Messico. Le guardie si fermano a mangiare un tacos: rubata la coppa dell’Europa League
Gli addetti al trasporto si fermano a mangiare un tacos e, dal furgone, trafugano la coppa dell'Europa League. E' successo a Guanajuato, dove il trofeo si trovava in occasione del consueto tour promozionale organizzato dall'Uefa
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Messico, rubata l’Europa League da un furgone: la polizia la ritrova poco dopo. Gli addetti al trasporto, durante un tour promozionale della coppa, si erano fermati a mangiare un tacos.
Ieri, come riporta il Tgcom, è stata rubata l’Europa League – inteso come trofeo – da un furgone a Guanajuato, dove si trovava in occasione del consueto tour promozionale organizzato dall’Uefa. Il furto, subito ripreso da tutti i media messicani, ha immediatamente messo in allarme la polizia locale che poco dopo è riuscita a recuperare la coppa prima di annunciarne il ritrovamento su Twitter.
Stando alla ricostruzione dell’accaduto, gli addetti al trasporto si erano fermati per mangiare un tacos in un locale, quando è avvenuto il furto. La finale d’Europa League è in programma il prossimo 16 maggio a Lione, dove si affronteranno le vincenti di Arsenal-Atletico Madrid e Marsiglia-Salisburgo.
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Vittima dei botti: a Sanluri una cucciola muore di terrore. Era appena stata salvata insieme ai suoi fratellini

Il cuore di una cagnolina si è fermato a causa delle esplosioni dei botti. La cucciola era stata abbandonata e salvata da pochi giorni insieme ai suoi fratellini.
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Il 2026 inizia con un lutto che pesa come un macigno sul cuore di chi dedica la vita agli animali. Mentre nelle piazze si festeggiava, a Sanluri, presso il centro di equitazione “Oasi felice degli animali”, si consumava una tragedia silenziosa e crudele. Una cucciola, recuperata solo pochi giorni prima dalla Polizia Municipale, è morta letteralmente di paura a causa dei botti di Capodanno.
La dinamica è tristemente nota, ma non per questo meno dolorosa. Non era ancora scoccata la mezzanotte quando alcuni ragazzi, nelle campagne circostanti, hanno iniziato a far esplodere petardi per diversi minuti. Tanto è bastato: lo stress acuto e il terrore provocato dalle detonazioni hanno stroncato il cuore della piccola, che non ha retto all’urto emotivo. “Questa è una vita che si spegne perché qualcun altro ha voluto accendere il proprio ‘divertimento'”, scrivono i responsabili del centro in un post colmo di rabbia e dolore su Facebook.
La storia della cagnolina è un intreccio di speranza e sfortuna. Faceva parte di una cucciolata recuperata lo scorso 24 dicembre. Invece di lasciarli finire in canile, i volontari dell’Oasi avevano deciso di accoglierli a proprie spese, offrendo loro cure e protezione in attesa di trovare famiglie amorevoli. Una promessa di futuro spezzata in dieci minuti di follia “festiva”.
Il post si trasforma rapidamente in un atto d’accusa contro l’assenza di tutele legali. Il centro solleva un interrogativo che ogni anno divide l’opinione pubblica: Perché non vengono emesse ordinanze restrittive efficaci? Cosa serve ancora per vietare i botti nei centri abitati e nelle zone rurali? Il messaggio finale dei volontari è un grido disperato rivolto a tutti: i botti uccidono. Non è una metafora, ma una realtà clinica per migliaia di animali selvatici e domestici i cui sensi, molto più sviluppati dei nostri, trasformano un gioco in un bombardamento insopportabile.
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