Settimana Santa in Ogliastra. Le celebrazioni del Vescovo Mura trasmesse dai social
Il vescovo Antonello celebrerà i Riti della Settimana Santa alternando le celebrazioni tra le due Cattedrali di Nuoro e di Lanusei. Ecco il calendario e come seguirlo
canale WhatsApp
Il vescovo Antonello celebrerà i Riti della Settimana Santa alternando le celebrazioni tra le due Cattedrali di Nuoro e di Lanusei, senza concorso di popolo, secondo un calendario e degli orari che permettano la partecipazione dalle proprie case, ma evitando la coincidenza – come faranno anche le parrocchie – con le celebrazioni di papa Francesco, quest’ultime trasmesse dai canali nazionali, Tv2000 in primo luogo.
Ecco il calendario e gli orari:
5 aprile, ore 10.00 / Domenica delle Palme: Cattedrale di Lanusei
9 aprile, ore 19.00 / Giovedì Santo: S. Messa della Cena del Signore, Cattedrale di Nuoro
10 aprile, ore 17.00 / Venerdì Santo: Celebrazione della Passione del Signore, Cattedrale di Lanusei
11 aprile, ore 20.00 / Sabato Santo: Veglia pasquale, Cattedrale di Nuoro
12 aprile, ore 10.00 / Domenica di Pasqua: Cattedrale di Lanusei
Sarà possibile seguire le celebrazioni in diretta collegandosi al sito dell’emittente Telesardegna, digitando l’indirizzo: www.telesardegna.net, o sintonizzando il proprio televisore sul canale 14 del digitale terrestre.
Le stesse celebrazioni potranno essere seguite in streaming anche da facebook sulla pagina de L’Ortobene e di Ogliastra Web e sulla radio dalle frequenze di Radio Barbagia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Boom di presenze a Mamoiada: il Carnevale 2026 va in archivio con numeri straordinari

Cala il sipario sull'edizione dei record: il Sindaco Barone traccia il bilancio di un ciclo lungo dieci anni che ha trasformato la tradizione in un volano per il territorio.
canale WhatsApp
Con i festeggiamenti della Pentolaccia va ufficialmente in archivio il Carnevale 2026 di Mamoiada, un’edizione che sarà ricordata come una delle migliori degli ultimi anni. Non si è trattato solo di una festa, ma della consacrazione di un modello di sviluppo che vede la comunità unita intorno ai suoi simboli più autentici. Il flusso di visitatori, iniziato già a gennaio con i fuochi di Sant’Antonio, ha confermato un’attrattività crescente, portando in piazza una folla numerosa capace di divertirsi nel rispetto del pluralismo e delle tradizioni secolari.

Il Sindaco Luciano Barone, nel tracciare il bilancio finale, ha sottolineato come l’organizzazione di quest’anno sia stata particolarmente impegnativa, segnando la conclusione di un percorso strategico iniziato nel 2016. Un ciclo decennale che ha saputo trasformare l’evento in una risorsa sociale ed economica strutturata. “Non siamo una semplice aggregazione di individui”, ha dichiarato il primo cittadino, “ma una comunità dinamica capace di fare sistema e generare un ritorno d’immagine di portata internazionale”.
Il Carnevale oggi è il motore di una vera e propria economia integrata. Al fiorente settore vitivinicolo d’eccellenza si è affiancato un comparto della ristorazione solido, con undici attività aperte tutto l’anno e un’offerta ricettiva in costante espansione. Le cantine locali, oltre alla produzione, hanno potenziato l’accoglienza turistica, contribuendo a creare un flusso di visitatori costante che va ben oltre i giorni della sfilata.

La crescita culturale del paese ha radici profonde: dal Museo delle Maschere Mediterranee — che nel 2025 ha registrato oltre 23 mila presenze dopo il rinnovo dei servizi — al riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas di Istevene. In questo scenario, i Mamuthones e gli Issohadores continuano a essere gli ambasciatori d’eccellenza, capaci di raccontare ovunque la storia di una terra antica che sa rinnovarsi senza smarrire la propria anima.
Il Sindaco ha rivolto un ringraziamento profondo a uffici comunali, volontari, forze dell’ordine e operatori economici, definendo ognuno di loro come un tassello indispensabile di un progetto collettivo. Non sono mancate le riflessioni sulle criticità sollevate da cittadini e turisti, accolte con responsabilità come spunti necessari per la crescita futura.
Il Carnevale 2026 si chiude dunque con un auspicio ambizioso: non considerare questi risultati come un punto d’arrivo, ma come la solida base da cui ripartire per continuare a innovare, custodi di radici che sanno attrarre il mondo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
