In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte(e su 3500 totali) scoperte nell’isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte(e su 3500 totali) scoperte nell’isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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Orgosolo, crivellata di colpi l’auto della direttrice del coro femminile di Nuoro

Un episodio grave e inquietante ha scosso la comunità di Orgosolo nella serata di ieri, quando l’auto di Maria Bonaria Monne, fondatrice e direttrice del Coro Femminile Priamo Gallisay di Nuoro dal 2008, è stata crivellata di colpi di fucile.
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Orgosolo, crivellata di colpi l’auto della direttrice del coro femminile di Nuoro.
Un episodio grave e inquietante ha scosso la comunità di Orgosolo nella serata di ieri, quando l’auto di Maria Bonaria Monne, fondatrice e direttrice del Coro Femminile Priamo Gallisay di Nuoro dal 2008, è stata crivellata di colpi di fucile.
L’atto si è verificato dopo le 21.30 e ha colpito una figura molto conosciuta non solo nel capoluogo barbaricino ma anche nel mondo della coralità, dove la direttrice ha costruito nel tempo un percorso artistico e culturale riconosciuto e apprezzato. La scoperta del danneggiamento è stata una brutta sorpresa per Maria Bonaria Monne, fondatrice dell’ensemble Priamo Gallisay, che si trovava a Orgosolo per motivi legati alla sua attività musicale e culturale quando è avvenuto il fatto.
L’auto era parcheggiata nei pressi dell’ex municipio, in via Repubblica, edificio concesso dall’amministrazione alle associazioni locali e punto di riferimento per diverse attività culturali e sociali del paese. Proprio in quel momento Maria Bonaria Monne stava tenendo una lezione presso un’associazione del paese, ignara di quanto stava accadendo all’esterno. Quando il danneggiamento è stato scoperto, è apparso subito chiaro che il veicolo era stato colpito da diversi colpi di fucile, un gesto che ha immediatamente suscitato preoccupazione e sconcerto. L’episodio assume un peso particolare anche per il profilo della persona coinvolta, da anni impegnata nella valorizzazione del canto corale femminile e nella diffusione della tradizione musicale della Sardegna. Dal 2008 Maria Bonaria Monne guida infatti il Coro Femminile Priamo Gallisay di Nuoro, formazione che nel tempo si è affermata nel panorama culturale regionale e oltre, contribuendo a mantenere viva una parte importante del patrimonio musicale dell’isola. L’accaduto ha inevitabilmente scosso l’ambiente culturale legato alla coralità, dove la direttrice è una figura notissima e stimata.
L’auto crivellata di colpi nei pressi di un edificio pubblico utilizzato dalle associazioni locali ha trasformato una normale serata di attività culturali in un fatto grave che ora richiede chiarimenti. L’episodio avvenuto a Orgosolo apre interrogativi su quanto accaduto e sulle motivazioni di un gesto che ha preso di mira il veicolo della direttrice proprio mentre lei era impegnata in una lezione all’interno di una struttura associativa del paese. Un atto che rompe la tranquillità della serata e che colpisce una protagonista del mondo culturale nuorese, lasciando dietro di sé sgomento e numerosi interrogativi.
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