Credenze popolari sarde. Perché si dice porti male rovesciare olio e sale?
In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
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In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
Ci sono molte credenze popolari che si tramandano da generazioni in cucina, ma le più famose e conosciute sono quelle relative all’utilizzo di sale e olio.
Il sale, da sempre considerato un bene pregiato, era utilizzato già dagli antichi Romani come strumento di commercio e di pagamento ( da qui il termine “salario”). Rovesciare accidentalmente sale sulla tavola è considerato quindi un presagio di sfortuna e in particolare un segno che denota una futura perdita di denaro.
Inoltre, è molto diffusa la credenza che il sale “non debba passare di mano in mano”, perché in un passaggio della Bibbia si dice che Giuda avesse sparso del sale poco prima di tradire Gesù nell’ultima cena.
Simile è il caso dell’olio. L’olio, tanto apprezzato da essere conosciuto come “oro liquido”, è sempre stato considerato un alimento prezioso e ricco sin da tempi antichi. Involontariamente sciupare dell’olio, versandolo sulla tavola o a terra, è ritenuto un simbolo di spreco e di una sorta di maledizione: un annuncio di sventura e povertà.
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Alghero in lacrime per Tore Lai, simbolo indiscusso della tradizione del corallo

Con la sua scomparsa, Alghero perde una figura profondamente legata al mare e a una delle sue tradizioni più antiche. La pesca del corallo, che per secoli ha caratterizzato la storia e l’economia della città, ha trovato in Lai un interprete autentico e appassionato.
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Nella parrocchia di San Giuseppe, nel quartiere della Pietraia, si sono svolti i funerali di Tore Lai, storico corallaro algherese e tra i più esperti sommozzatori della Riviera.
Con la sua scomparsa, Alghero perde una figura profondamente legata al mare e a una delle sue tradizioni più antiche. La pesca del corallo, che per secoli ha caratterizzato la storia e l’economia della città, ha trovato in Lai un interprete autentico e appassionato.
Negli anni Sessanta e Settanta, periodo segnato da grandi rischi e sacrifici, esercitò il mestiere con coraggio, affrontando il mare in condizioni spesso difficili. Nel tempo contribuì anche a raccontare e tramandare questa attività, diventando un punto di riferimento per la memoria storica del mondo dei corallari.
Con lui scompare non solo un professionista del mare, ma anche un simbolo dell’identità marinara di Alghero.
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