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Il Museo delle Maschere Mediterranee chiude il 2025 con oltre 23 mila visitatori, segnando una ripartenza significativa dopo la chiusura del 2024 per i lavori di riqualificazione.
Un risultato che conferma Mamoiada come centro di forte richiamo turistico e culturale per il Nuorese e per l’intera Sardegna, con un boom di presenze soprattutto nel periodo del Carnevale. Il progetto di rinnovamento, realizzato grazie a fondi regionali, a un bando del Ministero della Cultura e a risorse comunali, ha trasformato il museo in un polo culturale europeo: spazi espositivi raddoppiati, nuove aree per didattica e convegni, apparato multimediale aggiornato con audiovideoguide multilingue, video storici e un’esperienza immersiva in realtà virtuale.
La collezione si è ampliata con costumi provenienti da Belgio e Grecia e con nuove rappresentanze del Sud Italia, tra cui le maschere tricaricesi della Basilicata, rafforzando la dimensione mediterranea del percorso.
“Il museo non è un corpo estraneo alla comunità, ma parte integrante del paese”, ha sottolineato la direttrice Elena Giangiulio, evidenziando le collaborazioni con mascherai, aziende agricole e vitivinicole, produttori locali e associazioni culturali. Nel 2025 il concessionario Promakos ha sostenuto l’amministrazione nell’ottenimento di nuovi finanziamenti su misure PNRR e sul bando pluriennale della Fondazione Sardegna per 175 mila euro, con ulteriori candidature per 45 mila euro.
Per il 2026 sono previsti nuovi interventi di riqualificazione urbana attorno al museo e la riapertura, con allestimento rinnovato, del Museo della Cultura e del Lavoro e del Museo dell’Archeologia del Territorio, con l’obiettivo di rafforzare un circuito museale unico in Sardegna. L’assessore al Turismo Pino Ladu ha ribadito il ruolo strategico del sistema museale, anche grazie agli ambasciatori della tradizione locale, i Mamuthones e gli Issohadores, simboli di una cultura che continua a dialogare con il Mediterraneo. Il Museo delle Maschere Mediterranee si conferma così non solo una realtà consolidata, ma un investimento concreto sul futuro culturale ed economico di Mamoiada.

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