Credenze popolari sarde. Perché si dice porti male rovesciare olio e sale?
In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
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In Sardegna ( ma non solo) per tanto tempo si è creduto che rovesciare olio e sale portasse sfortuna. Oggi vi spieghiamo quali sono le ragioni – molto antiche – alla base di questa credenza popolare.
Ci sono molte credenze popolari che si tramandano da generazioni in cucina, ma le più famose e conosciute sono quelle relative all’utilizzo di sale e olio.
Il sale, da sempre considerato un bene pregiato, era utilizzato già dagli antichi Romani come strumento di commercio e di pagamento ( da qui il termine “salario”). Rovesciare accidentalmente sale sulla tavola è considerato quindi un presagio di sfortuna e in particolare un segno che denota una futura perdita di denaro.
Inoltre, è molto diffusa la credenza che il sale “non debba passare di mano in mano”, perché in un passaggio della Bibbia si dice che Giuda avesse sparso del sale poco prima di tradire Gesù nell’ultima cena.
Simile è il caso dell’olio. L’olio, tanto apprezzato da essere conosciuto come “oro liquido”, è sempre stato considerato un alimento prezioso e ricco sin da tempi antichi. Involontariamente sciupare dell’olio, versandolo sulla tavola o a terra, è ritenuto un simbolo di spreco e di una sorta di maledizione: un annuncio di sventura e povertà.
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Dalla talassemia al diabete: quali sono le patologie più diffuse in Sardegna? Un quadro tra genetica, ambiente e stili di vita

La Sardegna rappresenta un caso unico nel panorama sanitario italiano ed europeo. Vediamo insieme quali sono le malattie più diffuse nell'Isola e perché
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La Sardegna rappresenta un caso unico nel panorama sanitario italiano ed europeo. L’Isola, per caratteristiche genetiche della popolazione, isolamento geografico e stili di vita, presenta una diffusione particolare di alcune patologie, spesso più elevata rispetto alla media nazionale. Questo ha attirato negli anni l’interesse di ricercatori e istituti scientifici di tutto il mondo.
Tra le malattie più studiate c’è il diabete di tipo 1. In Sardegna l’incidenza è tra le più alte al mondo, seconda solo ad alcune regioni della Finlandia. Questa patologia autoimmune, che colpisce soprattutto bambini e giovani, è legata a una predisposizione genetica molto diffusa nella popolazione sarda, combinata a fattori ambientali ancora oggetto di ricerca.
Un’altra patologia particolarmente presente è la sclerosi multipla. Anche in questo caso l’Isola registra un numero di casi superiore alla media nazionale. Si tratta di una malattia neurologica cronica che colpisce il sistema nervoso centrale e che in Sardegna ha una frequenza tra le più elevate in Europa. La combinazione tra patrimonio genetico e fattori ambientali sembra giocare un ruolo determinante.
Molto rilevanti sono anche le malattie tiroidee, come la tiroidite di Hashimoto e l’ipotiroidismo. La carenza di iodio, storicamente diffusa in diverse aree dell’Isola, ha contribuito a rendere queste patologie più comuni rispetto ad altre regioni italiane, anche se l’uso del sale iodato ha ridotto il problema negli ultimi anni.
Sul fronte delle malattie cardiovascolari, la Sardegna presenta un quadro articolato. Se da un lato alcune zone interne, come l’Ogliastra e la Barbagia, sono famose per la longevità e per una bassa incidenza di infarti, dall’altro nelle aree urbane e costiere stanno aumentando ipertensione, diabete di tipo 2 e patologie legate alla sedentarietà e a una dieta più occidentale.
Non mancano poi le malattie respiratorie e allergiche, in crescita soprattutto nei centri abitati più grandi, anche a causa dell’inquinamento, del fumo e di fattori ambientali. Anche alcune forme di tumore, come quelli dell’apparato digerente e del polmone, seguono andamenti simili al resto d’Italia, con una maggiore incidenza nelle zone più urbanizzate.
La Sardegna è inoltre nota per l’elevata presenza di alcune malattie autoimmuni e genetiche rare, come la talassemia, storicamente diffusa in tutto il Mediterraneo e ancora oggi oggetto di programmi di screening e prevenzione.
Questo quadro rende evidente quanto sia importante una sanità territoriale forte, capace di prevenire, diagnosticare precocemente e seguire i pazienti in modo continuo.
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