Trasporti, Pigliaru incontra i vertici Meridiana: “Deve mantenere la struttura principale ad Olbia”
«Meridiana deve rimanere una compagnia sarda e la scelta di mantenere la struttura principale e tutte le funzioni essenziali nella base di Olbia è per noi irrinunciabile. Insieme al Ministero abbiamo lavorato molto per arrivare alla conclusione positiva della vicenda:
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«Meridiana deve rimanere una compagnia sarda e la scelta di mantenere la struttura principale e tutte le funzioni essenziali nella base di Olbia è per noi irrinunciabile. Insieme al Ministero abbiamo lavorato molto per arrivare alla conclusione positiva della vicenda: così come abbiamo creduto con convinzione al salvataggio e al rilancio giocando un ruolo decisivo, oggi sosteniamo con altrettanta forza un progetto di crescita sul mercato europeo che resti saldamente ancorato alla Sardegna». Lo ha detto il presidente Francesco Pigliaru durante l’incontro si è svolto nella sala giunta del Consiglio regionale con i vertici della compagnia aerea, Marco Rigotti e Francesco Violante.
«Per la Regione sono prioritarie la tutela e la crescita dell’occupazione in una prospettiva di sviluppo sostenibile che veda la Sardegna e la città di Olbia luoghi centrali e strategici – ha aggiunto l’assessore dei Trasporti Carlo Careddu -. Attendiamo adesso dalla compagnia un piano industriale in linea con queste aspettative».
All’incontro ha preso parte anche il sindaco della città gallurese Settimo Nizzi: “Anche il Comune di Olbia è impegnato con tutti gli strumenti di cui dispone ad accompagnare la crescita del vettore sul piano nazionale ed europeo e a creare tutte le condizioni necessarie per mantenerlo saldamente in città”.
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Santa Maria Navarrese, la Guardia Costiera ritrova il localizzatore del peschereccio affondato

Il personale della Guardia costiera è riuscito a individuare l’Epirb della nave.
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Santa Maria Navarrese, la Guardia Costiera ritrova il localizzatore del peschereccio affondato.
Le acque agitate della costa ogliastrina continuano a restituire frammenti della drammatica vicenda del Luigino, il peschereccio affondato mercoledì mattina al largo di Santa Maria Navarrese; proprio in queste ore, grazie a un parziale miglioramento delle condizioni meteomarine che nella giornata di ieri erano risultate proibitive a causa delle forti raffiche di vento e delle onde imponenti, il personale della Guardia costiera è riuscito a individuare l’Epirb della nave.
Si tratta del trasmettitore di localizzazione d’emergenza, uno strumento tecnologico fondamentale il cui scopo primario è quello di segnalare con precisione la posizione di navi, aerei e persone in situazioni di grave emergenza come quella verificatasi pochi giorni fa.
Sul posto stanno operando senza sosta l’elicottero Nemo e la motovedetta del Circomare di Arbatax, i cui mezzi della Capitaneria sono al lavoro fin dalle prime luci di questa mattina per scandagliare lo specchio di mare interessato dal naufragio; lo scenario attuale appare purtroppo simile a quello che ha provocato l’improvviso affondamento dell’imbarcazione, quando il Luigino è stato travolto da due grosse onde che non hanno lasciato scampo all’equipaggio, forse anche a causa di un’avaria tecnica che ha reso il peschereccio vulnerabile alla forza distruttrice degli elementi.
A bordo si trovavano il comandante Antonio Morlè di 53 anni, Enrico Piras di 63 anni, il quale spesso dava una mano a bordo con generosità, e Antonio Lovicario, che ad oggi risulta l’unico superstite di questa terribile fatalità.
Lovicario è riuscito a salvarsi compiendo un gesto disperato ma estremamente lucido: quando il mare ha iniziato a inghiottire lo scafo, lui è riuscito a togliersi prontamente i vestiti per evitare che l’acqua li appesantisse impedendogli di restare a galla; in questo modo è stato possibile il suo tempestivo recupero da parte del peschereccio Zeus, che navigava a poca distanza ed è intervenuto immediatamente per prestare i primi soccorsi.
Purtroppo per gli altri due uomini il destino è stato diverso, dato che il comandante Morlè è andato a fondo con il suo Luigino mentre Piras era riuscito inizialmente a tuffarsi, ma il suo corpo ormai privo di vita è stato trascinato via dalla forza inarrestabile della corrente.
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