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Le ricerche di Antonio Morlè ed Enrico Piras segnano oggi un punto di svolta. A oltre un mese dal tragico affondamento del peschereccio “Luigino”, colato a picco lo scorso 11 febbraio, entra in azione la nave Artabro. L’unità spagnola, dotata di strumentazioni d’avanguardia per l’esplorazione dei fondali, è attesa nel primo pomeriggio di oggi al largo delle coste di Santa Maria Navarrese per tentare il recupero dei corpi dei due uomini.
L’operazione, attivata su input dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa), vede un coordinamento internazionale e locale di alto livello. A bordo dell’Artabro opererà il personale specializzato del quarto Nucleo Sub della Guardia Costiera di Cagliari, che metterà a disposizione la propria esperienza tecnica per le delicate fasi di ricerca subacquea in profondità.
Sul campo, il supporto logistico e di sicurezza sarà garantito dalla motovedetta CP811 della Guardia Costiera. A dirigere e coordinare l’intera missione sarà il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, Mattia Caniglia. L’obiettivo primario resta quello di restituire le salme alle famiglie, dopo settimane di attesa e monitoraggio costante dello specchio di mare interessato dal sinistro.
Per consentire lo svolgimento delle attività in totale sicurezza e senza interferenze, l’autorità marittima ha disposto misure rigorose: l’intera area delle ricerche sarà interdetta alla navigazione, al transito e a qualsiasi attività di pesca fino a nuova comunicazione. Il dispiegamento di mezzi così sofisticati rappresenta l’ultimo, decisivo sforzo per chiudere una ferita che ha profondamente colpito la comunità dell’Ogliastra.