Credenze popolari sarde. Perché si dice porti male rovesciare olio e sale?
In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
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In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
Ci sono molte credenze popolari che si tramandano da generazioni in cucina, ma le più famose e conosciute sono quelle relative all’utilizzo di sale e olio.
Il sale, da sempre considerato un bene pregiato, era utilizzato già dagli antichi Romani come strumento di commercio e di pagamento ( da qui il termine “salario”). Rovesciare accidentalmente sale sulla tavola è considerato quindi un presagio di sfortuna e in particolare un segno che denota una futura perdita di denaro.
Inoltre, è molto diffusa la credenza che il sale “non debba passare di mano in mano”, perché in un passaggio della Bibbia si dice che Giuda avesse sparso del sale poco prima di tradire Gesù nell’ultima cena.
Simile è il caso dell’olio. L’olio, tanto apprezzato da essere conosciuto come “oro liquido”, è sempre stato considerato un alimento prezioso e ricco sin da tempi antichi. Involontariamente sciupare dell’olio, versandolo sulla tavola o a terra, è ritenuto un simbolo di spreco e di una sorta di maledizione: un annuncio di sventura e povertà.
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In un comune della Barbagia il No ha superato il 90% e l’affluenza ha superato il 70%: ecco dove

In Barbagia, un caso da record!
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Nel piccolo centro barbaricino di Lodine, il referendum sulla giustizia conferma ancora una volta una forte partecipazione al voto e un orientamento chiaro. Su 260 elettori, si sono recati alle urne in 70,38%, un dato nettamente superiore alla media nazionale.
Ancora più marcato il risultato: il No prevale in modo schiacciante con il 91,26% dei consensi (157 voti), mentre il Sì si ferma all’8,74% (16 voti), evidenziando una posizione quasi compatta della comunità.
Un dato che non sorprende. A Lodine, infatti, la partecipazione elettorale è da sempre elevata, con affluenze spesso oltre l’80% nelle elezioni comunali e valori comunque alti anche nelle consultazioni nazionali.
In un contesto segnato dall’astensionismo crescente, il paese si distingue come una realtà in cui il voto continua a rappresentare un momento fondamentale della vita collettiva.
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