In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte(e su 3500 totali) scoperte nell’isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte(e su 3500 totali) scoperte nell’isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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Giovani, cuffie e vinili: la forza della musica nel 1986 a Tortolì

Riconoscete i quattro ragazzi nella foto?
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Il compleanno di Radio Studio 101 è l’occasione perfetta per tornare con la memoria al 1986, anno in cui fu scattata questa fotografia, simbolo di un’epoca fatta di entusiasmo e pura passione.
Nello scatto compaiono, da sinistra, Luciano Lai, Stefano Piras, Gianni Bisi e Massimo R. Mulas, quattro dei tanti ragazzini che si alternavano dietro al mixer semplicemente per divertimento e per amore della musica, senza cachet né ambizioni di carriera ma con il desiderio autentico di condividere canzoni, emozioni e risate attraverso un microfono acceso; erano gli anni delle cassette, dei vinili, dei tasti fisici premuti con attenzione e delle dirette vissute con il cuore che batteva forte, un tempo in cui bastava una stanza e tanta voglia di fare per creare comunità e amicizie destinate a durare nel tempo.
Ringraziamo Massimo R. Mulas per la gentile condivisione.
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