Olbia, costretta a prostituirsi a 16 anni: disposte nuove indagini.
L’inferno di una giovane aspirante chef e la svolta nelle indagini di Olbia.
Il velo di silenzio che copriva una vicenda di inaudita gravità si è squarciato tra le mura del Tribunale di Tempio, dove la cronaca si fa dolore nel racconto di una vita spezzata troppo presto. Al centro di una drammatica udienza emerge la storia di una ragazza che a soli 16 anni nutriva desideri semplici e luminosi, poiché sognava di diventare una chef e di costruire il proprio futuro tra i sapori e le ambizioni della cucina, ma che invece secondo la ricostruzione della pm è finita in un raccapricciante giro di prostituzione minorile.
Per un lungo e buio periodo della sua giovane esistenza la vittima ha perso ogni stimolo vitale, smarrendo la voglia di vivere, di respirare e persino il naturale desiderio di uscire la sera con gli amici per godere di quella libertà tipica di chi dovrebbe essere soltanto una ragazzina spensierata. I fatti, che hanno avuto come scenario Olbia e un altro centro costiero della zona, delineano un quadro di sofferenza dove la giovane sarebbe stata venduta a diversi uomini e costretta a sottomettersi a pratiche sadomasochistiche che l’hanno fatta precipitare in un inferno di violenze morali, fisiche e sessuali oltre che di vessazioni aberranti. Attualmente sotto accusa si trovano il presunto sfruttatore della giovanissima vittima e tre uomini ai quali la stessa sarebbe stata venduta, ma lo svolgimento del processo ha portato alla luce elementi nuovi e inquietanti che hanno imposto la riapertura delle indagini da parte delle autorità competenti.
Durante una deposizione è stato infatti fatto il nome di un uomo che avrebbe abusato della minore dopo essersi accordato con il principale indagato, un dettaglio cruciale e un nome che mai era emerso durante la prima fase dell’inchiesta. Le indiscrezioni parlano di un componente di una nota famiglia di imprenditori dell’Isola, una figura finora rimasta nell’ombra e che ora la Procura di Tempio cercherà di identificare con precisione per definire le sue eventuali responsabilità in questa terribile vicenda. In questo percorso verso la giustizia la presunta vittima non è sola, poiché si è costituita di parte civile ed è assistita con dedizione dalla avvocata Immacolata Natale e dall’associazione Prospettiva Donna, che continua a seguire da vicino l’evolversi di un caso che ha scosso profondamente l’intera comunità sarda.
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