(VIDEO) Terence Hill compie 81 anni: tanti auguri Trinità (la mano destra del Diavolo)
(VIDEO) Terence Hill compie 81 anni: tanti auguri Trinità (la mano destra del Diavolo)
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Terence Hill compie 81 anni. Nasce a Venezia come Mario Girotti. Esordisce a 12 anni con “In vacanza col gangster” di Dino Risi. Visconti lo sceglie per la parte dell’ufficialetto piemontese nel “Gattopardo”, innamorato di Concetta, primogenita del principe di Salina; ma la fama internazionale arriva con il nome di Terence Hill a fianco di Bud Spencer, alias Carlo Pedersoli: fra i primi interpreti degli spaghetti-western. Insieme girarono 18 film, di cui 16 come coppia protagonista. Alla morte di Bud Spencer disse “non abbiamo mai litigato”.
L’altro trionfo di pubblico arriva a partire dal 2000: in Rai veste i panni di Don Matteo, saggio prete buono e investigatore, un successo da 11 stagioni. Dal 2011 è anche il capo della Guardia Forestale nella fiction “Un passo dal cielo”.
Vive a Spoleto dove segue le sue passioni: pugilato, ginnastica artistica, la Roma. Ottanta anni da icona. Indimenticabile l’interpretazione del pistolero fuori dagli schemi di “Lo chiamavano Trinità”, la mano destra del Diavolo.
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Governo, Daniela Santanchè rassegna le dimissioni dal Ministero del Turismo

L’esponente di Fratelli d’Italia lascia l’incarico su richiesta della premier Meloni: rivendicato il lavoro svolto e la correttezza della propria posizione giudiziaria.
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Svolta nel Governo: Daniela Santanchè lascia il Ministero del Turismo. La decisione è stata ufficializzata attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale l’esponente di Fratelli d’Italia rassegna le proprie dimissioni seguendo l’auspicio espresso dalla stessa premier.
Nella missiva, Santanchè rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato, dichiarando di aver operato al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione tecnica. L’ormai ex ministra pone l’accento sulla propria posizione giudiziaria, sottolineando come il suo certificato penale risulti attualmente immacolato e precisando che, per quanto riguarda l’inchiesta sulla cassa integrazione, non sia stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio.
Il testo della lettera rivela anche i retroscena dei giorni precedenti e le iniziali resistenze al passo indietro. Santanchè ammette di aver manifestato in un primo momento una certa indisponibilità alle dimissioni immediate, mossa dalla volontà di non essere trasformata in un capro espiatorio per l’esito del recente referendum. Secondo la sua analisi, la sconfitta elettorale non sarebbe a lei imputabile, citando a supporto i risultati ottenuti in Lombardia e nel proprio municipio di riferimento.
Un altro punto toccato riguarda la necessità di distinguere la propria situazione da quella del sottosegretario Delmastro. Nonostante le perplessità iniziali e un senso di amarezza per la conclusione dell’esperienza di governo, Santanchè scrive di voler assecondare la richiesta della premier, ponendo l’amicizia personale e il futuro del movimento politico davanti alla propria carica. Nella conclusione, l’ex ministra afferma di essere abituata a farsi carico delle proprie responsabilità e talvolta anche di quelle altrui.
Dopo l’ufficializzazione dell’atto, Daniela Santanchè ha lasciato la sede del ministero nel primo pomeriggio e non vi farà ritorno nella serata odierna.
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