Cardedu, purtroppo ancora nessuna notizia di Stefano Muceli, scomparso martedì
Il 58enne è stato visto per l’ultima volta nella zona di Perda Niedda: in azione da mercoledì soccorritori, carabinieri e tantissimi volontari
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Da martedì sera è scomparsa ogni traccia di Stefano Muceli, un 58enne allevatore di Cardedu.
Nonostante l’impiego di un elicottero e l’impegno delle squadre del Soccorso alpino e speleologico, del Soccorso alpino della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, insieme ai Carabinieri della compagnia di Jerzu e a numerosi volontari, le ricerche sono state sinora infruttuose.
L’area delle ricerche è concentrata nei pressi dell’ovile di proprietà del mancato, situato nella zona impervia della località Perda Niedda nel Comune di Cardedu, caratterizzata dalla presenza di fitta vegetazione e boschi, che rende ancora più difficili le ricerche dell’uomo.
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Cala Goloritzé e Mafia Cinese: rimosso il post dopo la diffida del Comune

Il responsabile del blog "Parliamo di Mafia" risponde al Sindaco di Baunei: «Intento solo illustrativo, nessuna volontà di ledere l'immagine dell'Ogliastra».
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Si chiude con la rimozione dell’immagine e un chiarimento ufficiale lo scontro tra il Comune di Baunei e il portale divulgativo “Parliamo di Mafia”. Al centro della contesa, l’utilizzo della celebre foto di Cala Goloritzé, monumento naturale della Sardegna, come sfondo per un post dedicato alle infiltrazioni della criminalità organizzata cinese nell’Isola.

Il caso era scoppiato nelle scorse ore, quando il primo cittadino di Baunei, Stefano Monni, aveva inviato una dura lettera di diffida a Tommaso Ricciardelli, responsabile del blog. La copertina di un post su Instagram, infatti, accostava la bellezza incontaminata della perla ogliastrina a un testo che parlava di riciclaggio, frodi fiscali, società fantasma e prostituzione legati alla malavita orientale.
«Sino ad oggi abbiamo assistito a “furti” di immagine del nostro territorio — aveva dichiarato il sindaco Monni — ma questa volta abbiamo dovuto esprimere sdegno per un’associazione inaccettabile. Abbiamo intimato la rimozione della foto e chiesto scuse formali alla comunità».
Il responsabile di “Parliamo di Mafia” ha risposto prontamente alla sollecitazione del Comune, provvedendo a rimuovere il post e spiegando le ragioni della scelta iconografica. Secondo il blogger, l’uso di Cala Goloritzé aveva un intento esclusivamente illustrativo e non intendeva in alcun modo collegare il Comune di Baunei a fatti criminali.
Nella nota di risposta, Ricciardelli ha sottolineato come l’utilizzo di immagini simbolo sia una prassi comune nella comunicazione: «Accade quando si parla di mafia a Roma usando il Colosseo o di inchieste a Milano usando il Duomo». Una giustificazione che punta a scindere il valore del contenuto giornalistico dal simbolo territoriale utilizzato come “cornice”.
Il Comune di Baunei, pur ribadendo che la lotta alla mafia resta un valore fondamentale e irrinunciabile per l’amministrazione, ha accolto la rimozione dell’immagine per evitare ulteriori equivoci. La vicenda rimarca però la linea dura del paese ogliastrino: massima sorveglianza contro ogni utilizzo improprio dell’immagine di Goloritzé, specialmente quando rischia di macchiare l’onore e la reputazione di una delle località più amate al mondo.
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