Curava i tumori con gli ultrasuoni: perizia psichiatrica per la dottoressa di Tertenia
L’attenzione sulla vicenda era nata dopo un servizio del noto programma televisivo “Le Iene”. La dottoressa, condannata all’ergastolo in primo grado per omicidio volontario aggravato, circonvenzione di incapace e truffa, ora verrà sottoposta a perizia psichiatrica
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Alba Veronica Puddu, la dottoressa di 53 anni di Tertenia, condannata all’ergastolo in primo grado per omicidio volontario aggravato, circonvenzione di incapace e truffa, che secondo l’accusa ha curato pazienti affetti da tumori con ultrasuoni riducendone l’aspettativa di vita e accelerandone la morte, verrà sottoposta a una perizia psichiatrica.
L’attenzione sulla vicenda era nata dopo un servizio del noto programma televisivo “Le Iene”.
Lo ha deciso oggi la Corte d’Assise d’appello di Cagliari, presieduta dal giudice Massimo Costantino Poddighe. Presto verrà nominato un perito.
A sollecitare la richiesta non solo gli avvocati difensori della dottoressa ogliastrina ma anche il procuratore generale Patronaggio.
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Perché in questo periodo si accendono i fuochi in onore di Sant’Antonio?

In questi giorni in tutta la Sardegna si accendono i fuochi di Sant’Antonio. Ma perché si fanno? Ve lo spieghiamo in questo articolo
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In questi giorni, in tutta la Sardegna, si accendono grandi fuochi in onore di Sant’Antonio. Le fiamme illuminano le piazze, scaldano le notti d’inverno e riuniscono le persone. Ma ogni anno, puntuale, torna la stessa domanda: perché si fanno i fuochi per Sant’Antonio?
Oggi, in questo articolo, proviamo a dare una risposta.
Prima che la Sardegna conoscesse il calore del fuoco, i suoi abitanti vivevano nel freddo e nella miseria. Nelle grotte tremavano di notte e non potevano nemmeno cuocere il cibo. Per questo invocarono Sant’Antonio, un santo che viveva nel deserto ed era noto per la sua compassione verso i più poveri.
Sant’Antonio decise di aiutarli. Con un ramo di ferula costruì un bastone e si diresse verso un luogo misterioso al centro dell’isola, dove si diceva si aprisse l’antro dell’inferno, da cui sgorgava il fuoco eterno. I diavoli cercarono di fermarlo, ma grazie al suo maialino, che creò scompiglio tra le fiamme, il santo riuscì a entrare.
Antonio immerse la ferula nel fuoco infernale, che iniziò a bruciare dall’interno. Tornato tra gli uomini, soffiò sul bastone e ne fece scaturire scintille che si sparsero su tutta la Sardegna.
Così arrivò il fuoco tra i sardi.
Ed è per ricordare questo dono prezioso — luce, calore e vita — che ancora oggi si accendono i fuochi in onore di Sant’Antonio.
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