Luisa Siddi racconta “S’Umbra”, l’angolo di Cagliari dedicato alla fotografia analogica
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Il Pane Coccoi, gioiello di semola di grano duro e simbolo dell’arte bianca sarda, è a un passo dal riconoscimento europeo. Martedì 3 marzo 2026 resterà impressa come una data spartiacque: a Cagliari si è tenuta la riunione di Pubblico Accertamento convocata dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF), durante la quale è stato presentato e approvato il disciplinare per l’Indicazione Geografica Protetta (IGP).
Si tratta di un passaggio tecnico e politico cruciale, necessario per verificare la coerenza tra i metodi di produzione e le caratteristiche storiche del prodotto, garantendo che ogni forma di Coccoi rispetti gli standard altissimi stabiliti dalle regole comunitarie.
Questo risultato non è nato dal nulla, ma è il frutto di un lavoro straordinario coordinato dal Comitato Promotore Pane Coccoi IGP, presieduto da Gianfranco Porta. Un percorso che ha visto la partecipazione compatta di panificatori, agricoltori, mugnai, studiosi e istituzioni. Fondamentale il supporto scientifico e operativo di realtà come Agris, Laore, le Università di Cagliari e Sassari, Porto Conte Ricerche e l’Accademia sarda lievito madre.
“È una giornata storica per la Sardegna,” sottolineano i promotori. “L’obiettivo è offrire ai consumatori certezze su origine e qualità, tutelando legalmente il nostro pane contro ogni tentativo di imitazione.” Il Coccoi, già riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), è celebre per la sua crosta croccante, il cuore morbido e le decorazioni artistiche che cambiano da paese a paese, riflettendo la cultura locale. Sfumata l’ipotesi della DOP, la scelta di puntare con decisione all’IGP si è rivelata vincente per proteggere l’intera filiera del grano duro isolano.
Il marchio IGP non sarà solo un “bollino” di prestigio, ma un vero e proprio scudo legale. Permetterà di valorizzare il lavoro dei maestri panificatori che ancora oggi utilizzano una manualità fuori dal comune per creare le svariate forme che rendono questo pane un’icona del Mediterraneo.
Con l’approvazione del disciplinare in sede ministeriale, l’iter prosegue ora verso la Commissione Europea per la registrazione definitiva. Per la Sardegna agricola e artigiana si apre una nuova era: quella della consapevolezza e della protezione di un patrimonio che affonda le radici nella storia, ma che guarda al mercato globale con orgoglio e trasparenza.