Diego Maradona è morto: addio al più grande di tutti
È morto Diego Armando Maradona. La notizia è stata diffusa dai quotidiani on line e dai media argentini: il quotidiano El Clarin ha parlato di un arresto cardiorespiratorio. L’ex campione argentino è morto nella sua casa di Tigre, dove stava
È morto Diego Armando Maradona. La notizia è stata diffusa dai quotidiani on line e dai media argentini: il quotidiano El Clarin ha parlato di un arresto cardiorespiratorio.
L’ex campione argentino è morto nella sua casa di Tigre, dove stava vivendo dopo il recente intervento chirurgico alla testa. Il 30 ottobre scorso aveva compiuto 60 anni. Per molti è stato il più grande calciatore di tutti i tempi.
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Il risveglio neoclassico di Villa Torlonia: concluso il restauro del Casino Nobile

A distanza di quasi vent’anni dalla sua storica prima apertura al pubblico avvenuta nel 2006, il Casino Nobile torna finalmente a offrirsi ai visitatori nel suo pieno e ritrovato splendore di villa nobiliare ottocentesca.
Il risveglio neoclassico di Villa Torlonia: concluso il restauro del Casino Nobile.
A distanza di quasi vent’anni dalla sua storica prima apertura al pubblico avvenuta nel 2006, il Casino Nobile torna finalmente a offrirsi ai visitatori nel suo pieno e ritrovato splendore di villa nobiliare ottocentesca.
La conclusione dei meticolosi lavori di manutenzione, avviati nel mese di ottobre 2025 e realizzati con cura da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina, segna un momento fondamentale per il patrimonio monumentale di Roma.
Questo edificio in stile neoclassico deve la sua inconfondibile fisionomia all’intervento di diversi architetti e artisti di fama, tra i quali spicca il genio di Giuseppe Valadier, che a partire dagli inizi dell’800 trasformarono la residenza in un capolavoro di eleganza. Con la sua ampia cordonata di accesso e il prospetto colonnato, caratterizzato da un maestoso timpano che ospita un pregiato altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante una scena di Bacco di ritorno dalle Indie, il Casino si staglia tra le strutture più caratteristiche all’interno della Villa. Oltre la facciata, la struttura cela al suo interno sale e ambienti di rappresentanza riccamente decorati secondo il gusto dell’epoca, pronti a stupire nuovamente il pubblico.
L’intervento conservativo ha interessato in modo capillare le facciate e tutte le decorazioni architettoniche aggettanti, includendo il restauro completo del sopracitato altorilievo. Non meno importante è stata la manutenzione degli infissi lignei, che ha previsto la revisione e la parziale sostituzione delle persiane e dei portoni per garantire la perfetta conservazione del complesso. Tale operazione non è un evento isolato, ma si inserisce armoniosamente nel quadro di un ampio programma di valorizzazione in corso da tempo su tutta Villa Torlonia. Questo percorso di rinascita ha già visto tappe significative, come l’apertura al pubblico nel 2024 del bunker utilizzato come rifugio nel corso della seconda guerra mondiale, oggi fruibile grazie a un allestimento site-specific e immersivo, e la riapertura nel 2025 del Museo della Scuola Romana. Quest’ultimo vanta un nuovo allestimento che comprende oltre 150 opere del periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale, un’offerta culturale di altissimo livello già apprezzata da oltre 27.000 visitatori.
Ad attrarre costantemente cittadini e turisti ha contribuito inoltre un ricco programma di mostre ospitate nei diversi musei della Villa; si ricordano in particolare la mostra antologica di Antonio Scordia presso il Casino dei Principi e quella appena conclusa di Niki Berlinguer alla Casina delle Civette, entrambe accolte da un notevole successo di pubblico. Parallelamente al restauro architettonico, una cura particolare è stata riservata di recente al verde e all’ambiente della Villa in stretta collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale. Oltre al rifacimento di alcuni percorsi viari e alla messa in sicurezza delle alberature a rischio cedimento, è prevista entro febbraio 2026 la sostituzione di una quantità significativa di piante. Il progetto di reintegro delle essenze storiche mira a preservare l’identità botanica del sito attraverso la piantumazione di esemplari selezionati come Quercus ilex, Pinus halepensis, Pinus Pinea, Cupressus sempervirens e Cedrus Libani, restituendo così alla cittadinanza un polmone verde integro e storicamente coerente.
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