• Home
  • Cronaca
  • Attualità
  • Politica
  • Sport
  • Cultura ed eventi
  • Contatti
  • Gerenza
  • Promozione Sardegna
  • Noas de Vistanet
  • Testate
    • Sardegna
    • Cagliari
    • Ogliastra
    • Roma
    • Milano
    • Bologna
    • Napoli
    • Firenze
La storia di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar | Ogliastra - Vistanet
La storia di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar | Ogliastra - VistanetLa storia di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar | Ogliastra - Vistanet
   
  • Home
  • Cronaca
  • Attualità
  • Politica
  • Sport
  • Cultura ed eventi
  • Contatti
  • Gerenza
  • Promozione Sardegna
  • Noas de Vistanet
  • Testate
    • Sardegna
    • Cagliari
    • Ogliastra
    • Roma
    • Milano
    • Bologna
    • Napoli
    • Firenze
News
  • Cinghiale in umido alla sarda: la ricetta che racchiude i profumi dell’Isola 25 Marzo 2026
  • Il ritorno dei “pisurci”: in Sardegna è l’ora dei piselli freschi, la primizia dolce di primavera 25 Marzo 2026
  • «Tuo figlio non è vaccinato»: nel Nuorese nuovo messaggio trappola che svuota il credito telefonico 25 Marzo 2026
  • Lotzorai, immagini e parole per raccontare la Sardegna: presentazione de “Il Paese del Vento” 25 Marzo 2026
  • Villagrande celebra “Su Incontru”: tradizione e comunità in festa il 5 aprile 25 Marzo 2026
  • home
  • Ogliastra
  • “Pole pole hakuna matata”. La vita “senza fretta” di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar
“Pole pole hakuna matata”. La vita “senza fretta” di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar

“Pole pole hakuna matata”. La vita “senza fretta” di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar

“Pole pole hakuna matata”. La vita “senza fretta” di Alessia Congiu, da Nuoro a Zanzibar

Quali sono gli ingredienti per una vita felice? Ce lo racconta Alessia Congiu, una globe-trotter nuorese di 28 anni: sole, mare, sabbia, calma, libertà, Zanzibar!

Per restare aggiornato entra nel nostro
canale WhatsApp
Condividi
1 Dicembre 2022 11:23 Giulia Cocco

Questa è la storia di una ragazza viaggiatrice, che dall’Atene Sarda, Nuoro, ha spiccato il volo ed è cresciuta libera nel mondo. Oggi si trova a Zanzibar e qui ha creato il suo nido, fra la sabbia, il mare e un’atmosfera calma e rilassata tipica del posto. Alessia Congiu, 28enne, ha infranto la comfort zone in modo romantico, e con questa intervista scopriremo come e perché.

Conosciamola meglio.

Alessia, da quanti anni vivi a Zanzibar, qual è il tuo background?

Vivo a Zanzibar da quasi 4 anni! Prima di trasferirmi su questa magica isola lavoravo per un Tour Operator Italiano che mi ha dato la possibilità di viaggiare per tutto il mondo. Proprio quando avevo deciso di fermarmi per avere una vita un po’ meno caotica e più stabile, mi è stata proposta un’ultima destinazione: Zanzibar. Sono arrivata nel 2018 e da allora non l’ho più lasciata.

Raccontaci di Bento, come è nato? Di cosa si tratta? Un aneddoto interessante accaduto?

Quando è scoppiato il COVID nel 2020, mi trovavo a Zanzibar per la mia seconda stagione e lavoravo in un meraviglioso Hotel a Paje nella costa sud-est. L’isola non ha mai chiuso al turismo, perciò gli anni del COVID sono stati gli anni del suo boom –  prima principalmente visitata da italiani, ha cominciato ad essere conosciuta in tutto il mondo. Una delle cose più difficili a cui abituarsi quando si vive in Africa (ancor più su un’isola dell’Africa!) è sicuramente lo stile di vita locale, il moto di Zanzibar è “pole pole, hakuna matata” che come saprete dal Re Leone in Swahili significa “piano piano, nessun problema!”, la risposta che viene data a qualsiasi piccolo inconveniente che insorge, specialmente quando si tratta della ristorazione: ore e ore di attesa per un semplicissimo piatto (perché ricordiamoci che chi va piano arriva sano e va lontano, ma non quando si è affamati).

Insieme al mio fidanzato e degli amici stretti abbiamo quindi deciso di dar vita a Bento, il primo Food Court in Tanzania, fatto esclusivamente di container. La cosa che contraddistingue Bento da qualsiasi altro ristorante sull’isola oltre al design? I 5 minuti di attesa per poter mangiare! La felicità di qualsiasi expat e turista e una nuova esperienza per i locali.

Piedi nudi, sole e sabbia 365 giorni l’anno. Tu, non solo vivi lontana da casa, ma in una dimensione totalmente differente, per tanti un sogno. C’è qualcosa che ti manca di casa?

Le spiagge di sabbia bianchissima, il mare cristallino, le palme, il kitesurf e l’accoglienza delle persone del posto sono sicuramente uno dei motivi per cui mi sono innamorata di quest’isola. Come in ogni posto però, c’è sempre il rovescio della medaglia. Zanzibar è molto isolata rispetto alla “terraferma”, nonostante sia un’isola esclusiva e molto turistica si tratta pur sempre di un paese in via di sviluppo. La corrente si ricarica con delle schedine telefoniche, l’acqua viene trasportata da grandi camion, a volte abbiamo dei tagli di corrente che durano quasi giornate intere e la connessione internet è, anche lei, molto “pole pole”. Non abbiamo grandi centri commerciali, supermercati o i comfort che a casa diamo sempre per scontati; vivendo qui ci si distacca dal consumismo, si imparano dei valori importanti come quello della pazienza e del saper apprezzare le piccole cose. Molte volte tutte queste mancanze stancano e mi fanno sentire nostalgica e diversa. Torno a casa solo una volta all’anno per un paio di settimane e ogni volta è una sensazione stranissima! Dover indossare le scarpe, vedere i grandi palazzi, affrontare il freddo o semplicemente ri-abituarmi alla vita frenetica in cui tutto è  fatto di corsa mi fa capire quanto sia fortunata a poter vivere lontana dalla routine e dalle “gabbie di cemento”, come le chiamano qua.

Hai un sogno nel cassetto?

Ora come ora l’unica cosa che posso dire è che il mio sogno nel cassetto lo vivo da 4 anni e non cambierei una singola cosa. Zanzibar è un’isola magica, circondata dal profumo delle spezie, un’isola ferma nel tempo in cui poter vivere la vita senza ansia e senza stress, in cui riempire gli occhi di colori mai visti e sentirsi a casa in un posto che casa non è. È un’esperienza che tutti nella vita dovrebbero provare almeno una volta.

 

 

segnala una notizia alla redazione di vistanet.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinghiale in umido alla sarda: la ricetta che racchiude i profumi dell’Isola



Tra bacche di ginepro, pomodoro secco, vino rosso e il segreto del "taglio" perfetto: come trasformare il cuore selvaggio di Sardegna in un trionfo di sapori.

Per restare aggiornato entra nel nostro
canale WhatsApp
Condividi
25 Marzo 2026 19:59 Maria Luisa Porcella Ciusa

Se c’è un piatto che incarna lo spirito più profondo e ancestrale dell’entroterra sardo, quello è senza dubbio il cinghiale in umido. Una prelibatezza che non è solo cibo, ma il racconto di una terra fatta di caccia, macchia mediterranea e convivialità. Oggi vi proponiamo la ricetta di un nostro lettore, Tore Orrù, che custodisce i segreti per trasformare questa carne tenace in un boccone tenero e succulento.

Il primo segreto di Tore risiede nella preparazione della materia prima. La carne di cinghiale va disossata e tagliata a pezzetti, ma con un’accortezza fondamentale che ogni vero intenditore sardo conosce: bisogna lasciare intatti i pezzi che uniscono cotenna, lardo e polpa. È proprio questa combinazione a rappresentare la parte più gustosa e verace del piatto, quella che regala consistenza e sapore al sugo.

cinghiale in umido

Foto e ricetta di Tore Orrù

La cottura avviene in una pentola a pressione (meglio se capiente, da almeno 8 litri) per domare la fibra della carne selvatica. Si parte da una rosolatura lenta in olio extravergine d’oliva con il classico trito di carota, sedano e cipolla.

Ma è negli aromi che si sprigiona l’anima della Sardegna: a metà rosolatura si aggiunge un bicchiere di vino rosso corposo e, soprattutto, una manciata di almeno dieci bacche di ginepro. Non possono mancare i pomodori secchi, l’ingrediente “magico” che dona sapidità e quella nota umami tipica delle dispense isolane.

cinghiale in umido

Foto e ricetta di Tore Orrù

Verso la fine della rosolatura, il gusto viene sigillato con un altro bicchiere di vino rosso, mezzo di aceto, un bicchiere d’acqua calda e una manciata di capperi. Una volta chiusa la pentola, si attende il classico fischio per poi abbassare la fiamma: 40 minuti di cottura lenta e controllata sono il tempo necessario per rendere la carne burrosa.

La pazienza è l’ultimo ingrediente. Una volta spento il gas, Tore suggerisce di aspettare circa 10 minuti affinché la pressione evapori naturalmente. Solo allora si solleva la valvola di sicurezza per l’uscita completa del vapore. Il risultato? Un intingolo denso e profumato, pronto per essere servito a tavola, magari accompagnato da un buon bicchiere di Cannonau e del pane carasau o civraxiu per non lasciare nel piatto nemmeno una goccia di questo capolavoro di Sardegna.

segnala una notizia alla redazione di vistanet.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
 
PREVIOUS

Incidente di caccia in Sardegna: grave un cacciatore dopo una fucilata

NEXT

Quando l’amore abbatte le barriere della diversità: lo speciale "sì, lo voglio" tra Daniela Boi e il suo Mariano

Anni Sessanta, gli alunni della scuola elementare dell’Istituto Demurtas di Jerzu

23 Marzo 2026 17:00 La Redazione Come eravamo

Un tuffo nell’Ogliastra di ieri con la rubrica “Come eravamo”. Siamo negli anni Sessanta: alunni della scuola elementare ritratti nel cortile dell’Istituto Amerigo Demurtas di Jerzu, in uno scatto che…

Villa Favorita PH Sardegna Abbandonata

“La Favorita”, sapete dove si trova questa antica villa, oggi abbandonata, in Sardegna?

14 Marzo 2026 11:30 La Redazione Ogliastra
Una classe a Jerzu negli anni Sessanta

Come eravamo. Jerzu, il sorriso degli anni Sessanta: quel frammento di infanzia custodito tra i banchi dell’Amerigo Demurtas

12 Marzo 2026 10:37 Federico Fonnesu Home
Cala Goloritzé 1994

Cala Goloritzé, 1994: l’abbraccio di due giovani sposi in un’Ogliastra da sogno

4 Febbraio 2026 16:47 Maria Luisa Porcella Ciusa Home

Esistono immagini capaci di catturare non solo un momento, ma l’anima stessa di un territorio che cambia. È il caso del dolcissimo scatto inviato da Michele Budroni, un frammento di…

Anni Sessanta, gli alunni della scuola elementare dell’Istituto Demurtas di Jerzu

23 Marzo 2026 17:00 La Redazione Come eravamo

Un tuffo nell’Ogliastra di ieri con la rubrica “Come eravamo”. Siamo negli anni Sessanta: alunni della scuola elementare ritratti nel cortile dell’Istituto Amerigo Demurtas di Jerzu, in uno scatto che…

Villa Favorita PH Sardegna Abbandonata

“La Favorita”, sapete dove si trova questa antica villa, oggi abbandonata, in Sardegna?

14 Marzo 2026 11:30 La Redazione Ogliastra
Una classe a Jerzu negli anni Sessanta

Come eravamo. Jerzu, il sorriso degli anni Sessanta: quel frammento di infanzia custodito tra i banchi dell’Amerigo Demurtas

12 Marzo 2026 10:37 Federico Fonnesu Home

Lo sapevate? In Sardegna ci sono 32 vulcani (ma nessuno è attivo)

11 Marzo 2026 20:21 La Redazione Ogliastra
Cala Goloritzé 1994

Cala Goloritzé, 1994: l’abbraccio di due giovani sposi in un’Ogliastra da sogno

4 Febbraio 2026 16:47 Maria Luisa Porcella Ciusa Home

Esistono immagini capaci di catturare non solo un momento, ma l’anima stessa di un territorio che cambia. È il caso del dolcissimo scatto inviato da Michele Budroni, un frammento di…

  • Home
  • Cronaca – Ogliastra
  • Attualità – Ogliastra
  • Politica – Ogliastra
  • Sport – Ogliastra
  • Cultura ed eventi – Ogliastra
  • Contatti
  • Gerenza
  • Cagliari
  • Ogliastra
  • Sardegna
  • Informazione in sardo
  • Informativa sulla Privacy
  • whatsapp
© Copyright vistanet.it - Quotidiano di informazione online. Sul nostro giornale le notizie e gli approfondimenti dall'Ogliastra e della Sardegna: cronaca, politica, attualità, sport, cultura ed eventi. Testata giornalistica n° 5-2020 registrata presso il tribunale di Cagliari (P.iva: : 03880880921) - per info e contatti [email protected]
Powered By Vistanet Marketing

Progetto realizzato col patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna. Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.
Legge regionale 11 aprile 2016 n. 5, art. 9 comma 21
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13
Deliberazioni della Giunta Regionale n. 38/16 del 26.09.2019 e n. 23/8 del 21.07.2022



Host: Serverplan S.r.l. – Sede legale: Via G. Leopardi 22, 03043 Cassino (FR), Italia P.IVA IT02035850604 – Regime fiscale: RF01 (ordinario) dal 2025 - Register: Godaddy s.p.a