Cosa si mangia a Pasqua in Sardegna? Tradizioni e piatti della festa
Piatti che raccontano una cultura legata alla pastorizia e alla stagionalità, con ricette che si ripetono ogni anno e che rappresentano un forte senso di identità. Vediamoli insieme
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In Sardegna, la Pasqua è una celebrazione che passa anche – e soprattutto – dalla tavola. I piatti raccontano una cultura legata alla pastorizia e alla stagionalità, con ricette che si ripetono ogni anno e che rappresentano un forte senso di identità.
Al centro del pranzo pasquale c’è l’agnello, in particolare l’Agnello di Sardegna IGP, preparato arrosto oppure in fricassea, con uova e limone, secondo una tradizione molto diffusa nelle famiglie sarde. È il simbolo per eccellenza della festa.
Accanto ai secondi, trovano spazio preparazioni più rustiche e antiche come sa cordula, realizzata con interiora di agnello intrecciate e cucinate in umido o alla brace. Tra i primi piatti, non mancano i Culurgiones, tipici dell’Ogliastra, e il Pane Frattau, una ricetta semplice ma ricca di sapore a base di pane carasau, sugo, pecorino e uovo.
Il pane assume un valore simbolico con is coccoi cun s’ou, decorati con uova sode e preparati soprattutto per i più piccoli, come segno di rinascita.
I dolci chiudono il pranzo con sapori intensi e profumi agrumati. Le Pardulas sono le protagoniste, affiancate da specialità come il gattò di mandorle e l’aranzada, a base di miele e scorze d’arancia.
Il tutto è accompagnato da un calice di Cannonau, che completa un pranzo ricco e profondamente legato al territorio.
La Pasqua in Sardegna non è solo una festa, ma un racconto di sapori autentici, dove ogni piatto custodisce una tradizione che continua a vivere nel tempo.
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