Villagrande investe sulla salute: nasce un nuovo polo sanitario per tutta l’Ogliastra
Dalla Casa di Comunità ai nuovi ambulatori, fino al potenziamento del 118 e al coinvolgimento del volontariato: un progetto che segna un cambio di passo
canale WhatsApp
Non è solo un intervento, ma un cambio di direzione. A Villagrande Strisaili prende forma un progetto destinato a incidere profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini, in un contesto in cui la sanità nei piccoli centri continua a fare i conti con carenze e difficoltà strutturali.
L’amministrazione guidata da Alessio Seoni ha annunciato l’avvio di un percorso di riorganizzazione dei servizi sanitari che porterà alla nascita di un polo territoriale con un ruolo centrale per tutta l’Ogliastra. Il primo passo sarà l’attivazione della Casa di Comunità “Spoke”, prevista dalla nuova impostazione regionale e gestita dalla ASL Ogliastra.
I primi servizi partiranno nei prossimi mesi all’interno del Centro di Aggregazione Sociale, con un’apertura estesa: sei giorni su sette per dodici ore al giorno. Una presenza stabile pensata per accorciare le distanze tra cittadini e assistenza, in un territorio dove anche un semplice accesso alle cure può trasformarsi in un problema logistico.
Ma il disegno è più ampio. L’idea è costruire un sistema che non si limiti a tamponare le emergenze, ma che metta radici. Il Centro di Aggregazione diventerà il fulcro dei servizi, mentre l’ex edificio Enel sarà recuperato per ospitare ambulatori dedicati alla medicina di base, alla continuità assistenziale e alle prestazioni specialistiche.
Parallelamente, si rafforza anche la rete dell’emergenza: il servizio 118, già attivo da alcune settimane, sarà trasferito in una nuova sede operativa con copertura continua, giorno e notte. Accanto alla componente sanitaria, trova spazio anche quella sociale, con aree dedicate alle associazioni come l’AVIS e il volontariato locale, parte integrante di un sistema che punta a funzionare davvero.
L’aspetto più rilevante, però, è forse un altro: questo progetto prova a ribaltare una logica che per anni ha visto i piccoli centri rincorrere servizi sempre più lontani. Qui si tenta il contrario — riportarli vicino, renderli accessibili, integrarli nel tessuto della comunità.
Non è detto che basti a risolvere tutte le criticità, ma segna un punto preciso: Villagrande non si limita più ad adattarsi alle difficoltà. Prova, piuttosto, a riscrivere le regole del gioco partendo da un presupposto semplice — che vivere in un paese non debba significare avere meno diritti, nemmeno quando si parla di salute.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

