La foto dei lettori. Magico paesaggio innevato nelle campagne tra Nurri e Orroli in uno scatto di Federica Pisano
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Esistono luoghi che si visitano e luoghi che si scelgono con la consapevolezza di chi cerca un’appartenenza. La Sardegna appartiene a questa seconda categoria. Non è un caso se il celebre giornalista Beppe Severgnini ha distillato in quarantacinque punti l’essenza di una terra che sa essere aspra e dolcissima, solida come il granito e mutevole come il maestrale.
Tra l’ironia verso le abitudini locali e la poesia dei ricordi di gioventù, Severgnini ci guida in un viaggio che attraversa i profumi dell’elicriso, il crepitio delle doppie nella lingua parlata e la dignità filosofica delle greggi. È un invito a riscoprire un’isola dove l’estate non è un semplice dato meteorologico, ma un rito che si consuma tra terra e mare, tra carni arrostite e specchi d’acqua che non temono confronti con i tropici. Ecco la sua personalissima lista dei motivi per cui, ogni anno, la prua della nave punta inevitabilmente verso la stessa direzione:
𝗜 𝟰𝟱 𝗠𝗢𝗧𝗜𝗩𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗡 𝗦𝗔𝗥𝗗𝗘𝗚𝗡𝗔 𝗢𝗚𝗡𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗕𝗘𝗣𝗣𝗘 𝗦𝗘𝗩𝗘𝗥𝗚𝗡𝗜𝗡𝗜
1 C’è il mare di mezzo. La gente non ci finisce per caso, ma ci va per scelta.
2 Il colore dell’acqua. Non ci sono Caraibi che tengano.
3 La sabbia non è polvere. Si infila nelle orecchie, ma poi esce.
4 L’elicriso profuma di Sardegna, o la Sardegna profuma di elicriso. Ancora non ho capito, ma non è importante.
5 Le danze tradizionali. Dopo tre filu e ferru, ballano anche i milanesi.
6 Gli occhi delle donne. Guardateli, e capirete perché in Sardegna comandano loro.
7 I malloreddus hanno un nome simpatico.
8 Le pecore hanno un’aria filosofica.
9 Cagliaritani e sassaresi sono così impegnati a litigare tra loro che non hanno tempo per noi continentali.
10 La salsiccia sarda è un salume sexy.
11 Le seadas col miele sono una droga consentita.
12 Il ginepro è la versione botanica (e contorta) dei nuraghi: roba solida, che dura.
13 Hanno rovinato la piazzetta sabauda, ma Santa Teresa di Gallura resiste. Scendo a Rena Bianca (passione di mio figlio), mi sdraio e guardo la Corsica che mostra i denti. Magnifico.
14 Sulla strada per Castelsardo sembra di essere in Colorado, e in più c’è il mare a destra.
15 I cafoni stanno (quasi) tutti in Costa Smeralda.
16 Ai miei amici sardi non piacciono i corbezzoli. Così li mangio io.
17 La gente pensa prima di parlare.
18 Rena Majore era più moderna nel 1979 che nel 2009.
19 Niente Camilleri e Montalbano. Ma di Sardegna hanno scritto Satta, Carlo Levi e D.H. Lawrence. Oggi Niffoi, Fois e Soriga (che fa un po’ l’inglese).
20 L’accento si può imitare. Basta allenarsi con amici sardi spiritosi.
21 L’uso del gerundio è affascinante (“Scherzando stai?”).
22 Certe calette sembrano il salvaschermo del computer.
23 Il vento rende nervosi molti turisti, che non ritornano. Meglio. Così si sta più larghi.
24 In un posto circondato dal mare (e che mare!) sono specializzati nella cucina di carne.
25 “Quando il traghetto, al termine della notte, si avvicinava alla Sardegna, alzavamo il naso per sentire il profumo. L’importante era non farsi notare. A diciotto anni sono ammesse battute e parolacce; non la poesia dell’alba sul mare” (romantici ricordi, da Italiani si diventa).
26 Sono terminati i lavori stradali al porto di Olbia. Incredibile.
27 La Sardegna piaceva a Montanelli e a De Andrè.
28 Bortolo Severgnini (1869-1916, fratello del nonno Giuseppe) venne mandato a Tempio Pausania, giovane procuratore del Re. Altri tempi, altre zanzare.
29 Chi dice che i sardi sono piccoli? Sono concisi.
30 Le doppie hanno un crepitio simpatico: ascoltate Francesco Cossiga. Anche quando non sono d’accordo su quello che dice, mi piace come lo dice.
31 Vicino alla magnifica isola grande, ci sono splendide isole piccole (Maddalena, Caprera, San Pietro e Asinara, dove sarebbe il caso di evitare asinate).
32 Alghero sa di Spagna, Cagliari di sud, Palau di vento, Oristano di sole e Masua di zucchero blu.
33 Vermentino freddo e mirto gelato funzionano come la salsa barbeque negli USA: evocatori d’estate.
34 I porcellini sono belli e buoni.
35 Spiaggia del Poetto a Cagliari. La ricordo urbana e decente, e avevano anche i gelati al biscotto.
36 Capo Testa scolpito dal vento. Suona banale, ma è vero.
37 Le donne sarde hanno cominciato a vestirsi in nero molto prima delle PR della moda a Milano.
38 Quando li chiami al telefono, i sardi ricordano sempre chi sei.
39 Il BAM (burino acquatico motorizzato) è abbastanza raro. In mare capita di sentire il rumore delle onde.
40 Il sughero è più simpatico della plastica.
41 Cala Capra, sotto Palau. Una piscina della Florida senza gli svantaggi della Florida.
42 Se a Montirussu (Aglientu) costruiscono il solito residence, mi rivolgo alle Nazioni Unite.
43 Le piante piegate dal maestrale. Sembrano appena uscite dal parrucchiere.
44 C’è sempre una spiaggia vuota, anche in agosto.
45 L’estate non è un brodino tiepido californiano. L’estate sarda comincia (giugno), continua (luglio), si interroga (agosto), si stanca e se ne va (settembre). Come dire: buone vacanze, ci vediamo là.