Lo sapevate? In Sardegna esiste il Museo del Carbone: ecco dove
Il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito ha reso fruibili gli edifici e le strutture minerarie che oggi costituiscono il Museo: ecco come e quando visitarlo
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Il sito minerario di Serbariu, attivo dal 1937 al 1964 nel Sulcis, ha caratterizzato l’economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni ’30 e ’50 una delle più importanti risorse energetiche d’Italia. Il complesso è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici. Il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito ha reso fruibili gli edifici e le strutture minerarie che oggi costituiscono il Museo del Carbone.
La visita include i locali della lampisteria, della galleria sotterranea e della sala argani.

PH Museo del carbone
Nella lampisteria ha sede l’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia. L’ampio locale accoglie una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori.
La galleria sotterranea mostra l’evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni ’30 fino alla cessazione dell’attività, in ambienti fedelmente riallestiti con attrezzi dell’epoca e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive.
La sala argani, infine, conserva al suo interno il macchinario con cui si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone.
Naufragio del “Luigino”: la nave spagnola Artabro in Ogliastra per la ricerca dei corpi di Antonio Morlè ed Enrico Piras

Il mezzo speciale dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima opererà con tecnologie sofisticate nel tratto di mare davanti a Santa Maria Navarrese.
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Le ricerche di Antonio Morlè ed Enrico Piras segnano oggi un punto di svolta. A oltre un mese dal tragico affondamento del peschereccio “Luigino”, colato a picco lo scorso 11 febbraio, entra in azione la nave Artabro. L’unità spagnola, dotata di strumentazioni d’avanguardia per l’esplorazione dei fondali, è attesa nel primo pomeriggio di oggi al largo delle coste di Santa Maria Navarrese per tentare il recupero dei corpi dei due uomini.
L’operazione, attivata su input dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa), vede un coordinamento internazionale e locale di alto livello. A bordo dell’Artabro opererà il personale specializzato del quarto Nucleo Sub della Guardia Costiera di Cagliari, che metterà a disposizione la propria esperienza tecnica per le delicate fasi di ricerca subacquea in profondità.
Sul campo, il supporto logistico e di sicurezza sarà garantito dalla motovedetta CP811 della Guardia Costiera. A dirigere e coordinare l’intera missione sarà il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, Mattia Caniglia. L’obiettivo primario resta quello di restituire le salme alle famiglie, dopo settimane di attesa e monitoraggio costante dello specchio di mare interessato dal sinistro.
Per consentire lo svolgimento delle attività in totale sicurezza e senza interferenze, l’autorità marittima ha disposto misure rigorose: l’intera area delle ricerche sarà interdetta alla navigazione, al transito e a qualsiasi attività di pesca fino a nuova comunicazione. Il dispiegamento di mezzi così sofisticati rappresenta l’ultimo, decisivo sforzo per chiudere una ferita che ha profondamente colpito la comunità dell’Ogliastra.
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