All’inizio dell’Ottocento, sappiamo che il pomodoro viene comunemente coltivato in tutta la Spagna e nelle regioni meridionali di Italia e Francia. Gli orticoltori dell’epoca, in particolare in Sardegna, sviluppano una tecnica per essiccare i pomodori al sole, il primo riferimento
Antonio Gallus nacque a Selargius il 22 settembre 1939. A 20 anni prestò servizio di leva come Ufficiale di Complemento in Aeronautica, ma il suo sogno era diventare pilota militare. Nel 1961 fu ammesso al Corso A.U.P.C. (Allievi Ufficiali Piloti
Lo sapevate? Nel 1985 Papa Giovanni Paolo II in visita in Sardegna incontrò i minatori e scese a -200 metri. Nel 1985 il pontefice polacco si recò in visita in Sardegna: tre giorni che passarono alla storia. Il 18 ottobre
È la pistola dei cowboy, quella dei film western. Storicamente è legata al nome dell’inventore americano Samuel Colt, che brevettò la pistola a tamburo, detta revolver in inglese o rivoltella in italiano, nel 1836. Pochi sanno però che la prima
La Cagliari che non c’è più in una foto degli anni ’60-’70. Nella via Santa Croce alcuni bambini in fila a un “vespasiano”, uno dei tanti orinatoi pubblici in forma di garitta o “edicola”. Oggi lontano ricordo, sino a una
Sono i modi di dire sardi che non passano mai di moda. Nella nostra tradizione le espressioni di saggezza popolare pungono con precisione, quando necessario, e racchiudono in poche battute esperienze di vita vissuta. Diffusi in tutta l’Isola, is “dicius”
Dicono sia nato in carcere, su Scialandroni. Non è certo, ma ciò che è sicuro è che da lì sia uscito per entrare nei bar di una Cagliari che non c’è più. Pochi i ragazzi conoscono questo gioco di carte
La Cagliari che non c’è più: “Ajò a tuffare” quando negli anni ’50 e ’60 si diceva così, si intendeva al ponte de Sa Scaffa. In questa immagine della metà degli anni ’60, di una Cagliari ancora sotto l’effetto del
La Cagliari che non c’è più: un bambino guarda il fotografo, indovinate dove si trovava questo colonnato. I Cagliaritani lo chiamavano il “Partenone”, era uno dei due edifici del vecchio Mercato civico del largo Carlo Felice, orgoglio della città e descritto da Lawrence,
Via del Fossario è uno fra i tratti più singolari e affascinanti del quartiere di Castello. Il nome richiama la funzione che, suo malgrado, ha svolto in passato. In seguito alle epidemie che funestarono la città infatti, furono realizzate profonde