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Giobbe Covatta e Mario Tozzi al Teatro Massimo in "L'evoluzione Arranca": dialogo comico scientifico sui problemi del terzo millennio | Cagliari - Vistanet
Giobbe Covatta e Mario Tozzi al Teatro Massimo in "L'evoluzione Arranca": dialogo comico scientifico sui problemi del terzo millennio | Cagliari - VistanetGiobbe Covatta e Mario Tozzi al Teatro Massimo in "L'evoluzione Arranca": dialogo comico scientifico sui problemi del terzo millennio | Cagliari - Vistanet
   
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Giobbe Covatta e Mario Tozzi al Teatro Massimo in “L’evoluzione Arranca”: dialogo comico scientifico sui problemi del terzo millennio

Giobbe Covatta e Mario Tozzi al Teatro Massimo in “L’evoluzione Arranca”: dialogo comico scientifico sui problemi del terzo millennio

giobbe covatta e mauro tozzi teatro massimo

Giobbe Covatta e Mario Tozzi in “L’evoluzione Arranca“. Appuntamento al Teatro Massimo in via De Magistris a Cagliari, venerdì 10 novembre – ore 21.30. Sapiens è l’aggettivo che distingue l’uomo dall’animale. L’uomo sa, capisce, discerne, agisce con consapevolezza e non

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10 Novembre 2017 12:35 Ass. Cult. Vista Net

Giobbe Covatta e Mario Tozzi in “L’evoluzione Arranca“. Appuntamento al Teatro Massimo in via De Magistris a Cagliari, venerdì 10 novembre – ore 21.30.

Sapiens è l’aggettivo che distingue l’uomo dall’animale. L’uomo sa, capisce, discerne, agisce con consapevolezza e non solo per istinto. E allora perché non preserva il suo habitat? Perché assume comportamenti autodistruttivi per la specie? Perché si è fatto un’idea di felicità inscindibile dal possesso esclusivo pur facendo parte di una collettività? Parte da questa riflessione lo strano incontro tra un uomo di spettacolo impegnato nella divulgazione dei problemi ambientali e un geologo divulgatore per mestiere, prestato allo spettacolo.

Quel che ne deriva è una disquisizione colta, divertente e davvero informata, sullo stato dell’evoluzione dell’uomo in rapporto all’ambiente. Il dialogo, mescolando diversi linguaggi, affronta i problemi del terzo millennio – cambiamento climatico, fine delle risorse, inquinamento – analizzandone le ragioni sociali e prefigurando gli scenari futuri. In causa l’economia contro la biologia; in parallelo l’osservazione del modus vivendi degli animali e delle società tradizionali, guardando all’Africa come paradigma. Il tono si muove agile tra il dato scientifico e l’aneddoto comico. E tra grafici naif delle differenze tra il cervello maschile e femminile, citazioni di Gerald Durrel e un’iperbolica raccolta differenziata ad opera dell’Arcangelo Gabriele, si plana verso il sogno realizzato della felicità primitiva della tribù dei Turkana.

Gianni Covatta, in arte Giobbe, nasce l’11 giugno 1956. Comico e attore, utilizza la sua vena umoristica in tutti i campi dello spettacolo, riscuotendo grande successo in ognuno di essi. Il suo impegno umanitario lo porta nel 1994 a diventare uno dei testimonial dell’AMREF (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca). Da allora, ogni anno, dedica il suo tempo libero ai problemi africani e fornisce un concreto aiuto all’AMREF per portare a termine i propri progetti.

Mario Tozzi è nato a Roma il il 13 dicembre del 59. Si è laureato in Scienze Geologiche ed ha ottenuto il PhD in Scienze della Terra. E’ Primo Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria) e si occupa dell’evoluzione geologica del Mediterraneo centro-orientale, studiando le deformazioni delle rocce per ricostruirne la storia nel passato più lontano. E’ autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali, di oltre 50 comunicazioni a congressi nazionali e internazionali, di guide geologiche e di dispense per i corsi universitari. E’ membro del Consiglio Scientifico del WWF.

Prevendite online disponibili a questo link: https://goo.gl/zSSqVD
Prevendite cartacee disponibili presso Vox Day – Via Gramsci 2c- Selargius + 39 070 840345 (previo appuntamento). Prevendite fisiche presso il Boxoffice di Cagliari , Viale Regina Margherita- tel 070 657428
Biglietti acquistabili anche con valuta Sardex, sia in prevendita che al botteghino. Infoline +39 070 840345 [email protected] – www.voxday.com

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La Sardegna dice No all’«Isola-Carcere»: mobilitazione totale contro la servitù del 41 bis



Il 28 febbraio la manifestazione a Cagliari per fermare il piano del Governo. Istituzioni, sindacati e associazioni unite: «L’insularità non può essere una condanna alla segregazione».

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18 Febbraio 2026 10:27 Maria Luisa Porcella Ciusa

Una nuova e pesante “servitù” minaccia il futuro della Sardegna, scatenando una reazione compatta che unisce istituzioni regionali, sindaci e società civile. La decisione del Governo di concentrare nell’isola oltre un terzo dell’intera popolazione nazionale sottoposta al regime di carcere duro ha trasformato il malcontento in una mobilitazione generale che culminerà nella manifestazione del prossimo 28 febbraio a Cagliari. Anche le Acli della Sardegna hanno confermato la loro adesione, schierandosi al fianco della Presidente Alessandra Todde per ribadire che il territorio sardo non può trasformarsi in un’immensa struttura di detenzione speciale a scapito della sicurezza e dello sviluppo economico.

L’ipotesi di destinare alle case circondariali di Badu ’e Carros, Bancali e Uta ben 260 detenuti sottoposti al 41 bis è giudicata inaccettabile dai promotori della protesta. Il piano, sostenuto dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, poggia su una norma dell’ordinamento penitenziario vecchia di trent’anni che suggerisce di collocare i boss mafiosi preferibilmente in aree insulari. Per scardinare questa logica, è stata depositata in Consiglio regionale una proposta di legge, firmata dalla dem Camilla Soru e sostenuta dal campo largo, che punta a sopprimere proprio quel riferimento normativo. Secondo i firmatari, l’articolo 119 della Costituzione parla chiaro: l’insularità è una condizione da valorizzare e compensare, non un pretesto per trasformare una regione in un luogo di segregazione preferenziale.

Mentre la politica prepara la controriforma, la situazione sul campo appare già drammatica. La Garante regionale dei detenuti, Irene Testa, ha riferito che nel carcere di Uta il nuovo padiglione destinato al 41 bis è praticamente ultimato e pronto a ospitare 92 nuovi reclusi. Tuttavia, questo potenziamento della capacità ricettiva non è accompagnato da un incremento di personale o medici. Attualmente nell’istituto manca oltre un centinaio di agenti rispetto alla pianta organica e la gestione sanitaria è ridotta ai minimi termini, con un solo psichiatra per una popolazione detenuta che per l’ottanta per cento fa uso di psicofarmaci. Il rischio concreto è che l’attenzione totale rivolta ai detenuti di massima sicurezza finisca per paralizzare completamente l’assistenza e la vigilanza ordinaria del resto del penitenziario.

L’appello alla mobilitazione del 28 febbraio, che ha raccolto l’appoggio di numerosi sindaci, dei sindacati dei medici e della polizia, oltre che di associazioni territoriali e partiti politici, è molto chiaro nelle sue rivendicazioni. Si chiede la sospensione immediata di ogni decisione esecutiva sui trasferimenti e l’apertura di un tavolo istituzionale Stato-Regione. L’obiettivo è ottenere una valutazione indipendente degli impatti sociali e sanitari di questa scelta, imponendo al Governo un criterio nazionale che sia equo e proporzionato, evitando che la Sardegna debba farsi carico di una quota sproporzionata delle criticità legate al carcere duro nazionale.

 

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