Settimana Santa in Ogliastra. Le celebrazioni del Vescovo Mura trasmesse dai social
Il vescovo Antonello celebrerà i Riti della Settimana Santa alternando le celebrazioni tra le due Cattedrali di Nuoro e di Lanusei. Ecco il calendario e come seguirlo
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Il vescovo Antonello celebrerà i Riti della Settimana Santa alternando le celebrazioni tra le due Cattedrali di Nuoro e di Lanusei, senza concorso di popolo, secondo un calendario e degli orari che permettano la partecipazione dalle proprie case, ma evitando la coincidenza – come faranno anche le parrocchie – con le celebrazioni di papa Francesco, quest’ultime trasmesse dai canali nazionali, Tv2000 in primo luogo.
Ecco il calendario e gli orari:
5 aprile, ore 10.00 / Domenica delle Palme: Cattedrale di Lanusei
9 aprile, ore 19.00 / Giovedì Santo: S. Messa della Cena del Signore, Cattedrale di Nuoro
10 aprile, ore 17.00 / Venerdì Santo: Celebrazione della Passione del Signore, Cattedrale di Lanusei
11 aprile, ore 20.00 / Sabato Santo: Veglia pasquale, Cattedrale di Nuoro
12 aprile, ore 10.00 / Domenica di Pasqua: Cattedrale di Lanusei
Sarà possibile seguire le celebrazioni in diretta collegandosi al sito dell’emittente Telesardegna, digitando l’indirizzo: www.telesardegna.net, o sintonizzando il proprio televisore sul canale 14 del digitale terrestre.
Le stesse celebrazioni potranno essere seguite in streaming anche da facebook sulla pagina de L’Ortobene e di Ogliastra Web e sulla radio dalle frequenze di Radio Barbagia.
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Quiz per sardi doc: a che paese appartiene l’elegante abito tradizionale che indossa la bambina?

Un tuffo nei primi del '900: scopriamo insieme i segreti e i ricami di un tesoro del folklore isolano.
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Guardando questa immagine, si viene immediatamente rapiti dall’intensità di uno sguardo che attraversa i secoli. Ma a quale paese appartiene questo splendido abito? Vi diamo qualche indizio: siamo nel cuore dell’Ogliastra, in un paese dove la longevità è di casa e le tradizioni sono custodite con orgoglio dal Gruppo Folk San Gabriele.

Foto di @gruppo_folk_san_gabriele
L’incanto di questa ragazzina ci riporta direttamente ai primi del Novecento, mostrandoci come le giovanissime dell’epoca indossassero versioni in scala dei sontuosi abiti femminili delle loro madri. Ogni elemento della vestizione è un codice preciso di identità e storia locale: sul capo un fazzoletto rosso dal bordo scuro, fissato sapientemente con ganci d’argento che brillano alla luce; sulle spalle “su colore”, un piccolo manto trapezoidale di un rosso acceso che incornicia il viso; la candida camicia bianca ricamata, protetta da “su gippone”, una giacchina in panno viola o marrone, chiusa anch’essa dai caratteristici ganci.
La celebre “sa unnedda”, la gonna in panno marrone, impreziosita da una balza viola e guarnita con raffinate trine dorate che ne sottolineano il movimento, senza dimenticare “s’antalena”, il grembiule che un tempo era rigorosamente in orbace marrone, qui arricchito da una cornice ricamata. Questa giovane, nel suo abito d’epoca, non è solo una comparsa nelle feste patronali, ma un’evocazione vivente delle radici ogliastrine. Avete indovinato di quale comune stiamo parlando? Si tratta della splendida Villagrande Strisaili, dove il passato continua a sfilare nel presente con intatta bellezza.
Foto di @gruppo_folk_san_gabriele condivisa dalla pagina Fb del Comune di Villagrande Strisaili.
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