“Noi non molliamo. Facce e storie dell’alluvione” il documentario del regista Pietro Mereu in anteprima a Olbia
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Nel cuore selvaggio della Sardegna, dove la roccia calcarea incontra il verde profondo dei boschi secolari, la natura offre spettacoli di rara delicatezza e imponente maestosità. Tra le cenge della Foresta Corongia, a Gadoni, brilla, nello scatto di Tore Orrù Masia, la fioritura della Cymbalaria muralis. Nota ai più come “Ciombolino comune”, questa pianta perenne sfida le leggi della fisica arrampicandosi tra le fessure umide e ombrose delle rocce. Con i suoi fusti rosso-violacei e i piccoli fiori dalle sfumature viola e gialle — che ricordano nel portamento eleganti orchidee in miniatura — la Cimbalaria decora le pareti a strapiombo, conferendo un tocco di fragilità a un paesaggio dominato dalla pietra.

Foto di Tore Orrù Masia
Il vero protagonista del panorama, tuttavia, è l’imponente pinnacolo conosciuto localmente come “Su Campalini” (o Su Campanili). Questa spettacolare formazione calcarea, situata all’interno di un tacco carsico, svetta per oltre 40 metri (con una visibilità che ne accentua la verticalità fino a 84 metri dalla sommità) proprio sopra la suggestiva vallata del Flumendosa. Visibile dalle pareti vertiginose di Su Lattinazzu, il pinnacolo rappresenta una delle mete più ambite e scenografiche per gli amanti del trekking tecnico.

Foto di Tore Orrù Masia
L’itinerario per raggiungere questo gigante di pietra non è per tutti: il percorso si snoda attraverso cenge imponenti e molto esposte, che richiedono passo fermo e l’assenza di vertigini. In alcuni tratti, la sicurezza è garantita da brevi passaggi attrezzati con corde, necessari per attraversare i punti più panoramici e scoscesi. Superata la sfida delle pareti, l’escursione si immerge nella fitta foresta dell’altopiano, un regno d’ombra abitato da maestosi lecci, tassi millenari e agrifogli.

Foto di Tore Orrù Masia
Il viaggio si conclude in un’altra area di estremo fascino: Is Breccas. Qui, il carsismo ha modellato formazioni rocciose suggestive, caratterizzate da stretti passaggi sotto roccia e “scale nascoste” naturali. È un mondo di pietra e silenzio che conferma Gadoni come una delle capitali dell’escursionismo sardo, capace di unire l’eleganza di un fiore come la Cimbalaria alla forza bruta di un territorio ancora tutto da esplorare.