durante un tour promozionale della coppa, si erano fermati a mangiare un tacos.
Ieri, come riporta il Tgcom, è stata rubata l’Europa League – inteso come trofeo – da un furgone a Guanajuato, dove si trovava in occasione del consueto tour promozionale organizzato dall’Uefa. Il furto, subito ripreso da tutti i media messicani, ha immediatamente messo in allarme la polizia locale che poco dopo è riuscita a recuperare la coppa prima di annunciarne il ritrovamento su Twitter.
Stando alla ricostruzione dell’accaduto, gli addetti al trasporto si erano fermati per mangiare un tacos in un locale, quando è avvenuto il furto. La finale d’Europa League è in programma il prossimo 16 maggio a Lione, dove si affronteranno le vincenti di Arsenal-Atletico Madrid e Marsiglia-Salisburgo.
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Brebegheniedda, il monumento dimenticato di Sedilo: una tomba dei giganti trasformata in parete di un casolare

Un monumento nuragico (che quasi non esiste nei libri) nascosto dietro un muro: la sorprendente scoperta a Sedilo.
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Un sito archeologico quasi invisibile persino nei manuali di settore, praticamente sconosciuto e avvolto da numerosi interrogativi. Le bellissime e inedite foto sono state realizzate grazie al sopralluogo degli appassionati di archeologia sarda Denise Diana e Giorgio Fenu. Si tratta della Tomba dei Giganti di Brebegheniedda, nel territorio di Sedilo: un monumento imponente, alto circa due metri, dotato di una stele di grande pregio, purtroppo oggetto di un utilizzo improprio nel corso del tempo.
La scoperta ha dell’incredibile. La stele centinata, elemento architettonico principale della tomba, risulta infatti incorporata come parete di un piccolo casolare di un’unica stanza, verosimilmente adoperato in epoche recenti dai pastori come rifugio o ricovero. Un riuso che oggi appare come l’ennesimo sfregio al patrimonio archeologico, ma che racconta anche una storia di stratificazioni e inconsapevoli sovrapposizioni tra passato nuragico e vita rurale.
Non esiste una documentazione approfondita né aggiornata del sito, se non rare e difficili fonti che accennano all’esistenza del monumento senza offrirne una descrizione dettagliata. Eppure, osservando i resti, la struttura della tomba dei giganti è chiaramente riconoscibile: un’esedra ancora visibile all’esterno, oltre la casa, e la camera funeraria posta alle spalle della stele, secondo la tipologia tipica delle sepolture collettive dell’età del Bronzo.
Il caso di Brebegheniedda riapre dunque il dibattito sulla tutela dei siti minori, spesso ignorati, dispersi nelle campagne e privi di studi sistematici. Un patrimonio fragile che rischia di sparire sotto gli occhi di tutti, in attesa che ricerca, sensibilizzazione e interventi istituzionali riportino alla luce la storia che ancora custodisce.
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