In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte(e su 3500 totali) scoperte nell’isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte(e su 3500 totali) scoperte nell’isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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Tortolì, incontro di Apiaresos sulla Vespa velutina: “Serve agire subito per proteggere le api e la Sardegna”

I tecnici hanno spiegato come riconoscerla, mostrato esemplari reali e descritto i principali metodi di monitoraggio e contrasto. È stato ribadito che i cittadini possono contribuire con segnalazioni corrette, senza intervenire da soli. Apiaresos e gli apicoltori chiedono alla Regione di attuare subito le misure previste nella mozione 85.
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Sala gremita questa mattina nella Biblioteca Comunale di Tortolì per l’incontro divulgativo organizzato dall’associazione Apiaresos sulla minaccia rappresentata dalla Vespa velutina, specie aliena invasiva che ha fatto registrare in Sardegna il suo primo caso confermato a Ilbono nel 2025.
I tecnici di Apiaresos, Giuseppe Caddeo, Giovannino Schirra e Jessica Fadda, hanno guidato un incontro molto partecipato, offrendo spiegazioni chiare e alla portata di tutti, dagli apicoltori ai cittadini non esperti. Durante la mattinata hanno mostrato ai presenti esemplari reali di Vespa velutina, descrivendone nel dettaglio le caratteristiche principali (zampe gialle, addome scuro con una banda arancione, volo stazionario, dimensioni tra 2,5 e 3,5 cm) e illustrando come riconoscerla rispetto alle specie autoctone.
Hanno raccontato nel dettaglio i metodi con cui è possibile individuarla, catturarla e utilizzarla per risalire ai nidi e neutralizzarli.
I tecnici hanno anche illustrato le caratteristiche biologiche e la dieta della Vespa velutina, chiarendo in quali periodi dell’anno l’insetto è più attivo e individuabile, e ribadito che la lotta alla specie comincia dal monitoraggio, sia attivo sia passivo, al quale tutti possono contribuire con osservazioni e segnalazioni corrette. Hanno però sottolineato l’importanza di non intervenire mai autonomamente davanti a una presunta velutina, ma di confrontarsi sempre con gli esperti per valutare il da farsi, evitando rischi e azioni controproducenti.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato il primo focolaio sardo, individuato e neutralizzato a Ilbono il 4 agosto grazie all’intervento coordinato del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, esperti toscani, Laore e associazioni apistiche come Apiaresos, un esempio di quanto siano fondamentali collaborazione e tempestività.
La Regione Sardegna, nei mesi successivi, ha annunciato l’attivazione di un piano di monitoraggio e prevenzione, sottolineando la necessità di evitare allarmismi ma mantenere alta l’attenzione. Apiaresos e gli apicoltori ogliastrini hanno però ribadito oggi la necessità di attuare quanto prima le azioni previste nella mozione 85 presentata dall’onorevole Salvatore Cau, che definisce un piano organico per la gestione dell’insetto: un piano regionale strutturato, la nomina di un referente tecnico, risorse economiche dedicate, una rete di monitoraggio con Laore, Forestas, Barracelli e Università, un protocollo di trappolaggio selettivo, squadre operative specializzate, formazione certificata per apicoltori e tecnici, campagne informative diffuse e collaborazione con le regioni italiane maggiormente colpite come Liguria e Toscana.
Ogni mese senza un monitoraggio capillare – è stato ricordato – è un mese regalato alla possibile diffusione della specie in Sardegna. Dopo una mattinata ricca di informazioni tecniche ma accessibili, il messaggio è chiaro: la Vespa velutina è una minaccia reale, ma la Sardegna è ancora in tempo per difendersi. Ora la parola passa all’Assessorato regionale all’Ambiente, chiamato a trasformare in azioni concrete ciò che esperti, apicoltori e cittadini hanno ribadito con forza: la Vespa velutina si combatte solo insieme.

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