Credenze popolari sarde. Perché si dice porti male rovesciare olio e sale?
In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
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In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
Ci sono molte credenze popolari che si tramandano da generazioni in cucina, ma le più famose e conosciute sono quelle relative all’utilizzo di sale e olio.
Il sale, da sempre considerato un bene pregiato, era utilizzato già dagli antichi Romani come strumento di commercio e di pagamento ( da qui il termine “salario”). Rovesciare accidentalmente sale sulla tavola è considerato quindi un presagio di sfortuna e in particolare un segno che denota una futura perdita di denaro.
Inoltre, è molto diffusa la credenza che il sale “non debba passare di mano in mano”, perché in un passaggio della Bibbia si dice che Giuda avesse sparso del sale poco prima di tradire Gesù nell’ultima cena.
Simile è il caso dell’olio. L’olio, tanto apprezzato da essere conosciuto come “oro liquido”, è sempre stato considerato un alimento prezioso e ricco sin da tempi antichi. Involontariamente sciupare dell’olio, versandolo sulla tavola o a terra, è ritenuto un simbolo di spreco e di una sorta di maledizione: un annuncio di sventura e povertà.
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L’Ogliastra riparte dopo l’incubo Harry: scuole aperte e servizi regolari da domani

Tortolì, Jerzu, Lanusei e Baunei tornano alla normalità. A Jerzu caduti 332 mm di pioggia: «Le opere di prevenzione hanno salvato il paese».
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Dopo tre giorni di assedio sotto i colpi del ciclone Harry, l’Ogliastra tira un sospiro di sollievo. Con il declassamento dell’allerta meteo e il progressivo miglioramento delle condizioni climatiche, i principali centri del territorio hanno annunciato il rientro alla normalità per la giornata di domani, giovedì 22 gennaio.
Jerzu – Il dato più impressionante arriva da Jerzu, dove in soli quattro giorni sono caduti ben 332 mm di pioggia. Una quantità d’acqua che in passato avrebbe messo in ginocchio il centro abitato. L’Amministrazione ha però sottolineato come gli interventi strutturali e di mitigazione del rischio idraulico realizzati negli ultimi anni abbiano retto perfettamente, evitando allagamenti storici e accumuli di detriti nel centro urbano.
Le squadre di operai, Barracelli e volontari hanno lavorato senza sosta per: liberare le strade rurali da alberi e frane, monitorare il reticolo idraulico H24 attraverso il COC (Centro Operativo Comunale), pulire preventivamente canali e griglie di scolo.
Anche a Baunei e Tortolì la fase critica è ufficialmente conclusa. Da domani riapriranno scuole di ogni ordine e grado (previa verifica dei plessi già effettuata a Baunei), cimiteri, impianti sportivi e biblioteche, uffici comunali e servizi al cittadino.
A Lanusei, l’amministrazione conferma il miglioramento ma rinnova l’invito alla massima prudenza negli spostamenti, specialmente nelle zone extraurbane e rurali, dove il terreno potrebbe essere ancora instabile a causa della saturazione idrica.
Tutti i Sindaci del territorio hanno espresso profonda gratitudine verso la “macchina della sicurezza”. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Prefettura di Nuoro, alla Protezione Civile Regionale, alla Polizia Locale, alle Compagnie Barracellari e alle Forze dell’Ordine (Carabinieri e Forestale) che hanno garantito il presidio costante del territorio.
Sebbene il peggio sia passato, la sfida si sposta ora sul piano economico. Molti comuni hanno già avviato la ricognizione dei danni per richiedere i fondi necessari al ripristino delle infrastrutture colpite, in particolare le strade rurali e le aree interessate da piccoli smottamenti.
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