In Sardegna ci sono tre parchi dedicati ai dinosauri: ecco dove
Se volete regalare ai vostri bambini un weekend diverso dal solito, sappiate che in Sardegna ci sono ben tre parchi tematici dedicati ai dinosauri: ecco dove
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Se volete regalare ai vostri bambini un weekend diverso dal solito, sappiate che in Sardegna ci sono ben tre parchi tematici dedicati ai dinosauri. Scopriamoli insieme.
Il primo si trova nel nuorese, a Bitti. Si chiama “Bittirex” e mette in mostra, in un enorme e verde parco, le riproduzioni fedeli dei dinosauri più famosi.
BittiRex è un evento culturale realizzato in collaborazione con “Dinosauri in Carne e Ossa”, il brand 100% italiano riconosciuto in tutto il mondo che associa l’intrattenimento a contenuti scientifici garantiti da paleontologi e professionisti del settore. Un appassionante viaggio nella Preistoria che accompagna il visitatore alla scoperta dei giganteschi dinosauri dominatori dell’Era Mesozoica.
Il parco in pillole:
- Intrattenimento e cultura scientifica
- 10 ricostruzioni a grandezza naturale di dinosauri
- Pannelli didattici per soddisfare ogni curiosità
- Ricostruzioni virtuali e fondali di ambientazione
- Sezione come si costruisce un dinosauro
- La Paleontologia in Sardegna: racconto delle ultime scoperte
- Visite guidate, laboratori e giornate evento a tema, per la scuola e per la famiglia
- Il parco è stato creato da un team interamente italiano con la consulenza di paleontologi professionisti in tutte le fasi di realizzazione.
Il secondo parco si trova, invece, all’interno del più noto “Sardegna in miniatura”.
La Sardegna vince la sfida contro la siccità: invasi colmi al 71% dopo le piogge record

Gennaio da record per le piogge nell'Isola: Ogliastra e Basso Sulcis raggiungono il 100% della capacità. Resta critica solo la situazione nell'Alto Cixerri.
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Il fantasma della siccità che ha perseguitato le campagne sarde nelle ultime stagioni sembra essere, almeno per ora, un ricordo lontano. Le piogge incessanti che hanno caratterizzato il mese di gennaio, e che continuano a bagnare l’Isola in queste ore, hanno ribaltato lo scenario idrico regionale, portando il sistema degli invasi a un livello di riempimento complessivo del 71,7%.
Secondo i dati aggiornati al 31 gennaio, il volume d’acqua stoccato nelle dighe sarde ha raggiunto i 1.308 milioni di metri cubi. Si tratta di una scorta fondamentale che mette in sicurezza l’irrigazione dei campi e l’approvvigionamento civile in vista della prossima estate, rassicurando un comparto agricolo messo duramente alla prova negli ultimi anni.
La distribuzione delle piogge ha premiato in modo particolare alcuni territori. I bacini di Ogliastra, Basso Sulcis e Alto Taloro hanno raggiunto la soglia massima, segnando un 100% di volume utile invasato: dighe piene e gestione a regime per queste aree. Buone notizie anche dal sistema Tirso-Flumendosa, il cuore idrico della Sardegna, che si attesta su un rassicurante 70,3%.
Tuttavia, il quadro regionale non è privo di zone d’ombra. L’unica nota stonata arriva dall’Alto Cixerri, dove la pioggia non è bastata a risollevare le sorti di un bacino in sofferenza cronica. Qui, le dighe di Punta Gennarta e Medau Zirimilis restano in condizioni critiche, con una percentuale di riempimento che non supera il 17,6%, rendendo necessari monitoraggi costanti per i prossimi mesi.
Nonostante l’isolata criticità del Cixerri, il bilancio complessivo è estremamente positivo. Con le piogge che continuano a cadere, il dato del riempimento è destinato a salire ulteriormente nella prima settimana di febbraio. Per i consorzi di bonifica e le migliaia di aziende agricole dell’Isola, il 2026 si apre sotto i migliori auspici, garantendo la programmazione delle colture senza l’incubo dei razionamenti.
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