Ogliastra, il punto nascita chiuso da quasi quattro anni: il comitato “Giulemanidallogliastra” chiede risposte concrete
Quasi quattro anni di sospensione per il punto nascita dell’Ogliastra. Il comitato “Giulemanidallogliastra” torna a denunciare la situazione con una lettera aperta alla politica: nascere nel proprio territorio è un diritto, non un favore. Il Comitato chiede certezze concrete: una data di riapertura, personale qualificato, protocolli chiari per le emergenze materno-infantili e un cronoprogramma pubblico con responsabili e tappe. Oppure la chiarezza sul fatto che la struttura non riaprirà, assumendosi la responsabilità davanti agli ogliastrini.
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Quasi quattro anni. Tanto dura ormai la sospensione temporanea del punto nascita dell’Ogliastra. Un tempo sufficiente a trasformare la vita quotidiana in una lunga marcia tra ambulanze, trasferimenti e incertezze, mentre intere famiglie valutano se restare o partire.
A sollevare di nuovo la questione è il coordinamento “Giulemanidallogliastra”. In una lettera aperta alla politica, il Comitato non chiede favori: ricorda un diritto fondamentale, quello di nascere nel proprio territorio, e denuncia le conseguenze di servizi essenziali assenti. Spopolamento, villaggi che si svuotano, case che diventano silenziosi testimoni di un presente senza futuro.
Il Comitato non si limita alle parole: chiede certezze concrete. Una data di riapertura, personale qualificato, protocolli chiari per le emergenze materno-infantili, mezzi adeguati. E un cronoprogramma pubblico, con nomi e responsabilità. Oppure, sostiene, la politica dovrebbe avere il coraggio di dire chiaramente che la struttura non riaprirà, assumendosi la responsabilità di fronte alla comunità.
In fondo, la questione va oltre la polemica: è una scelta sul destino dell’Ogliastra. Continuare a negare i servizi essenziali significa accettare che un territorio scompaia lentamente, pezzo dopo pezzo, nascita dopo nascita. Dare priorità ai diritti fondamentali non è solo giustizia sociale: è investire sul futuro di un’intera comunità.
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Un meraviglioso murale di 100 mq: sapete dove si trova la nuova opera d’arte di Mauro Patta?

Si intitola Mosaico e si trova in una parete di un istituto scolastico. Sapete dove si trova il nuovissimo e significativo murale di Mauro Patta?
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Una parete di 100 metri quadrati che si trasforma in un manifesto di tolleranza e apertura. È stata inaugurata presso il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Nuoro l’ultima fatica di Mauro Patta, uno dei muralisti più apprezzati dell’Isola.

Foto di Enrico Marras
L’opera, intitolata significativamente “Mosaico”, non è solo un intervento di rigenerazione urbana, ma il coronamento visivo di un percorso educativo d’eccellenza: il Fermi MUN (Model United Nations).

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Il murale nasce per celebrare l’esperienza dei giovani studenti che, simulando i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, imparano a vestire i panni di delegati internazionali. Un progetto che richiede studio, capacità di negoziazione e, soprattutto, il rispetto profondo per le differenze culturali.

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L’opera di Patta traduce questi concetti in immagini potenti: al centro della composizione campeggia una figura in abito tradizionale nuorese, simbolo dell’identità sarda più autentica. Ma è nei dettagli che avviene la magia: la sua gonna si apre come un abbraccio universale, ospitando motivi decorativi e simboli provenienti da culture di ogni angolo del pianeta.

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In “Mosaico”, i pattern della tradizione isolana si fondono senza attriti con quelli internazionali, creando un dialogo visivo che abbatte le frontiere. È il riassunto perfetto dei valori promossi dal Liceo Fermi: la consapevolezza che per aprirsi al mondo non è necessario rinunciare alle proprie radici, ma usarle come solida base per comprendere l’altro. «Osservare e comprendere senza perdere l’identità: questo è il messaggio dell’opera», spiega. Un invito rivolto non solo agli studenti, ma a tutta la città di Nuoro.

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L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto @palc_periferie, confermando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e terzo settore. L’opera è stata possibile grazie al supporto della Cooperativa Lariso e del Comune di Nuoro (Settore 6 – Servizi Sociali), che continuano a investire sull’arte come strumento di coesione sociale. [Dettagli tecnici dell’opera: “Mosaico” – Nuoro, 100mq, 2026]

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