Tortolì, rubava denaro nello stabilimento dove lavorava: indagato un giovane
Il ragazzo prelevava in più occasioni delle somme dal contenitore delle mance comuni.
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«Mi chiamavo Mirko Farci». Così comincia il toccante post pubblicato oggi sui social dalla zia Stefania Piras, che dà voce a Mirko, il ragazzo di Tortolì ucciso l’11 maggio 2021 a soli 20 anni. Attraverso le sue parole, emerge la richiesta di non dimenticare il suo sacrificio e di fare in modo che tragedie come la sua non restino inosservate.
Mirko è morto mentre difendeva sua madre dalle violenze di chi avrebbe dovuto essere lontano. Nonostante denunce, divieto di avvicinamento e misure di protezione, l’aggressore è riuscito a entrare in casa. Mirko si è interposto tra lui e sua madre, salvandola, ma perdendo la vita: tre coltellate hanno spento per sempre il suo sorriso.
La zia Stefania racconta anche i sogni di Mirko: un’estate da vivere, il mare, il lavoro stagionale, la passione per la Juventus e la musica ascoltata a tutto volume con le sue AirPod. Una vita normale e piena di futuro, strappata per aver scelto di non chinare la testa davanti alla violenza.
Il messaggio di Stefania è chiaro: ricordare Mirko significa non lasciare sole le vittime, ascoltare chi chiede aiuto e fare in modo che il coraggio di difendere chi è più debole non sia vano. Sui social il suo post è già stato condiviso e commentato tantissime volte.