Verso il ritorno alla balneabilità del Tevere: il percorso operativo per la rigenerazione ecosistemica della Capitale
Il percorso ambizioso volto alla riqualificazione ambientale ed ecosistemica del Tevere ha segnato oggi una tappa decisiva con l’avvio formale della fase operativa dei lavori
Verso il ritorno alla balneabilità del Tevere: il percorso operativo per la rigenerazione ecosistemica della Capitale.
Il percorso ambizioso volto alla riqualificazione ambientale ed ecosistemica del Tevere ha segnato oggi una tappa decisiva con l’avvio formale della fase operativa dei lavori; in data martedì 13 gennaio 2026, a seguito dell’incontro istitutivo svoltosi lo scorso 6 novembre, tutte le componenti istituzionali e scientifiche del Tavolo tecnico si sono riunite per dare concretezza a un progetto che mira a restituire il fiume alla cittadinanza. Il coordinamento dell’intera iniziativa è affidato ad Agostina Chiavola, professoressa nel settore scientifico disciplinare ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Roma La Sapienza, la quale ha presieduto la seduta alla presenza dell’assessora all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi; l’obiettivo primario è la formazione di quattro gruppi di lavoro specializzati, ognuno dei quali dedicato a specifici profili di studio necessari per valutare la futura balneabilità del corso d’acqua. Il primo di questi gruppi tecnici, sotto il coordinamento congiunto di Roma Capitale e Città Metropolitana, è incaricato della complessa raccolta dei dati relativi alle azioni già effettuate e alle progettazioni già avviate o finanziate che interessano sia il Tevere sia l’Aniene; quest’ultimo è considerato un affluente strategico e imprescindibile per il raggiungimento dell’obiettivo di risanamento complessivo.
Parallelamente, un secondo tavolo di esperti seguito dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio si occuperà di individuare e monitorare con estrema precisione i contaminanti che possono avere un effetto diretto sulla salute dell’uomo, andando oltre i parametri già previsti dalla vigente normativa sulla balneazione per garantire la massima sicurezza sanitaria. La determinazione delle caratteristiche idrologiche del fiume e il censimento capillare degli scarichi, siano essi autorizzati o meno, rappresentano invece i temi centrali degli altri due tavoli tecnici; uno di questi è coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, mentre l’ultimo è gestito direttamente dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Tutte le autorità scientifiche coinvolte opereranno in parallelo attraverso una costante redazione di rapporti intermedi sullo stato dei lavori e la preparazione di documenti dettagliati per la presentazione al pubblico delle attività svolte, assicurando così trasparenza e condivisione.
L’assessora Sabrina Alfonsi ha sottolineato come il lavoro per il risanamento del Tevere stia entrando in una fase fondamentale, spiegando che i gruppi scientifici lavoreranno per definire una strategia che ha come obiettivo finale la rigenerazione ambientale ed ecosistemica del fiume; secondo l’amministrazione capitolina, la valutazione sulla balneabilità deve essere intesa come la conseguenza naturale di questo processo di riqualificazione profonda. L’assessora ha inoltre ricordato che l’amministrazione ha già intrapreso un percorso di valorizzazione del rapporto tra il fiume e la città attraverso il Masterplan del Parco Lineare Fluviale e la realizzazione di cinque nuovi parchi fluviali; a questo solido impianto si aggiunge ora un percorso scientifico condiviso tra istituzioni, università, enti di ricerca e cittadini, con la finalità ultima di migliorare sensibilmente la qualità delle acque e ricostruire integralmente l’ecosistema fluviale della Capitale.
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