Chicago horror: ragazza al nono mese viene uccisa per rapirle il bambino
#mondo Una storia da incubo che arriva da Chicago. Una ragazza al nono mese di gravidanza è stata attirata con una trappola e poi uccisa. Gli assassini volevano rubarle il bambino
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Sembra una storia che arriva direttamente da un film horror o thriller ma dei peggiori: una 19enne, Marlen Ochoa-Lopez, incinta al nono mese, è stata attirata in una trappola ed è stata uccisa per prelevare dal suo grembo il bambino e far credere che fosse il figlio partorito da un’altra donna. Come riporta TgCom, in tre sono finiti in manette, mentre il piccolo si trova in ospedale in gravissime condizioni. Marlen era scomparsa venti giorni fa ed è stata ritrovata morta in un bidone dell’immondizia.
La 19enne aveva postato su Facebook un appello nel quale chiedeva abiti per suo figlio di 3 anni e per quello che doveva nascere. A quell’annuncio avevano risposto Clarisa e Desirée, madre e figlia rispettivamente di 46 e 24 anni, che all’appuntamento hanno strangolato Marlen e le hanno strappato il bimbo dal grembo.
Poco dopo la 46enne aveva chiamato il 911 dicendo di aver partorito in casa e spacciando quel bimbo per il proprio. Gli esami hanno poi confermato che il piccolo è il figlio di Marlen. In carcere per omicidio e occultamento di cadavere con mamma e figlia è finito anche il compagno della prima.
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Governo, Daniela Santanchè rassegna le dimissioni dal Ministero del Turismo

L’esponente di Fratelli d’Italia lascia l’incarico su richiesta della premier Meloni: rivendicato il lavoro svolto e la correttezza della propria posizione giudiziaria.
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Svolta nel Governo: Daniela Santanchè lascia il Ministero del Turismo. La decisione è stata ufficializzata attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale l’esponente di Fratelli d’Italia rassegna le proprie dimissioni seguendo l’auspicio espresso dalla stessa premier.
Nella missiva, Santanchè rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato, dichiarando di aver operato al meglio delle proprie possibilità e senza alcuna controindicazione tecnica. L’ormai ex ministra pone l’accento sulla propria posizione giudiziaria, sottolineando come il suo certificato penale risulti attualmente immacolato e precisando che, per quanto riguarda l’inchiesta sulla cassa integrazione, non sia stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio.
Il testo della lettera rivela anche i retroscena dei giorni precedenti e le iniziali resistenze al passo indietro. Santanchè ammette di aver manifestato in un primo momento una certa indisponibilità alle dimissioni immediate, mossa dalla volontà di non essere trasformata in un capro espiatorio per l’esito del recente referendum. Secondo la sua analisi, la sconfitta elettorale non sarebbe a lei imputabile, citando a supporto i risultati ottenuti in Lombardia e nel proprio municipio di riferimento.
Un altro punto toccato riguarda la necessità di distinguere la propria situazione da quella del sottosegretario Delmastro. Nonostante le perplessità iniziali e un senso di amarezza per la conclusione dell’esperienza di governo, Santanchè scrive di voler assecondare la richiesta della premier, ponendo l’amicizia personale e il futuro del movimento politico davanti alla propria carica. Nella conclusione, l’ex ministra afferma di essere abituata a farsi carico delle proprie responsabilità e talvolta anche di quelle altrui.
Dopo l’ufficializzazione dell’atto, Daniela Santanchè ha lasciato la sede del ministero nel primo pomeriggio e non vi farà ritorno nella serata odierna.
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