Tortolì, al via i contributi per la fornitura dei testi scolastici
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Come eravamo. Jerzu, il sorriso degli anni Sessanta: quel frammento di infanzia custodito tra i banchi dell’Amerigo Demurtas.
Il passato dell’Ogliastra non è fatto solo di grandi eventi storici, ma si nutre soprattutto di piccoli gesti, di sguardi e di quella quotidianità scolastica che ha formato intere generazioni di cittadini. È proprio in questo solco che si inserisce l’ultimo prezioso contributo alla nostra rubrica dedicata alla memoria, un’immagine d’altri tempi che ci trasporta direttamente nel cortile della scuola elementare dell’Istituto Amerigo Demurtas di Jerzu. Siamo in pieno clima anni Sessanta e lo scatto cattura un gruppo di alunni sorridenti, protagonisti di un momento semplice e autentico della loro infanzia scolastica che oggi, a distanza di decenni, riemerge con una forza narrativa straordinaria. Questa fotografia d’epoca non è soltanto un documento visivo, ma rappresenta un vero e proprio tuffo nella memoria collettiva ogliastrina, capace di evocare sensazioni cariche di nostalgia e tenerezza in chiunque abbia vissuto la scuola di quel periodo o ne abbia sentito i racconti dai propri genitori.
Lo scatto è stato inviato da Maria Lidia Contu, originaria proprio di Jerzu, la quale ha voluto generosamente condividere con noi e con tutti i lettori un frammento della quotidianità di quegli anni, permettendoci di sbirciare dietro il sipario del tempo. L’iniziativa si inserisce armoniosamente nella rubrica “Come eravamo”, uno spazio editoriale pensato appositamente per conservare e valorizzare la memoria visiva del passato ogliastrino, impegnandosi costantemente nel riscoprendo volti, luoghi e tradizioni che hanno segnato profondamente la storia delle nostre comunità locali. Ogni fotografia pubblicata diventa un tassello fondamentale per ricostruire l’identità di un territorio che non vuole dimenticare le proprie radici, celebrando la bellezza di una vita passata tra i banchi e i cortili dei nostri paesi.
Questo viaggio collettivo però non finisce qui e ha bisogno del contributo di tutti per continuare a emozionare. Se anche tu hai nel cassetto una vecchia fotografia che racconta un pezzo della nostra terra, ti invitiamo calorosamente a inviacela via mail all’indirizzo [email protected], avendo cura di indicare il luogo e, se possibile, l’anno esatto in cui è stata scattata. Le immagini più belle e significative saranno pubblicate nelle prossime settimane per continuare, insieme, questo affascinante e necessario viaggio nella memoria che unisce presente e passato in un unico grande racconto corale.