Nella zona tra Bari Sardo e Tortolì, vicino alla SS125, si trova un’area chiamata Perda Longa, dove si possono ammirare numerosi menhir che, purtroppo, per la maggior parte sono stati abbattuti. Tra quelli ancora in piedi, si possono ammirare alcuni
Una superstizione dura a morire in Sardegna, ma anche nel resto d’Italia, riguarda il nome dato alle imbarcazioni. Pare che cambiarlo, secondo le tradizioni marinare, porti sfortuna. E se proprio lo si vuole o lo si deve fare, i nonni
Sa omu ‘e Orgia ( La casa di Orgia) era un tempio a megaron, sul tipo dei templi greci, che si trovava presso Esterzili. Ora di quel tempio non esistono che le fondazioni e il nome di Orgia ( o
Il Gruppo folk di Jerzu alla trasmissione “Sardegna Canta”, negli anni 80. Tra i presenti Nino Mura, i maestri Giovanna Cerina e Mauro Contu, la prof.ssa Luisa Matta. La foto è stata gentilmente concessa dalla docente Luisa Matta. Invia anche
Articolo di Laura Pace Nelle sue vene scorre l’amore per i viaggi, l’arte e la Sardegna. Passioni che lo hanno da sempre contraddistinto, portando la sua arte in giro per il mondo. A 20 anni di distanza rientra alla base,
Il 22 aprile 1909, nasceva a Fucecchio Indro Montanelli, considerato tra i più grandi giornalisti italiani del Novecento. Dotato di una scrittura di straordinaria concisione e limpidezza, era in grado di spaziare dall’editoriale, al reportage, al corsivo pungente. Fu per circa quattro decenni l’uomo-simbolo del
Uno scherzo di cattivo gusto finito male: questo quanto raccontato in un canto popolare da Maria Pintore di Dorgali nel 1971, quando la donna aveva circa quarantacinque anni. Registrata dall’Università di Cagliari, nell’ambito della rilevazione dei racconti tradizionali dell’Isola, la
In questa foto, postata da Gianfranco Loi sul gruppo Paesi d’Ogliastra, Monsignor Miglior, attorniato dai parroci d’Ogliastra, è al centro in prima fila. “In seconda fila, il secondo da destra,” specifica Loi “è Canonico Carta che è stato parroco di
Giovanni Corbeddu Salis nasceva ad Oliena il 16 aprile 1844, all’età di trentacinque anni venne accusato del furto di un bue, del cui reato sarebbe stato innocente, iniziando una lunga latitanza. Come accaduto a tanti banditi dell’epoca anche a
Sicuramente, in qualche occasione vi sarete imbattuti in qualcuno che imprecando avrà utilizzato il termine “buginu” o “bocinu”. Parola utilizzata singolarmente, oppure all’interno di una frase formulata come una maledizione: “a ti cùrrere su buginu” – che ti corra dietro